Life Grace: l’alleanza sui pascoli tra allevatori e ristoratori

A Formia, tra i Monti Aurunci e la costa del Golfo di Gaeta, si è tenuto il primo convegno dell'anno sul progetto finanziato dall'Unione Europea per il rafforzamento della rete tra produttori zootecnici e ristoratori di qualità. La Camera di Commercio di Frosinone e Latina, nell'occasione, ha parlato di Area Vasta interprovinciale

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Il primo World Cafè di Life Grace del 2023 si è tenuto stamane all’Istituto alberghiero Angelo Celletti di Formia: tra gli estremi Monti Aurunci e la costa dello splendido Golfo di Gaeta. Ed è un attimo che diventa un’Area Vasta interprovinciale: come la Camera di Commercio di Frosinone e Latina.

È stato il primo convegno dell’anno incentrato sul progetto Ue di rafforzamento del business network tra allevatori e filiera Horeca regionali: cioè operatori del mondo della ristorazione, alberghiero e del catering. Con l’obiettivo di puntare alla costruzione di una forte rete professionale nel Lazio tra produzioni zootecniche e ristorazione di qualità.

Grace per salvare l’agricoltura di una volta

L’iniziativa Grace è cofinanziata dal programma europeo Life, cioè il fondo che finanzia azioni per la conservazione della natura, lo sviluppo dell’economia circolare, la transizione verso energie pulite e la lotta ai cambiamenti climatici. Da ormai oltre trent’anni è a sostegno di ambiente e biodiversità. Si punta nello specifico alla conservazione degli habitat semi-naturali della Rete Natura 2000: aree ad agricoltura tradizionale, boschi utilizzati o pascoli.

Si parte da un’evidenza: i fenomeni progressivi di perdita o degrado dei pascoli. Sono una realtà a vari livelli in tutto l’Appennino centro meridionale. Specie il complesso dei Monti della Tolfa ad ovest, la Montagna reatina a nord e, per l’appunto, i calcarei Ausoni-Aurunci a sud. Gli Ausoni e gli Aurunci fanno parte dalla catena montuosa dei Volsci, preappenninica e subcostiera, che inizia da nord con i Monti Lepini: si va dalla montagna al mare.

L’agricoltura? Elemento fondante

Giovanni Acampora al World Café

A favore della conservazione di un pascolo razionale, contro ogni forma di abbandono o sovra-pascolo ma soprattutto sottoutilizzazione, si sono schierati i vari attori di Life Grace: la società Comunità Ambiente, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura (Arsial), il Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza di Roma, la Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (Firab) e il notiziario online Green Factor.

All’evento di Formia c’era Giovanni Acampora, presidente della Camera di commercio interprovinciale di Frosinone e Latina. Ha definito la giornata «un concreto contributo alla crescita del territorio. Una risposta pratica alle esigenze di un tessuto economico che, in un quadro di competitività internazionale, riconosce all’agricoltura il suo elemento fondante».  

Acampora, però, aggiunge altro: «È una giornata che rivendica l’importanza del dialogo e dell’integrazione tra istituzioni, operatori e forze imprenditoriali. Per immaginare una politica di sviluppo rurale da costruire insieme, nel rispetto delle autonomie di ciascun soggetto che partecipa al percorso». Ormai lo dice chiaramente: auspica un’Area Vasta che, come accaduto già con le loro Camere di commercio, metta insieme le province di Frosinone e Latina.  

Pascoli e razze autoctone

Serve dialogo quanto comunicazione: nel Lazio decine di migliaia di ettari sono di matrice calcarea o vulcanica. Il suolo fertile è in entrambi i casi a una ridotta profondità, dunque i terreni non possono essere lavorati con mezzi agricoli e destinati alla coltivazione.

La via è una sola ed è oltretutto sostenibile: il pascolamento degli animali, soprattutto le razze autoctone, che in quell’ambiente hanno origine millenaria e si sono conservate.

Chi sopravviveva grazie a quei pascoli l’aveva già capito, senza bisogno di analisi in laboratorio. Oggi che il tema dell’autosufficienza alimentare è tornato drammaticamente centrale (non c’è abbastanza da mangiare per tutti), il progetto Life Grace diventa un’ancora di salvezza. Per questo Acampora ci ha tenuto a ringraziare tutti gli organizzatori dell’iniziativa. In primis Arsial, coordinatore del partenariato: «Ci ha offerto l’opportunità di un confronto per condividere soluzioni utili a restituire vitalità alle nostre aree rurali».

Serve cooperazione territoriale

Giovanni Acampora

L’attenzione è stata rivolta in particolare all’equilibrio ambientale, alla sostenibilità degli allevamenti estensivi, alla vantaggiosa agricoltura di qualità, alla varietà delle produzioni dei Monti Ausoni-Aurunci. «Oltre che – ribadisce lo stesso Acampora sulla necessità di una reale cooperazione tra tutti gli attori locali per dare forza al sistema economico territoriale».

È il secondo passo di avvicinamento di Acampora alla questione più larga: l’Area Vasta. Non prima di un omaggio a Monica Piantadosi, dirigente scolastica dell’Istituto alberghiero di Formia: «La ringrazio per la passione e il forte senso di appartenenza ad una realtà scolastica da sempre modello di apertura al territorio».

Un altro ruolo centrale lo stanno avendo le associazioni di categoria e gli imprenditori: «Con le loro conoscenze e competenze hanno fatto la differenza nel contributo al dibattito odierno» dice Acampora.

Area Vasta, ma di Frosinone e Latina

«Bisogna rilanciare un modello di cooperazione per uno sviluppo rurale incentrato su salvaguardia dell’ambiente, difesa della biodiversità, conservazione del paesaggio, tutela del suolo e delle risorse naturale e valorizzazione delle produzioni tipiche». Il presidente della Camera di commercio accende così i riflettori sull’Area Vasta: ma non soltanto del Frusinate, anche della provincia di Latina.

Acampora, con un occhio nell’occasione allo stato del settore agroalimentare, vorrebbe vedere un contrasto ai prezzi bassi per le produzioni agricole e ai costi di produzione in crescita.

E non solo: «Anche l’iniqua distribuzione tra i soggetti della filiera del valore che il consumatore paga per i beni alimentari – aggiunge -. Su queste tendenze non esiste la possibilità di intervento da parte dei singoli operatori e perciò bisogna attivare un processo condiviso e allineato a livello organizzativo e gestionale».

Un’alleanza tra le super filiere per Life Grace

La Camera di commercio interprovinciale vuole che sia tale anche una potenziale Area Vasta: «La mia convinzione è che un aiuto duraturo non può certo prevedere un piano di rilancio limitato ad una sola componente del sistema. Occorre, invece, cercare soluzioni capaci di coinvolgere il territorio nel suo complesso creando un’immagine unitaria e rappresentativa dei diversi fattori che sono alla base della sua identità».

Acampora propone «un’alleanza tra filiere significative e di riferimento a livello territoriale». La Camera di commercio vuole essere interprete degli imprenditori ma anche dei consumatori. Come? «Riconoscendo le Filiere Produttive protagoniste indiscusse delle strategie di Qualità Totale». Il prodotto di qualità che valorizza l’identità locale grazie a tre componenti: «Paesaggio, ambiente, e storia e cultura».

Intanto c’è la sinergia con la Ristorazione di qualità: «Se davvero vogliamo promuovere il paniere, dobbiamo puntare sul potenziamento dell’attrattività sia turistica che commerciale dell’area dei Monti Aurunci. Le filiere devono sostenersi a vicenda e fare rete». La chiama «sfida di cultura progettuale». E richiede l’impegno di tutti: Pubblico e Privato.

(Foto di copertina © DepositPhotos.com)

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