L’Italia sprofonda, elezioni per tutti

Ma quale Tav! La verità è che Lega e Cinque Stelle hanno il terrore di “intestarsi” la doppia manovra economica che si profila all’orizzonte, con il rischio di una patrimoniale e dell’aumento dell’Iva. Meglio andare alle urne per Europee, Camera, Senato, Regione Lazio e Comuni. Le candidature in Ciociaria

Se si andrà ad elezioni politiche anticipate in tempi brevi (l’ipotesi è altamente probabile) non sarà per lo scontro frontale sulla Tav tra Lega e Movimento Cinque Stelle. E neppure perché Luigi Di Maio ha la necessità di smarcarsi da un alleato ingombrante per evitare la “salvinizzazione” dei pentastellati.

Ad elezioni anticipate si andrà perché nessuno vorrà intestarsi la doppia manovra economica che si profila: quella correttiva da 12-15 miliardi di euro per le stime al ribasso e per la recessione. In pratica, l’Italia non è cresciuta quanto aveva previsto il Governo: non sono cresciuti i consumi, la produzione, le assunzioni. Questo, in termini economici, farà entrare molti miliardi in meno nelle casse dello Stato. Ma erano stati previsti. E conteggiati: per coprire le spese del Paese. Ora i soldi li dovranno tirare fuori i cittadino.

Non solo. C’è anche la manovra del prossimo anno, di almeno 25 miliardi di euro, con l’aumento dell’Iva. Inoltre si parla sempre più spesso di “patrimoniale”. Uno scenario che sconvolgerebbe imprese e famiglie, con effetti negativi sul gradimento dei Partito.

Meglio quindi andare ad elezioni politiche subito, specialmente per Matteo Salvini. Obbligato però a rispolverare l’alleanza di centrodestra, con Giorgia Meloni e, soprattutto, con Silvio Berlusconi.

Ma questo significa che i prossimi mesi potrebbero essere incandescenti. Prendiamo la Ciociaria: già sicure, il 26 maggio, le elezioni Europee e le amministrative in 39 Comuni, tra i quali Cassino, Veroli e Isola del Liri. Mettiamoci anche Camera e Senato. Oltre alle Regionali, perché una cosa è certa. Il neo segretario del Pd Nicola Zingaretti può non candidarsi alle Europee, ma non potrebbe in nessun caso evitare di guidare le truppe del centrosinistra alle politiche. Quindi, dovrebbe candidarsi alla Camera o al Senato.

Europee, Politiche, Regionali e Comunali: un affollamento mai visto prima. Ma anche una “manna” per i Partiti, che potrebbero far quadrare molti equilibri. In fondo una candidatura non si nega a nessuno.
A quel punto le Europee passerebbero in secondo piano e le comunali servirebbero per motivare le truppe sul territorio. Alle politiche sarebbe una Babele.

Centrodestra

Nel centrodestra il senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) pretenderà di difendere il seggio nel collegio maggioritario del Senato. Mentre il deputato Francesco Zicchieri, eletto nel collegio maggioritario della Camera Nord, potrebbe decidere (ma non è sicuro) di spostarsi nello stesso tipo di collegio, ma a casa sua, cioè a Terracina.

In questo caso per il collegio della Camera Nord si farebbe avanti il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. In predicato di aderire alla Lega, anche se ancora non l’ha fatto. (leggi qui Ottaviani alla Lega: è frenata brusca). Dovrebbe sbrigarsi però. Mentre per Claudio Durigon imbarazzo della scelta: capolista nel collegio proporzionale della Camera Frosinone-Latina o candidato alla presidenza della Regione Lazio?

Mario Abbruzzese (Forza Italia) non vorrà sentire ragioni: sogna la rivincita nel collegio maggioritario della Camera Sud. A quel punto potrebbe perfino concedere la candidatura a sindaco di Cassino alla Lega. Francesca Gerardi (Lega) cercherebbe la candidatura bis nel proporzionale. Come Gianfranco Rufa, non necessariamente a Viterbo però.

Movimento 5 Stelle

Nel Movimento Cinque Stelle problemi per Luca Frusone, che è al secondo mandato. Quindi in teoria non ricandidabile secondo le attuali norme statutarie dei Cinque Stelle. Ma nella stessa situazione di trovano Luigi Di Maio e molti altri big. Deroga dietro l’angolo, specialmente nel caso di elezioni anticipate quindi.

Ilaria Fontana vorrà difendere il seggio, ma potrebbe anche essere spostata dal maggioritario al proporzionale. Dove però andrebbe in rotta di collisione con Enrica Segneri. Perché tutti nel proporzionale?

I sondaggi dei Cinque Stelle sono lontani anni luce dalle percentuali di un anno fa.

Partito Democratico

Nel Partito Democratico l’effetto Zingaretti si sentirà. Per Francesco De Angelis è già pronto il posto di capolista nel collegio proporzionale della Camera. Gli spetta di diritto: il 90,6% per Zingaretti portato alle scorse Primarie ha messo l’ipoteca. Potrebbe essere “recuperato” anche Francesco Scalia? In questo periodo non appare molto interessato alla politica: si è concentrato sulla professione forense e sull’insegnamento. I democristiani sano sempre quando è il momento dei mollare.

In corsa allora il presidente della Provincia e dell’Upi Lazio Antonio Pompeo, sindaco di Ferentino. Poi bisognerà vedere le carte che si giocheranno Nazzareno Pilozzi e altri.

Dimenticato qualcosa? Sì. La candidatura di Nicola Ottaviani aprirebbe la strada ad elezioni anticipate anche al Comune di Frosinone.

Infine le Regionali. Nel Pd si ripartirebbe da Mauro Buschini e Sara Battisti, in Forza Italia da Pasquale Ciacciarelli. Ma bisognerebbe vedere anche le scelte di Fratelli d’Italia (Antonello Iannarilli?) e della Lega.

Mamma mia, che caos? È la politica bellezza. E tu non puoi farci niente.

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