Lo strappo di Salvini e il braccio di ferro Ottaviani-Ciacciarelli

La Lega chiamata a sciogliere moltissimi nodi. Sarà prevalente quello che succederà sul piano nazionale. Il Capitano fonderà un nuovo partito o resterà alla guida del Carroccio? E chi lo seguirebbe nel territorio? Le manovre di Giorgetti e Zaia. Ma sul piano locale dovrà essere definito il rapporto tra il coordinatore provinciale e il responsabile dell’organizzazione.

Alla fine quello che succederà nella Lega dipenderà dalle scelte di Matteo Salvini. Lo strappo sulle deleghe fiscali al Governo è soltanto il primo di una lunga serie. Il Capitano non sopporta l’idea di essere superato dai Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni nel centrodestra. Ma soprattutto non accetterà mai l’ipotesi di poter essere messo in minoranza nel suo stesso Partito.

Meglio, come ha anticipato L’Espresso, provare a dare vita ad un suo Partito. Come del resto ha fatto l’altro Matteo, Renzi, con Italia Viva. (Leggi qui I tormenti di Salvini e Meloni su Fanpage spiazzano il centrodestra).

Trainati dai mattatori

Nicola Ottaviani (Foto: Giornalisti Indipendenti / Ciociaria Oggi)

A livello provinciale il coordinatore Nicola Ottaviani ha posto l’accento sul fatto che sia ad Alatri che a Sora la Lega è il primo Partito. Vero. Grazie anche ad exploit come quelli di Roberto Addesse e Lino Caschera. Ma nessuno provi a raccontare la favoletta di un Carroccio unito a testuggine. Non è così.

Da mesi il coordinatore regionale Claudio Durigon è sotto attacco. Prima per la vicenda della proposta di reintitolare il parco di Latina alla memoria di Arnaldo Mussolini. Poi, anche se nessuno lo dice, pure sul versante del coordinamento regionale. I risultati di Roma non sono stati certamente esaltanti. E c’è chi racconta di uno scontro interno di fuoco subito dopo l’uscita delle prime proiezioni con i risultati delle liste nella Capitale. Il regolamento di conti è rinviato a dopo il ballottaggio.

Però il punto vero è un altro. Durigon è uno dei fedelissimi di Salvini. Sicuramente lui seguirà il Capitano nel caso di strappo irreversibile. Resta da vedere come si posizioneranno gli altri. Tutti gli altri. Se alla fine l’ipotesi dovesse essere quella di restare in una Lega a guida Giorgetti-Zaia-Fedriga oppure seguire Salvini in un’altra avventura politica. Oggi si dicono tutti salviniani, ma poi il fattore “struttura di partito” peserà. Come è sempre stato ovunque.

La verifica interna

Cosa farebbero i vari Francesco Zicchieri, Gianfranco Rufa, Francesca Gerardi, Pasquale Ciacciarelli? O lo stesso Nicola Ottaviani? Perché poi si tratterà anche di soppesare le possibilità legate alle possibili candidature. Sotto le insegne del Carroccio oppure no.
In provincia di Frosinone non potranno mai essere prevalenti le logiche locali.

Francesca Gerardi

Però ci sono già delle contrapposizioni che dovranno essere o superate oppure chiarite. Quella più evidente riguarda il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani e il responsabile dell’organizzazione Pasquale Ciacciarelli. E, allo stesso tempo, quella di Francesca Gerardi contro entrambi: le parole pronunciate in diretta su Teleuniverso durante la diretta per seguire lo spoglio lunedì scorso sono state di fuoco. “Sono stati commessi errori che ora sono sotto gli occhi di tutti. A Sora ho lavorato due anni per costruire la candidatura di Luca Di Stefano come sindaco. Avevo detto no a determinante operazioni. Poi una mattina mi sveglio e trovo tutto cambiato. Con il risultato che ora Luca va al ballottaggio e noi siamo fuori. Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di questo”.

Il no della parlamentare era contro l’ingresso di Lino Caschera che avrebbe colonizzato la Lega come poi è avvenuto; a scavalcarla è stato il coordinatore Nicola Ottaviani. Che durante la fase delle trattative ha provato a commissariare gli uomini di Pasquale Ciacciarelli a Sora.

I due per la verità non si sopportano dai tempi di Forza Italia. Ma adesso si tratta di definire un percorso diverso. Soprattutto se alla fine la Lega dovesse rimanere unita con Matteo Salvini alla guida. Ottaviani non consentirà mai che Ciacciarelli possa continuare a dettare la linea in singoli Comuni. Come successo a Sora. Ciacciarelli dal canto suo non accetterà mai la leadership di Ottaviani. Tra i due litiganti gode il terzo?

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