Liberi & Uguali, tanto Grasso per Zingaretti? «Nessuna preclusione»

Con Renzi no. Ma nel Lazio, con Nicola Zingaretti, la nuova formazione guidata da Pietro Grasso - Liberi e Uguali - potrebbe costruire un'alleanza

Se a livello nazionale i giochi tra Pd e Liberi e Uguali, la nuova formazione di sinistra capitanata da Pietro Grasso, sembrano ormai chiusi, nel Lazio le diplomazie sono al lavoro. Stanno sondando la possibilità di un’alleanza. Puntano alla conferma di Nicola Zingaretti alla Presidenza della Regione.

 

«Nei confronti del governatore uscente non abbiamo preclusioni» osserva Riccardo Agostini, consigliere regionale Mdp-Leu. «Ora affrontiamo le nostre assemblee tematiche su questioni come formazione, università e lavoro. Prima di Natale, le avremo ultimate e a quel punto apriremo un ragionamento sul Lazio. Chiederemo un incontro a Zingaretti e al centrosinistra».

 

Su cosa si deve ragionare? «Valuteremo in base alle novità programmatiche e in base all’analisi del lavoro fatto in questi cinque anni. Vedremo cosa è andato bene e cosa meno. Parleremo di come mettere in evidenza la nostra specificità qualora decidessimo di sostenerlo».

 

IL DIALOGO DI ZINGARETTI

Nei mesi scorsi, Nicola Zingaretti è stato l’anima dialogante del Pd con tutto quel settore che non si sentiva più a suo agio nel Partito. E pure con chi ne era già uscito. Ora, quei ponti costruiti con pazienza, vengono percorsi per verificare la possibilità di un’alleanza.

 

Proprio per questo la situazione è diversa da quella emersa sul piano nazionale «dove Renzi – continua Riccardo Agostiniha fatto di tutto per chiudere alla possibilità di un’alleanza. Nel Lazio ci sono già elementi di differenza, che però vanno coadiuvati con un salto di qualità dell’azione di governo sulla sanità pubblica, sui servizi, sui rifiuti».

 

In questo senso, alcune basi sono state già gettate, intervenendo sulla legge elettorale del Lazio. «Mentre Renzi ha messo la fiducia sulla legge elettorale – conclude Agostini – Zingaretti ha dato un segnale. Nella Regione Lazio, infatti, siamo riusciti a eliminare il listino evitando che tornino i ‘nominati’ alla Pisana».

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