Litigano come pazzi ma restano insieme

Conte sonda una pattuglia di responsabili e studia come sottrarre parlamentari a Renzi. L’ex Rottamatore vuole mandare a casa il premier. I Cinque Stelle non parlano più, per il Pd non c’è alternativa a questa maggioranza. Si va avanti fino al prossimo scontro, quando però non cambierà nulla.

Si naviga a vista, ma il vero problema è che ognuno prova ad affrancarsi dall’alleato senza riuscirci. Matteo Renzi vorrebbe sostituire il premier Giuseppe Conte, ma ha capito che non ci sono i numeri e la volontà per farlo. E che rischierebbe anche che alcuni dei suoi possano non seguirlo. Giuseppe Conte sta sondando una pattuglia di “responsabili”  che fa riferimento all’esponente “azzurro” Paolo Romani e contemporaneamente cerca di capire se può sfilare dei parlamentari a Italia Viva.

Il Presidente Sergio Mattarella. Foto Francesco Ammendola

Ma dal Nazareno, la sede del Pd, hanno fatto sapere che in questo momento andare avanti senza il partito di Renzi semplicemente non si può. Allora l’unica alternativa è andare avanti in questo modo, senza certezze, senza un’alleanza vera, senza progetti. Il Quirinale è stato allertato: Sergio Mattarella deve aver fatto capire chiaramente che stavolta non ci sarebbero alternative alla crisi di governo: si va alle urne.

Intanto i sondaggi continuano a registrare un calo della Lega, un’avanzata di Fratelli d’Italia, un arretramento dei Cinque Stelle, ormai raggiunti dal partito di Giorgia Meloni. Per il resto poche novità significative. In queste condizioni l’Italia si appresta ad affrontare problemi importanti, sui quali però è impossibile scegliere una linea condivisa. Ma intanto si avvicina il 29 marzo, giorno del referendum sul taglio dei parlamentari.

C’è chi scommette che sarà approvato a valanga e con 345 seggi in meno la legislatura sarà completamente blindata. Nessuno infatti avrà voglia di andare a casa per sempre.

Matteo Renzi © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Il Corriere della Sera descrive così la situazione del Governo e della maggioranza: “Renzi non sopporta che Italia viva sia trattata da pecora nera dell’alleanza e di Conte pensa che «è nato con la camicia, ma è inadatto a governare». Il premier non vuole farne una questione personale, ma per dirla in tre parole semplicemente non si fida. Eppure, Conte ha capito che cacciare l’alleato non si può. «L’ipotesi di sostituire in corsa Italia viva non è praticabile — è la presa d’atto che matura tra Palazzo Chigi e il Nazareno —. I numeri non ci sono».

Avanti così allora, a forza di inerzia. Aspettando il prossimo scontro, ben sapendo però che a casa non vuole andare nessuno.

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