L’insostenibile leggerezza della politica che non risolve mai un problema

Il mancato rinnovo del contratto a 532 lavoratori Fca farà saltare altre centinaia di posti nell'indotto. La politica si è rivelata ancora una volta assente e del tutto estranea alle dinamiche Fca.

I nostri politici non riescono a risolvere un solo problema della provincia di Frosinone.

 

I 532 lavoratori di Fca Cassino Plant ai quali non è stato rinnovato il contratto ed i 1200 che rischiano a cascata di fare la stessa fine nell’indotto, sono l’ultimo esempio di una politica locale che conta nulla sui tavoli nazionali e regionali, che si accontenta delle “briciole” (le candidature) sgrullate da tavoli nei quali invece si decide molto di più.

 

In altri tempi, un’operazione del genere, Gianni Agnelli non l’avrebbe nemmeno potuta immaginare. Ed era Gianni Agnelli. Ma aveva di fronte politici come Andreotti, Gaspari, Fanfani, De Mita, Craxi, Berlinguer e decine di altri ancora dello stesso spessore. Gente che aveva una visione strategica del Paese. E che, se tracciava una rotta, sapeva dove stava portando il Paese. E che usava i soldi delle tasse degli Italiani per costruire lo stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano. Quelli di oggi… Basta pensare che Sergio Marchionne il Cassino Plant se l’è rifatto daccapo con i soldi Fca senza chiedere un euro alla Politica: nemmeno perde tempo a parlarci con i governi di oggi. Ha le mani libere per tagliare 530 lavoratori dalla sera alla mattina, senza nemmeno dargli cinque minuti di preavviso. E senza nemmeno dover fare una telefonata alla politica.

 

Appena qualche anno fa, il senatore della Repubblica eletto a Cassino, Angelo Picano (Democrazia Cristiana) telefonava direttamente a Ciriaco De Mita (presidente del Consiglio o segretario del Partito, a seconda delle stagioni) e chiedeva. E otteneva. Oggi il senatore della Repubblica eletto a Cassino Marino Mastrangeli (Movimento 5 Stelle) non si sa nemmeno che fine abbia fatto. Chi ce lo ha fatto eleggere, invece di nascondere la polvere sotto al tappeto, dovrebbe avere il coraggio di metterci la faccia e dire ‘Ci vergogniamo di averlo candidato‘. Picano parlava di fibra ottica a fine anni Ottanta, Mastrangeli parla con il pretore onorario per le autorizzazioni della sua villa.

 

Una ripresa, seppure debole e incerta, in Italia c’è. Pure dalle nostre parti. Gli investimenti inglesi hanno fatto riaprire la ex Ceramiche Marazzi di Anagni ed in due anni è al massimo della produzione. Gli investimenti turchi hanno fatto riaprire la Siderpali e si sta riorganizzando l’impianto. La Heli World vince la commessa per riconfigurare gli elicotteri dei Carabinieri per poterli vendere all’Argentina. Tutte realtà riunite in un fazzoletto di chilometri ad Anagni. Ma in quali condizioni sono ridotte le strade dell’agglomerato industriale Ceccano-Anagni: buche dappertutto, asfalto a macchia di leopardo e tutto il resto. In quali condizioni versa la Valle del Sacco, sempre più inquinata, con emissioni odorigene (eufemismo per non dire puzza) delle quali non si riesce neppure più a individuarne la causa (!). Con il solito gioco dello scaricabarile, che alla fine però, è il caso di dirlo, finisce… nel fiume.

 

Ci parlano da anni di futuro, di superconnessioni telematiche, di banda larga e di fibra ottica. Ma dove sono? Chi ne usufruisce? Il mio amico Corrado Trento, raffinata penna della pagine di Politica su Ciociaria Oggi, quando rientra a casa perde la conversazione telefonica e se vuole parlare deve farlo stando sulla strada.

 

Nel frattempo, invece, l’inquinamento aumenta e non soltanto quello delle polveri sottili, che alla fine sono le uniche facilmente misurabili e identificabili.

 

Nessun passo avanti vero neppure sulla Sanità. Dove sta il Dea di secondo livello? Dove sta l’abbattimento delle liste di attesa? Dove stanno le eccellenze? I sindaci cosa hanno proposto se non la mancata conferma del manager Isabella Mastrobuono? A proposito: per quale motivo non è stata riconfermata?

 

La realtà è che la politica interviene eccome nei processi decisionali della Sanità, dei Consorzi industriali, degli enti più o meno intermedi. Ma interviene per mettere o rimuovere un direttore generale, un presidente, un membro del consiglio di amministrazione, un segretario. Non per risolvere i problemi veri, per i quali  bisognerebbe avere il coraggio e il peso di andare a battere i pugni sui tavoli romani.

 

Alla Fca si erano strombazzate 1.800 assunzioni. Intanto perdono il posto in 532.

 

E i lavoratori della Vertenza Frusinate? Da quanto tempo aspettano l’assegno di… sopravvivenza?

 

Associazioni di categoria e sindacati dovrebbero incalzare molto di più la classe dirigente politica, che alla prova dei fatti si dimostra sempre sterile e impalpabile. E nel caso di Mastrangeli, anche assente. Ma per fare questo associazioni di categoria e sindacati dovrebbero uscire completamente dagli assetti che riguardano molti enti intermedi. Fino a che punto è stata utile la stagione degli imprenditori alla guida di queste realtà, con ruoli più o meno di primo piano? Il timore è che gli sia stata concessa solo l’illusione di governare ma che in questo modo siano stati assorbiti dalle logiche politiche.

 

Tra poco più di quattro mesi ci chiederanno voti per eleggere senatori, deputati e consiglieri regionali.

 

Ma cosa ci andranno a fare a Palazzo Madama, Montecitorio e Consiglio della Pisana?

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