L’incursione di Zingaretti nelle linee di Virginia Raggi

Il Partito Democratico vuole riprendersi i suoi voti, andati al Movimento 5 Stelle. Ecco il perché delle mosse di Renzi. E l'incursione di Nicola Zingaretti nelle file di Virginia Raggi

Cinque Stelle in difficoltà come mai lo sono stati finora, ala sinistra del Movimento (quella che si riconosce nelle posizioni di Roberto Fico) in fibrillazione per l’egemonia leghista sull’esecutivo, giunta di Virginia Raggi a Roma che è tornata nell’occhio del ciclone. La Raggi confida ancora in Luigi Di Maio per superare anche questa “nottata”, ma il fatto è che il ministro del lavoro in questo momento è “tollerato” all’interno del Movimento Cinque Stelle.

 

Certamente il potere è uno straordinario collante, ed esattamente come successe per Matteo Renzi, portare al Governo un’intera classe dirigente che mai avrebbe pensato di trovarsi lì, blinda la posizione politica personale. Fino ad un certo punto però.

Il Partito Democratico ha capito però di poter provare a riprendersi i suoi elettori, quelli che hanno votato per i Cinque Stelle perché delusi dai Dem. Lo ha capito Matteo Renzi prima degli altri e l’idea di individuare Paolo Gentiloni come federatore è nata da questa considerazione. Lo ha capito Graziano Delrio, che in Parlamento ha attaccato alzo zero il premier Giuseppe Conte, ricordandogli il nome del fratello di Mattarella trucidato dalla mafia. “Si chiamava Piersanti”, ha urlato Delrio.

E lo ha capito Maurizio Martina, sempre più ringalluzzito nel ruolo di reggente.

 

Ma lo ha capito anche e soprattutto Nicola Zingaretti, che è tornato ad alzare i livelli di scontro con la sindaca di Roma Virginia Raggi prima dell’esplodere della vicenda del nuovo stadio della Roma. Una vicenda che coinvolge esponenti politici anche di Forza Italia e del Pd, ma che soprattutto mette in difficoltà i Cinque Stelle.

Alla Regione Lazio Zingaretti non è preoccupato per l’anatra zoppa, che potrebbe continuare tranquillamente ad alzarsi in volo grazie al sostegno di Sergio Pirozzi (fin quando Matteo Salvini non deciderà di rendere noto a tutti che l’ex sindaco di Amatrice è un uomo al quale la Lega guarda con grande attenzione).

Ma grazie anche alla benevola astensione di Forza Italia, che in questo momento tutto può fare meno che permettersi elezioni anticipate. E quindi Zingaretti attacca al cuore il Movimento Cinque Stelle. A Roma, per evidenziare la differenza tra il suo governo alla Pisana e quello della Raggi in Campidoglio.

Il Partito Democratico vuol e riprendersi i suoi elettori che hanno votato Cinque Stelle. Più Matteo Salvini ferma le navi, più l’obiettivo si fa possibile. Più i Cinque Stelle perdono punti nei sondaggi.

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