Licenza di tradire, il girone dantesco di Sora

Il centro di gravità della politica provinciale è a Sora, dove non solo è successo di tutto ma dove accadrà molto di più. Ottaviani impone la linea nella Lega, Fazzone sfila Forza Italia, Ruspandini (FdI) prepara la vendetta. Il Pd si prepara a sostenere Di Stefano, Pompeo sarà libero di appoggiare Eugenia Tersigni. Ma attenzione agli uomini forti apparentemente sconfitti.

Ormai a Sora potrebbe perfino succedere che fanno una coalizione Potere al Popolo e Casapound. Nessuno si meraviglierebbe”: è il commento di un autorevolissimo esponente politico della provincia di Frosinone. In realtà questa lunghissima fase pre-elettorale ha trasformato Sora nel centro di gravità della politica ciociara. Non solo: può succedere di tutto e all’interno dei Partiti si sta palesando quella “licenza di tradire”. E di mandare in mille pezzi equilibri di qualunque tipo.

Mancano ancora dei giorni alla presentazione di liste e candidature (termine ultimo a mezzogiorno di sabato) e quindi prepariamoci a ulteriori fuochi d’artificio. Ma intanto gli scossoni alla politica provinciale ci sono già stati.

Il centrodestra rancoroso

Lino Caschera, Nicola Ottaviani, Pasquale Ciacciarelli

Il centrodestra si è scoperto spaccato, litigioso e rancoroso. La convergenza sulla candidatura a sindaco dell’avvocato Federico Altobelli non cancella la frattura all’interno della Lega tra il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani e il responsabile dell’organizzazione Pasquale Ciacciarelli, il quale ha fatto asse con Lino Caschera e con Mario Abbruzzese, referente di Cambiamo in Ciociaria. Un gioco di sponda che i diretti interessati negano, giurano di avere lavorato per l’unità e che Lino Caschera ha fatto tutto da solo. Il che ha fatto infuriare ancora di più Ottaviani. (Leggi qui Lino e Maria Paola mollano: la spuntano Altobelli e Luca).

Non tarderà ad arrivare la vendetta di Fratelli d’Italia, visto che il senatore Massimo Ruspandini ha dovuto ingoiare il rospo del No degli alleati a Giuseppe Ruggeri, nome che aveva avuto il via libera del tavolo regionale. Ruspandini è andato in difficoltà e sicuramente non… perdonerà.

Sempre nel centrodestra attenzione all’ira funesta degli uomini forti sul territorio, Lino Caschera (Lega) e Massimiliano Bruni (Fratelli d’Italia). In questo caos mai visto prima, il senatore Claudio Fazzone è stato abilissimo a sfilare Forza Italia dalla coalizione. Gli “azzurri” decideranno il da farsi, ma a questo punto sull’intero panorama provinciale. Anche a Frosinone, non c’è dubbio. I vincoli di coalizione sono saltati con il siluramento di Giuseppe Ruggeri.

Il riassetto del centrosinistra di Sora

Gemmiti, Altobelli, Di Stefano

Si è ritirata anche Maria Paola Gemmiti. Ha dimostrato umiltà ed acume politico: nonostante stesse girando da un mese per raccogliere voti sul suo nome ha capito che il totale cambio di scenario nel centrodestra imponeva a lei di sacrificarsi nel nome di un interesse di coalizione.

Se avesse puntato i piedi sarebbe stata l’agnello sacrificale di un Pd in ordine sparso. Invece è stata lei ad avallare lo scenario prospettato dal Segretario provinciale Luca Fantini e dai due sub commissari: lo ha detto pubblicamente nella riunione di lunedì sera. In questo modo ha spianato la strada ad una coalizione di centrosinistra che si fonde con quella di Luca Di Stefano.

La conferma ufficiale all’anticipazione di Alessioporcu.it è arrivata in questi minuti. Ipotesi che nella sede della federazione provinciale del Partito circolava dallo scorso aprile. Perché non è stato fatto subito allora? Perché anche il centrosinistra, come il centrodestra, a Sora ha le sue divisioni: ai sub commissari Stefania Martini e Adamo Pantano va dato il merito di avere ricomposto l’unità del Circolo, in modo sostanziale. Come dimostrano i due passi di lato che caratterizzano questa storia: quello fatto dalla capogruppo uscente Maria Paola D’Orazio e poi, nelle ore scorse, della candidata Maria Paola Gemmiti.

Il fattore Di Stefano e la variabile Pompeo

Per essere seri. Volponi come il segretario regionale Bruno Astorre, il vicesegretario regionale Sara Battisti e il responsabile provinciale Luca Fantini hanno colto la palla al balzo appena le condizioni sono state mature. A questo punto possono giocarsi le loro carte in assoluta tranquillità. Perché se Di Stefano dovesse vincere il Pd tornerebbe ad intestarsi un successo a Sora dopo anni. Se invece dovesse perdere, le responsabilità dei Dem sarebbero sicuramente più affievolite.

C’è un’unica variabile: è evidente che il tana libera tutti ad ogni livello consente anche al presidente della Provincia Antonio Pompeo (leader dell’area Base Riformista del Pd) di poter sostenere Eugenia Tersigni, a sua volta appoggiata dal vicepresidente della Provincia Luigi Vacana. Oltre che da Walter Tersigni. Vero che il Pd non schiererà il simbolo perché l’alleanza di Di Stefano è civica e questo lascia a Pompeo le mani libere. Ma è altrettanto vero che la presenza ieri sera del Segretario Regionale Bruno Astorre è un chiaro segnale politico sulla posizione del Partito.

Ma attenzione. A Sora bisognerà tenere conto anche delle mosse che in campagna elettorale faranno Ernesto Tersigni, Agostino Di Pucchio, Alberto La Rocca, Giuseppe Ruggeri, Lino Caschera, Massimiliano Bruni. Ormai gli schemi non esistono più. Succederà di tutto.

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