Lo strano caso della villa abusiva del senatore: a uno si e all’altro no

Avrà pensato: «Se ha potuto farlo lui perché non posso farlo io? Dopotutto, senatore era lui e senatore sono io». E così, il senatore della Repubblica Marino Germano Mastrangeli da Cassino, titolare di un laticlavio a Palazzo Madama grazie al Movimento 5 Stelle che lo ha candidato, ha iniziato a costruire una villa a poca distanza da quella del suo collega Marco Terenzio Varrone, proconsole di Macedonia, vincitore dei Bessi in Tracia nel 72 avanti Cristo, condottiero romano che giunse fino al Danubio e alla costa occidentale del Mar Nero.

 

Ma a Marino Germano Mastrangeli la costruzione della villa l’hanno fermata. A bloccare gli edili non sono intervenuti gli eroici veterani mandati dal suo militare vicino di casa. Sono stati i meno aulici ma altrettanto intransigenti agenti della Polizia Municipale di Cassino, mandati dal procuratore della Repubblica: non Lucio Cornelio Silla da Roma ma Luciano D’Emmanuele di Cassino.

 

Come si è permesso. Dopotutto sono due case a poca distanza l’una dall’altra. Villa è quella di Varrone e villa sarà pure quella di Mastrangeli. Senatore è uno e senatore è pure l’altro. Perché questi favoritismi?

 

Il solito potere della casta, denunciato con coraggio dal Movimento 5 Stelle. Sicuramente c’entra il potere, i palazzinari, le amicizie. O, per dirla con le parole del candidato governatore grillino Davide Barillari «Non si rendono ancora conto, stupiti, che speculatori, massoni, mafiosi e arraffoni vari non vengono più accolti con il tappeto rosso al Campidoglio».

 

Perché uno si e l’altro no? Infatti, i proprietari di casa sono entrambi Parlamentari. Certo, Varrone è stato anche console. Ma Marino Mastrangeli è il conquistatore delle “parlamentarie” 2012 del Movimento 5 Stelle, ha conquistato ben 64 preferenze in tutto il lazio, è arrivato ben all’ottavo posto nella lista del Lazio 2. Non pareggia questo la conquista della Tracia?

 

Forse, un motivo di risentimento c’è. Ed è tutto politico: il padre di Varrone (era stato pretore nel 104 a.C. e aveva ottenuto dei successi contro gli schiavi ribelli in Lucania e Sicilia durante la seconda guerra servile) ha avuto la carriera stroncata da una condanna per malversazione nel 101 a.C.. Ecco allora la causa: è un corrotto, uno di quelli che allungano le mani nella marmellata del potere, un nemico del Movimento 5 Stelle. Ecco perché Varrone ce l’ha con lui.

 

Sta di fatto che ora Marino Germano Mastrangeli, senatore della Repubblica, iscritto al Movimento 5 Stelle anche se espulso dal Gruppo, nelle prossime ore dovrà presentarsi in tribunale per violazione delle norme edilizie e paesaggistiche. E’ accusato di avere avviato la costruzione della sua villa in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico, senza permesso a costruire, a non troppa distanza dell’area in cui sorgeva la villa romana di Marco Terenzio Varrone.

 

Il senatore Mastrangeli manderà in udienza i suoi avvocati per far valere le proprie ragioni. Ma prima di ogni altra cosa dovranno spiegargli perché il senatore Varrone ha potuto costruire lì ed a lui non lo consentono.

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