L’intesa tra Renzi e Zingaretti porta al Lazio 1,4 miliardi di lavori

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Un miliardo e 407 milioni di euro per le opere pubbliche nel Lazio: li hanno annunciati in mattinata il presidente del Consiglio Matteo Renzi ed il governatore Nicola Zingaretti. Una fetta importante di quei fondi è destinata alle province di Frosinone e Latina.

In tutto, sul piatto ci sono 2 miliardi e 230 milioni di euro (1,407 miliardi annunciati oggi, ai quali si vanno ad aggiungere 823 milioni tra fondi europei e regionali).

Per la rete viaria del Lazio gestita da Astral sono previsti 23 milioni di investimenti su 96 interventi, tra cui la messa in sicurezza della Pontina entro l’estate. Verrà messa in sicurezza e rimodernata la Sora – Atina – Cassino; nuovo asfalto e nuove opere per la via Mària e per la Isola – Casamari; rotatorie, asfalto, piazzole ed altri interventi sulla Cassino – Formia. Da qui a luglio la Pontina avrà un nuovo manto stradale, per la nuova Roma – Latina invece sono stati risolti i contenziosi che andavano avanti da oltre vent’anni. In Provincia di Rieti i lavori riguarderanno la via ‘Leonessa’ e la ‘Salto Cicolana’. In provincia di Viterbo verranno aperti 12 cantieri nei Comuni.

Oltre le strade: 16,5 milioni andranno alla bonifica della Valle del Sacco, altri 22,8 milioni per l’autonomia idrica di varie località tra le quali Ponza e Ventotene. Fanno parte del pacchetto da 250 milioni per decine di cantieri sanitari e per la cura delle acque e dell’ambiente.

In Sanità l’investimento è di 251 milioni ai quali se ne aggiungono altri 13 per un totale di 264 milioni di euro con cui alimentare 87 cantieri. Tra gli interventi più significativi c’è la ristrutturazione di tutti i reparti maternità del Lazio, il rifacimento dell’intera rete dei consultori, dei centri di salute mentale, il nuovo Ospedale dei Castelli.

Il patto firmato in mattinata è stato proposto dalla Regione e accettato da Zingaretti. Sull’assegnazione dei fondi alla provincia di Frosinone ha avuto un concreto peso politico l’assessore Mauro Buschini, evidenziando quelle che sono le priorità per il territorio.

Nel suo intervento, alle Terme di Diocleziano, il premier ha sottolineato che «Serve una straordinaria concretezza. Non c’è politica senza amministrazione ma senza concretezza non c’è politica». Renzi, sotto questo aspetto, ha detto di apprezzare molto il lavoro del governatore Zingaretti.

«Il Lazio cambia e progetta un nuovo sviluppo – evidenzia l’assessore regionale all’Ambiente e ai Rifiuti Mauro Buschini. Lo fa concretamente, con finanziamenti che cancellano anni di promesse mancate e daranno vita, nel breve periodo, a numerosi interventi sulle infrastrutture, sugli ospedali, sulle reti viarie, sull’innovazione, sull’occupazione. Nel “Patto per il Lazio”, siglato questa mattina a Roma dal Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sono previsti stanziamenti per un totale di 2 miliardi e 230 milioni di euro di cui 1 miliardo e 400 milioni derivanti dall’accordo odierno. Opere che saranno avviate già nei prossimi mesi e che premiano il lavoro della Regione che ha messo i conti in ordine tagliando gli sprechi per dare vita a progetti di crescita per il territorio».

Per il presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo «Ancora una volta Matteo Renzi e il suo esecutivo dimostrano di avere una marcia in più e una visione positiva del sistema Italia, capace di tenere insieme e di far dialogare i territori senza differenze tra centro e periferie. Se cresce Frosinone, cresce il Lazio quindi il nostro Paese. Un gioco di squadra che nel Lazio deve interessare tutte le Istituzioni, a partire dai Comuni che vanno coinvolti in ogni processo decisionale”.

Il consigliere regionale di Sinistra Italiana Daniela Bianchi invece ritiene chiamo di fronte ad un piano d’una portata tale da essere autorizzati a parlare addirittura di New Deal come il piano che risollevò gli Stati Uniti dalla grande depressione degli anni Venti: «Un piano di investimenti senza precedenti. Un New Deal da oltre 2 miliardi destinato a incidere sul futuro del Lazio e della provincia di Frosinone. Con i fatti vogliamo dimostrare che la Regione Lazio del Presidente Zingaretti e di tutta la maggioranza di centro-sinistra ha cambiato marcia, ed è pronta superare le sue criticità per mettersi al passo con le più importanti regioni europee».

Il segretario provinciale del Partito Democratico, Simone Costanzo, mette in evedienza come vada «riconosciuto ulteriormente il grande lavoro dell’Assessore regionale Mauro Buschini che è stato particolarmente bravo a far presente a ogni livello le giuste istanze della nostra provincia in un perfetto gioco di squadra. Oggi si scrive una pagina importante che deve vederci però ancora più impegnati ed entusiasti nel lavoro di supporto dei nostri amministratori sui tanti temi che meritano attenzione e soluzioni per guardare con fiducia al futuro».

Soddisfazione arriva anche dagli industriali per voce di Guido D’Amico, presidente nazionale di ConfimpreseItalia, secondo il quale: «I territori della Regione hanno necessità di ossigeno soprattutto per le infrastrutture. Gli investimenti programmati, vanno in questa direzione. Abbiamo apprezzato che il Presidente del Consiglio, nel corso del suo intervento, abbia ricordato l’importanza dell’area del cassinate, che può dare molto al Pil della nostra Regione. L’intesa siglata dal Premier e dal Governatore del Lazio è da condividere, soprattutto negli investimenti infrastrutturali ed è decisiva per lo sviluppo dell’intera regione Lazio».

Prudenza viene suggerita dai banchi dell’opposizione in Regione. per il consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Simeone: «Gli interventi contenuti nell’accordo firmato oggi tra Renzi e Zingaretti non possono che renderci felici. Ora però la sfida vera è renderli concreti. Si tratta di lavori fondamentali. Interventi conosciuti da anni e su cui non è stato compiuto alcun miracolo, nonostante i tentativi propagandistici di Renzi e Zingaretti. Il Lazio con Zingaretti e Renzi “corre”. Peccato che lo faccia solo con la campagna elettorale e a suon di spot. Perché in tre anni di quanto annunciato non abbiamo visto ancora nulla se non tagli del nastro e favolistiche propagande. Entro luglio la Pontina sarà sistemata? Vedremo e speriamo che almeno questa volta i nostri dubbi non trovino conferme”.

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