Lo strano caso di Michele Marini, ex sindaco di Frosinone

Michele Marini, ma anche Domenico Marzi, sono due dei simboli del disagio del Pd. La storia di Marini lo è in particolare. perché finora nessuno ha affrontato il caso. La via della rimozione non ha funzionato. Solo sconfitte, se non c'è chiarezza

Per dieci anni è stato vicesindaco di Domenico Marzi, poi per altri cinque anni ha indossato lui la fascia tricolore. Nel 2012 è stato protagonista di un recupero incredibile al ballottaggio, non riuscendo a battere Nicola Ottaviani perché il centrosinistra era spaccato in due. Avesse avuto il sostegno di Marzi, avrebbe vinto. Un anno fa non ha partecipato e da allora Michele Marini è scomparso dalla scena politica frusinate. Ma soprattutto il Partito Democratico lo ha lasciato scappare. E questo dimostra la deriva di un partito che non si pone neppure il problema di recuperare diversi voti. Perché Michele Marini di consensi ne ha presi tanti sempre. Circa mille alle elezioni comunali del secondo mandato di Domenico Marzi, quelle di Francesco Storace candidato al consiglio comunale.

A Frosinone il Partito Democratico ha un gruppo consiliare completamente nuovo rispetto ai canoni passati, fatto di gente che ha dimostrato di avere voti: Fabrizio Cristofari, Angelo Pizzutelli, Norberto Venturi, Alessandra Sardellitti. Ma non sono bastati, perché la squadra non era all’altezza. In tanti nella lista del Pd fecero segnare “0” alla voce preferenze.

Il punto è che non si è riusciti a far sedere allo stesso tavolo politico Michele Marini e Fabrizio Cristofari. I due, legatissimi politicamente fino al 2012, hanno litigato ferocemente allora, quando il presidente dell’ordine dei medici scelse di andare con Domenico Marzi. Lasciando Marini.

Prima delle elezioni dello scorso anno si sono vsiti, senza mai riuscire a siglare la pace. Doveva provarci Nicola Zingaretti, ma poi non se ne fece nulla. Il Partito Democratico dovrà pur porsi il problema prima o poi. Sul perché, dopo tre mandati consecutivi, a Frosinone ha perso tutto quello che si poteva perdere. E sul perché pezzi importanti di classe dirigente lasciarono Michele Marini alla vigilia della campagna elettorale contro Nicola Ottaviani. Lasciar stare e scegliere la strada della rimozione non ha portato nulla di buono, soltanto altre sconfitte.

Ma forse non è un caso che due sindaci di Frosinone come Domenico Marzi e Michele Marini siano rimasti senza prospettive nel partito. Magari più di qualcuno nel partito temeva la loro ombra.

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