Lo strappo ricucito, il caos tra i banchi e l’estate da supercazzola

Temi caldi nella calda estate anagnina. Dalla riqualificazione urbanistica di Finocchietto al 'caso Naretti' e ai dubbi sulla ripresa fra i banchi. Passando per un'estate con il mistero (per ora) sui cartelloni.

Franco Ducato
Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Partiamo da un dettaglio. Piccolo, ma a suo modo rivelatore. Qualche giorno fa il sindaco di Anagni Daniele Natalia pubblica sul suo profilo la foto di una riunione dedicata alla preparazione del cronoprogramma per far partire le operazioni di valorizzazione urbanistica della zona di Finocchieto. Strade, immobili, giardini, che serviranno a dare nuova luce ad uno dei quartieri più nuovi e popolati della parte bassa della città.

Nella foto ci sono tutti quelli che ci devono essere. Cioè il sindaco, l’assessore all’urbanistica D’Ercole, l’assessore al bilancio Marino, ed il caposettore dell’ufficio, l’architetto Maia.

Guglielmo Rosatella e Pierino Naretti

C’è anche un’altra persona; il consigliere Naretti. E che ci fa Pierino Naretti in una riunione in cui si parla di pian urbanistici? Il sospetto è legittimo, visto che è lo stesso Naretti che qualche mese fa era stato di fatto messo ai margini della maggioranza, dato che gli erano state ritirate le deleghe dategli dal sindaco.

Una mossa dettata, secondo più di qualcuno, dall’invadenza politica del referente del buon Pierino, il generale Rosatella. Generale che spingeva per diventare assessore nella giunta.

E quindi, al netto delle competenze, la presenza di Naretti all’incontro, può significare una cosa sola. Che lo strappo, seppure c’era stato, è rientrato. E che, come tutti si aspettavano, le critiche all’amministrazione da parte del reprobo sono rientrate.

Il nodo scuole: sul tema si insiste

Daniele Natalia e Riccardo Ambrosetti

Per una (potenziale) crisi che si disinnesca, ce n’è un’altra che potrebbe essere sul punto di scoppiare. Negli ultimi giorni più di un elemento della maggioranza ha chiesto al sindaco di allertare il consigliere Ambrosetti perché si dia da fare. A proposito di cosa? Della prospettiva di un rientro a scuola a settembre che si prospetta drammatico.

La necessità di dover trovare più spazi per garantire il necessario distanziamento sociale obbligherà le scuole a lavorare d’accordo con le amministrazioni per averli, questi spazi. E per il comune sarà soprattutto il consigliere comunale con delega all’istruzione a doversi dar da fare in tal senso.

Tutti si augurano che ci riesca. Ma l’insistenza con cui il tema viene sottoposto al sindaco fa capire che qualche timore c’è. Per via di una normativa ministeriale che cambia ogni giorno, di misure anti contagio sempre più labili, dei pareri contrastanti e contrapposti dei virologi di fama.

Riuscirà il nostro eroe a fare ordine tra tutto questo?

City branding ma senza il brand

Il sindaco Daniele Natalia con l’assessore Carlo Marino

Per fortuna l’estate è partita. Con essa l’afflusso dei turisti. Terreno fertile per l’immaginazione dell’assessore (non solo al bilancio ma anche) al turismo Marino. Che ha esposto la sua soluzione; un progetto di «city branding». Che sarà senz’altro una cosa figa. Ma forse, per pubblicizzare un prodotto, sarebbe meglio averlo, il prodotto. E, ad Anagni, ancora nessuno sa cosa ci sarà da fare quest’estate.

Non c’è un piano di iniziative stilato. Non c’è un cartellone del Festival del teatro; non ci sarà, ma questo è corretto) un cantante in piazza.

Nessuno vuole rinunciare alla tradizione. In giunta è stato detto che a costo di fare i salti mortali l’estate anagnina non dovrà saltare. Si stanno mettendo a punto iniziative interessanti che facciano leva anche sulla nuova fermata Tav di Frosinone.

Messa così, il city branding rischia di somigliare un po’ alla supercazzola del conte Mascetti.