La profezia di Enrico Letta: “Sostengo Zingaretti. Dopo le Europee Matteo Salvini premier”.

L’ex presidente del consiglio a tutto campo a Propaganda Live. E si dice molto preoccupato per l’Italia “per una voragine che si sta determinando nei conti pubblici”. E’ pronto ad uscire dalla riserva indiana?

Ha ribadito che alle Primarie del 3 marzo voterà e farà votare per il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. L’ex premier Enrico Letta ha confermato un endorsement pesante nell’ambito di un ragionamento politico a tutto campo. (leggi qui Letta dopo Prodi: «Zingaretti può essere il padre del nuovo Pd» e poi sottolineato qui Pd, la differenza è sulle alleanze. Letta conferma: voterà Zingaretti).

Lo ha fatto in un’intervista durante il programma Propaganda Live. Ma è l’intero ragionamento di Enrico Letta che va contestualizzato. L’ex premier si è detto “molto preoccupato per l’Italia”, perché “si sta creando, a mio giudizio, una voragine nei conti pubblici con la quale prima o poi dovremo fare i conti purtroppo”. Quindi ha aggiunto che dopo le Europee il quadro della maggioranza gialloverde potrebbe cambiare e Matteo Salvini potrebbe diventare il primo ministro.

Un filo del discorso articolato, che rafforza ancora di più il significato del suo sostegno a Zingaretti. Intanto perché Letta esce da quella riserva indiana nella quale si era confinato dopo il burrascoso scambio del campanello con Matteo Renzi. Poi perché vede nel presidente della Regione Lazio l’unico in grado di poter rilanciare non soltanto il Partito Democratico, ma l’intero centrosinistra. Perché, ha affermato Letta, il problema è anche culturale.

Citando le posizioni sul razzismo e sull’immigrazione. Si tratta di due tematiche cruciali e non a caso l’ex primo ministro ha citato l’operazione Mare Nostrum, avvenuta sotto il suo governo. Alla fine però si torna inevitabilmente al punto di partenza: il superamento del renzismo? Ma è davvero possibile, considerando che Matteo Renzi non ha alcuna intenzione di mollare e che controlla la stragrande maggioranza dei gruppi parlamentari.

Dopo il 3 marzo, se davvero si vuole continuare ad avere un Pd unito, non esiste alternativa ad un accordo tra Zingaretti e Renzi. E questo anche Enrico Letta lo sa bene.

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