Lo “scalpo” da offrire nella “blitzkrieg” dei due Matteo, Salvini e Renzi

Foto: © Imagoeconomica, Alessandro Paris

Il leader della Lega e il senatore del Pd sono i più “cattivi” di tutti. E infatti non vogliono prigionieri. La partita che si sta giocando al Senato è destinata a segnare profondamente i prossimi anni della politica nazionale. Il Carroccio vuole prendersi tutto, l’ex Rottamatore pure.

Pietro Grasso, oltre ad una straordinaria carriera in magistratura e nelle istituzioni, è stato presidente del Senato, la seconda carica dello Stato. Attualmente è un parlamentare di Leu.

Pietro Grasso

Ha detto ieri: “Come evitare il “blitz salviniano” sul calendario, un ulteriore sfregio al Parlamento? È abbastanza semplice, partendo da un semplice calcolo matematico: Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia in Senato non hanno la maggioranza di 161 voti necessaria per imporre nulla. Basterà contarsi prima: se i senatori di centrodestra sono meno degli altri si potrà votare il calendario in Aula, e fissare la discussione per il 20 agosto (o il 21, o il 22…). Se invece sono di più, semplicemente se gli altri non entreranno in Aula il centrodestra non avrà mai il numero legale per il blitz, e saranno costretti a rimandare di giorno in giorno l’Assemblea. In questo modo Salvini, ogni giorno più nervoso e contestato, capirà che il Parlamento non è a sua disposizione, per ora”.

È la conferma che esiste una strategia precisa tra Movimento Cinque Stelle, Pd, Leu e sinistra. In queste ore si sta trattando moltissimo, soprattutto all’interno dei Partiti. Perché naturalmente esiste un piano interno che legittima le varie leadeship.

Nonostante la distanza siderale che li separa, per esempio, Nicola Zingaretti e Matteo Renzi stanno trattando. Attraverso gli sherpa, attraverso i fedelissimi, ma anche attraverso il contatto diretto.

Nel Movimento Cinque Stelle non poteva essere Luigi Di Maio a fare il primo passo. E Infatti lo ha fatto Beppe Grillo, “liberando” quindi il capo politico del Movimento.

Oggi si discuterà apparentemente della data, ma nella sostanza si cercherà di capire quali delle due “blitzkrieg” (alla lettera: guerra lampo) può ottenere un risultato pieno.

Matteo Salvini

Matteo Salvini vuole nell’ordine: 1) sfiduciare Giuseppe Conte; 2) mettere la crisi nelle mani del Capo dello Stato; 3) far constatare che non esiste una maggioranza; 4) far indire elezioni a ottobre; 5) votare, prendersi tutto il “cocuzzaro”: Palazzo Chigi, presidenze delle Camere e in prospettiva presidenza della Repubblica. Con lui tutto il centrodestra, ricompattato evidentemente anche su ipotesi di accordi sulle candidature.

L’altro versante è diviso, ma con prospettive di poter comunque trovare una maggioranza. Grazie alle accelerazioni mostruose di Beppe Grillo e Matteo Renzi. Gli obiettivi  sono diversi: 1) sfiduciare Salvini; 2) non sfiduciare Giuseppe Conte; 3) favorire la nascita un esecutivo che affronti la manovra fiscale, ma che poi magari si occupi anche di taglio dei parlamentari, legge elettorale e altre cose del genere; 4) lasciare Salvini all’opposizione per un lungo periodo.

Sergio Mattarella

In mezzo però c’è Sergio Mattarella, il presidente della Repubblica. Un compito non semplice, ma se la crisi non si aprirà non potrà iniziare a tessera la tela e ad avviare le consultazioni. Perciò Matteo Salvini vuole sfiduciare Conte immediatamente. Se però non dovesse riuscirci, allora per il Capitano arriverebbe la prima (durissima) sconfitta politica da due anni a questa parte. E lui non è abituato a perdere: ha accelerato anche per dare un segnale all’ala della Lega (quella di Luca Zaia) che da mesi gli chiedeva di rompere con i Cinque Stelle.

Alla fine bisognerà vedere chi porteràla “scalpo” di chi: Salvini vuole quello di Conte, Di Maio quello di Salvini, Renzi quello di tutto il Carroccio e forse anche di Zingaretti.

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