Lo stop della Lega: uniti alle urne? Non è detto

La Lega apre un nuovo fronte nel centrodestra. Chiede un confronto con il sindaco di Gaeta. Alle prossime Comunali non intende fare il fratello povero: "Alleanza? Solo se ci sono le condizioni”

Il nuovo fronte del centrodestra si chiama Gaeta. Si aggiunge a quelli con le macerie ancora calde di Fondi e Terracina, a quelli con i combattimenti in piena attività a Sora e Formia. In nessuno di loro Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono presentati uniti alle urne per scegliere il nuovo sindaco. Con molta probabilità nemmeno a Gaeta lo faranno: i primi scambi di artiglieria sono cominciati. Nello stesso modo che ha preceduto gli scontri in tutte le altre quattro città.

Il direttivo punta i piedi

Il direttivo della Lega di Gaeta

Gaeta è la roccaforte di Forza Italia, la seconda capitale dopo Fondi che è il feudo personale del senatore Claudio Fazzone il potentissimo dominus di Silvio Berlusconi nel Lazio. Non solo: Gaeta è la città nella quale per due mandati ha governato Cosimino Mitrano, il funzionario del Comune di Fondi scoperto da Claudio Fazzone e lanciato come sindaco. Dieci anni di governo durante i quali ha rivoltato l’ultima piazzaforte dei Borbone e l’ha trasformata in una città piena di attrazioni che assicurano turisti dodici mesi l’anno, con un porto che è diventato la naturale valvola di sfogo di Napoli e Salerno. Con un waterfront affollatissimo e moderno.

Tutto questo tra poco dovrà passare di mano. Cosimino ha esaurito i suoi due mandati. E la Lega non ci sta a fare da spettatore: vuole giocare da protagonista la partita per la successione. Lo ha detto con chiarezza il Direttivo del Carroccio: “Cosimino Mitrano non può considerarsi una religione monoteista“. Il confermato segretario del Carroccio Vittorio Ciaramaglia lanciato così il guanto di sfida al sindaco uscente.

Per farlo ha riunito il coordinamento comunale. Nelle ultime settimane il gruppo dirigente si è rinforzato con gli innesti dell’ex sindaco centrista ed ex presidente del Consiglio comunale Giuseppe Matarazzo; del comandante Giovanni Tafuri e dell’avvocato Domenico Turiani.

Si sono riuniti per mandare un messaggio a Forza Italia, l’azionista di maggioranza della coalizione che governa il Comune dal 2012. Gli chiedono di fermarsi “ed affrontare in maniera più collegiale le cose da farsi” in vista delle elezioni della primavera 2022.

L’altolà ufficiale della Lega

Giuseppe Matarazzo

Ciaramaglia ha sintetizzato la posizione politica in un documento. È stato votato all’unanimità dal Direttivo leghista. Si è rivolto ufficialmente “a tutti i Partiti del centrodestra locale per la settimana prossima per discutere sulle prossime elezioni amministrative“. Ma i destinatari del suo diktat sono esclusivamente Forza Italia ed il suo principale rappresentante, il sindaco Mitrano.

È un modo per far salire la tensione. Perché nei giorni scorsi una riunione pubblica del centrodestra in cui valutare la possibilità di creare un blocco unitario per le prossime Comunali era stata convocata dal sindaco. A partecipare dovevano essere Vittorio Ciaramaglia per la Lega, Marco Di Vasta per Fratelli d’Italia e Christian Leccese il potenziale successore per Forza Italia. Ma proprio la Lega aveva detto no a questo appuntamento pubblico. L’ex sindaco Matarazzo lha definito “inutile e fuoriluogo in questa fase”.

Per il Carroccio, prima di una riunione pubblica serve un confronto ristretto nel quale vanno sciolti alcuni nodi. “Riteniamo opportuno quest’incontro per capire – ha scritto il coordinatore Vittorio Ciaramagliase ci sono gli estremi per un’eventuale coalizione. Dovrebbe nascere sulla base, in primis, di linee programmatiche comuni prima ancora di individuare l’eventuale candidato sindaco. Crediamo che quest’incontro sia necessario per dare e fare chiarezza ai nostri concittadini”.

È un altolà ufficiale sulla via dell’unità del centrodestra.

Alternativi oppure organici?

Cosmo Mitrano

La Lega non è presente in Consiglio né ha un assessore esterno a rappresentarla in Giunta. Questo la mette in una posizione particolare: può decidere di appoggiare il centrodestra unito, può decidere di criticare dieci anni di Governo cittadino al quale non ha partecipato e nel quale non ha responsabilità.

Forte di questa posizione, la Lega chiede di effettuare un check up sull’azione amministrativa sinora svolta. E di intavolare un dibattito sulla quella futura che dovrebbe essere il programma della prossima coalizione di centrodestra.

La Lega è pronta alla discussione – ha tagliato corto Ciaramaglia- ma riteniamo opportuno capire se le nostre priorità siano condivise e vorremmo conoscere quelle degli altri Partiti“.

Ciaramaglia non lo cita mai ma chiama in causa il consigliere e portavoce comunale di Fdi Marco Di Vasta. Dice: “Penso che queste occasioni siano utili per addivenire a quei chiarimenti che, se perseguiti ora, potrebbero rafforzare e consolidare la coalizione che chiaramente dovrà essere il più possibile omogenea. Poi non so se sarà possibile…“.

La Lega e quel Pd mascherato…

La Lega non è presente in Giunta per scelta. Una vecchia volpe come Cosimino Mitrano ha proposto da tempo un coinvolgimento del Carroccio nelle responsabilità di Governo: proporio per disinnescare sul nascere la possibilità di documenti politici come quello maturato in queste ore.

da sinistra Angelo Tripodi, in primo piano Vittorio Ciaramaglia, a destra con gli occhiali l’ex sindaco di Gaeta Giuseppe Matarazzo

Il No della Lega è legato alla visione ecumenica di Mitrano: talmente aggregante da avere nella sua maggioranza bulgara anche esponenti del Partito Democratico passati da una lista civica. Ciaramaglia l’aveva ribadito nelle settimane scorse, in occasione della presentazione del nuovo direttivo in presenza del capogruppo in Regione Angelo Tripodi.

Il civismo è una maschera che abitualmente viene indossata solo a Carnevale. Non siamo contrari – ha precisato – alle liste civiche tradizionali ma non accettiamo che qualcuno la utilizzi per evitare di metterci la faccia. Abbiamo delle regole interne che affermano questo principio ed il loro rispetto per noi è un aspetto inderogabile“.

Mitrano, un po’ si ed un po’ no

La Lega dunque vuole definire il programma edil perimetro delle alleanze. Se sul primo argomento Mitrano è dichiaratamente possibilista ad aprire una linea di credito, sul secondo la sua chiusura è nota.

Di fatto il nuovo rapporto politico tra la Lega e Forza Italia a Gaeta non sembra nascere sotto i migliori auspici. Le amministrative si terranno tra un anno – di tempo ce n’è per migliorare questo feeling- ma al sindaco Mitrano è stata attribuita una responsabilità (in sede di approvazione dell’ultimo bilancio di previsione) che avrebbe contribuire ad allargare questo solco.

Giuseppe Matarazzo

Ciaramaglia lo motiva. “Le luminarie hanno contribuito a favorire la destagionalizzazione dell’immagine turistica di Gaeta e la previsione di un milione di euro nel bilancio 2021 è stata una scelta legittima sul piano politico. Ma Forza Italia è fatta così, è un Partito che pensa all’apparenza e all’estetica. La Lega – ha aggiunto Ciaramaglia – ha un altro sentiment, quello della pancia dei cittadini. Se il sindaco ci avesse consultato quando ha approvato il Bilancio in consiglio gli avremmo suggerito che ben vengano gli addobbi natalizi ma è decisamente irrisoria la previsione di 600 mila per sociale e vedere tanti anziani di Gaeta fare la pipì in pieno centro, dietro qualche albero, laddove passeggiano gli stessi turisti“.

Che i prossimi saranno mesi caldi nei rapporti tra Lega e Forza Italia lo evidenza il leghista meno mitraniano in circolazione, l’ex sindaco Dc Giuseppe Matarazzo: “La Lega non è un partito soldato. Se ci saranno i presupposti lavoreremo per dare vita a questa nuova coalizione. Ma gli alleati, tutti indistintamente, meritano il dovuto rispetto. In caso contrario – ha concluso Matarazzo- le vie del Signore sono sempre infinite…“.

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