L’isola pedonale, la tigna ciociara e l’incognita ascensore (di L. D’Arpino)

Si parte con l'isola pedonale. Quella da 200 metri appena. Poi però da settembre partirà la sperimentazione: due chilometri. Confidando sul funzionamento dell'ascensore inclinato

Luciano D'Arpino
Luciano D'Arpino

Giornalista, Regista e Autore teatrale, dirige la redazione di Frosinone de 'Il Messaggero'

Luciano D’Arpino per Il Messaggero

Da neanche duecento metri a due chilometri. La giunta Ottaviani, dopo la facile ironia sulla micro- isola pedonale nel centro storico (leggi qui L’isola pedonale e la scomparsa del buon senso), entrata in funzione ieri sera, ha voluto stupire con effetti speciali. Altro che il piccolo percorso che va dall’Arco Campagiorni alla chiesa dell’Annunziata, poco meno di duecento metri, ma una passeggiata lunga due chilometri che comprenderà anche Corso della Repubblica, rimasto inspiegabilmente fuori dal primo provvedimento, e si allungherà fino alla parte bassa della città.

L’annuncio è arrivato venerdì: «La giunta – è stato scritto – ha deliberato la creazione di un’isola pedonale di due chilometri, in via sperimentale, che possa consentire il collegamento di via AldoMoro con piazzale Vittorio Veneto fino a largo Turriziani, anche attraverso l’utilizzo dell’ascensore inclinato. È intenzione dell’amministrazione, infatti, adottare il progetto “A passeggio per due chilometri – da Piazzale Vittorio Veneto a Piazzale De Matthaeis” dal 16 settembre 2019 al 31 marzo 2020 con possibilità di proroga».

Due domande sorgono allora spontanee: perché il progetto non partirà subito ma solo il 15 settembre prossimo?

«Perché il frusinate – è stata la risposta di un amministratore che vuole restare anonimo – va abituato alle novità piano piano, sennò s’impunta, protesta e il progetto va a farsi benedire».

L’altra domanda è questa: come si fa a stare tranquilli sulla riuscita di un’iniziativa che si fonda sull’utilizzo dell’ascensore inclinato? Tutti sanno, infatti, che l’impianto nel 2019 ha funzionato per brevi periodi di tempo, tra un guasto e un altro, con enormi costi e disagi per la collettività. Complessivamente si calcola che da quando nel 2010 è stato inaugurato sia costato ai cittadini oltre 500 mila euro.

Forse, però, l’ottimismo degli amministratori si fonda su quella che il sindaco, Nicola Ottaviani, ha più volte chiamato “Ciociarità”. Di che si tratta? La definizione l’ha data lui stesso in Consiglio comunale: «È un modo di essere, una filosofia. Dopo l’homo erectus e l’homo sapiens c’è la terza figura, che è quella dell’homo ciociarus. Poco studiato, ed ha una particolarità. Soffre di una patologia che è molto trasmissibile ma non fa male e si chiama la tigna».

Sarà poco scientifico ma è suggestivo: l’ascensore spesso non funziona, ma noi siamo ciociari e per tigna scommettiamo che prima o poi dovrà diventare un meccanismo perfetto, o almeno, semplicemente funzionante. O no?

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