Lo ‘scandalo’ dei Primari? “Li scegliamo con la Guardia di Finanza”

Il 'caso' dei Primari nella Asl di Frosinone. Sollevata da Quarta Repubblica che per la terza volta dedica un intero segmento alla Ciociaria. Ma la Regione smonta tutto: "I primari li selezioniamo con la supervisione della Guardia di Finanza”

Simonetta Matone (capogruppo al Comune di Roma e candidata dalla Lega alla Camera dei Deputati) si dice “scandalizzata” e chiede le dimissioni di Nicola Zingaretti. Nicola Ottaviani (due volte sindaco di Frosinone e candidato dalla Lega alla Camera nel collegio di Terracina – Cassino) ironizza sulla riforma del Lavoro pensata dal pd e chiede se intende tararla sul metodo usato nella Asl di Frosinone. Pasquale Ciacciarelli (consigliere regionale della Lega) mette il dito nella piaga e pone la domanda in maniera diretta. chede: “Bisogna essere tesserati del Pd per fare i primari all’Asl di Frosinone?” A tutti risponde l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato: da anni questi incarichi si assegnano in presenza della Guardia di Finanza ed il Lazio è l’unica Regione a farlo.

Ad innescare la discussione è stata ancora una volta la trasmissione di Rete 4 Quarta Repubblica. Che lunedì sera ha dedicato per la terza volta un suo lungo segmento alla situazione del Pd in provincia di Frosinone.

Un caso sui primari?

Isabella Mastrobuono

Il nocciolo della terza puntata sono ancora una volta le dichiarazioni dell’ex Direttore Generale della Asl Isabella Mastrobuono. Ricorda che al suo arrivo non c’erano i primari nei vari reparti: il responsabile veniva scelto nel Reparto e veniva incaricato per sei mesi e poi prorogato. Tutto vero.

Manca un particolare al racconto: finita la proroga, l’incarico passava ad un altro dei medici del Reparto; a rotazione lo facevano tutti: a prescindere dalle convinzioni politiche. Un caso che venne evidenziato dai sindacati già all’epoca: dicevano che se prima o poi tutti fanno il primario, nessuno prenderà decisioni che scomoderanno un collega in quanto prima o poi toccherà a lui dirigere il Reparto.

Non è una bella pagina di Sanità. Ma manca anche un altro pezzo al racconto, indispensabile per comprendere il contesto: perché non c’erano i primari? Perché la Sanità del Lazio era commissariata in quanto si erano accumulati debiti per circa trent’anni nascondendoli nei Bilanci: a farli erano state giunte di ogni colore, della Prima e della Seconda Repubblica. Il Commissariamento impediva sia le assunzioni normali e sia i concorsi.

Quando i conti iniziarono a migliorare ed Isabella Mastrobuono iniziò a cercare medici in tutto il Lazio si ritrovò tra le mani graduatorie ormai superate e con nessun medico disposto a venire in provincia di Frosinone. Perché Cassino, Sora, Alatri sono sedi troppo scomode per chi sta a Roma e può tranquillamente lavorare lì spostandosi con i mezzi.

L’ironia di Ottaviani e Ciacciarelli

Pasquale Ciacciarelli (Foto Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Il dubbio vero, a questo punto, è che allora quando Zingaretti e Letta parlano di riformare il mercato del lavoro si riferiscano proprio a quello che è stato congegnato alla ASL di Frosinone e dintorni, dove a lavorare erano sempre gli stessi, a discapito degli altri” ha commentato nel suo tour elettorale l’ex sindaco leghista di Frosinone Nicola Ottaviani, candidato alla Camera nel collegio Terracina – Cassino.

 Il consigliere regionale della Lega Pasquale Ciacciarelli rincara la dose e domanda “Perché l’Asl di Frosinone ha individuato i direttori delle unità operative senza un concorso? Perché si sono preferiti dei primari facenti funzioni persino dopo i 12 mesi previsti dalla legge? Il presidente Nicola Zingaretti e l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, non parlano?

I Primari? Li facciamo con la Guardia di Finanza

Foto: Giulia Palmigiani © Imagoeconomica

Invece l’assessore Alessio D’Amato parla. E risponde. Facendo notare che “Sono ormai 3 anni che nel Lazio è in vigore una delibera riguardante le procedure per le nomine di primari. Vengono fatte con l’ausilio della Guardia di Finanza”. Vero: è la delibera pubblicata sul Bollettino ufficiale numero 67 del 20 agosto 2019.

La delibera nasce da un protocollo di intesa con il Comando Regionale della Guardia di Finanza. Un’intesa in materia di controllo della spesa sanitaria. Le operazioni di sorteggio avvengono sempre alla presenza del personale della Guardia di Finanza proprio per garantire la massima trasparenza.

«È una scelta – spiega l’assessore – voluta da questa amministrazione. L’abbiamo fatto affinché tutte le procedure di conferimento degli incarichi di direzione di struttura complessa avvengano nel pieno rispetto della legge. Il Lazio è una delle prime Regioni italiane ad adottare questo sistema”.

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