L’Indiscreto (del 15 VII 2015)

La cena è stata servita qualche sera fa: il menù non è trapelato ma i nomi dei commensali si. A bordo piscina erano attovagliati il padrone di casa Francesco Scalia (senatore della Repubblica, renziano della prima ora, già assessore e consigliere regionale del Lazio, già bi presidente della Provincia di Frosinone e già bi sindaco di Ferentino), alla sua sinistra era seduta – abbronzata ed in splendida forma – Anna Teresa Formisano (Deputata nella XV Legislatura, già assessore e consigliere regionale del Lazio, a lungo eminenza grigia – e purtroppo per loro non sempre ascoltata – nell’Udc di Pierferdy Casini); di fronte a lei stava Giuseppe Golini Petrarcone, sindaco di Cassino alla ricerca del secondo mandato; accanto sedeva Nino Gargano, già sindaco di Coreno ma soprattutto fidatissimo del senatore Scalia, potentissimo direttore generale dell’assediato Cosilam.

Sul menù, si apprende che sia stato equilibrato e di gusto: non un’abbuffata. Sui contenuti delle conversazioni, invece, si sa qualcosa di più: è stato durante quella cena che il fronte Scalia ha offerto a lady Formisano la corona di presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Lazio Meridionale. Un’offerta avanzata puntando molto sulla mozione degli affetti: “Sei l’unica in grado di farlo con competenza, il Cosilam è una tua creatura che hai inventato quando eri assessore regionale, hai la capacità e l’esperienza politica necessarie…” Unica richiesta avanzata a colei che profetizzò i disastri politici ai quali Casini andava incontro (lui dicono che si sia terribilmente pentito di non averla ascoltata) è stata la tutela di Nino Gargano. A lui gli avversari politici imputano il buco milionario che ha portato i conti del Cosilam a ridosso del collasso (in sua difesa è stato detto, tra l’altro: “sappiamo bene chi è stato a piazzare lì un bel po’ di dipendenti dei quali si poteva fare a meno, non è stato ceto Nino; e poi come si può fare a quadrare i conti se l’Asi non ci cede il depuratore Fiat per il quale continuano ad incassare a Frosinone mentre si trova nel nostro territorio?”

A fine cena, ognuno ha fatto i suoi conti.
Anna Teresa Formisano è talmente esperta da avere intuito il punto debole dell’operazione: sono strategici i voti del Comune di Cassino, in mano a Peppino Petrarcone; se lui non cala il carico da dodici sul tavolo niente elezione. Quindi lei dichiara “Sono disponibile solo se la mia è una candidatura condivisa”. Tradotto: o venite allo scoperto e mi garantite che c’è la coalizione intorno oppure non vi sognate nemmeno per un secondo di espormi a possibili figuracce che non ho mai fatto.
Giuseppe Golini Petrarcone ha iniziato a contare quanti voti gli porterebbero le truppe cassinati di Anna Teresa e le riserve strategiche ammassate a Caira agli ordini di Cesare / Marino Fardelli. Ha ammesso “Sono un pozzo di voti”. Ma pere che non sia tranquillo di fronte alla promessa di due liste civiche in suo appoggio che sarebbero state messe sul tavolo.
Nino Gargano sta studiando il modo per difendere a) l’incarico b) l’onorabilità: sembra non sia disposto a tenersi nessuna ombra e che abbia un appunto per ogni operazione compiuta, nel quale risultano pregi, difetti, desiderata e sponsorizzazioni politiche.
Francesco Scalia ha fatto i conti della cena, sperando che tra qualche giorno non gli servano l’amaro.

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