La memoria di Angelino: dal rapporto (non semplice) con i socialisti alla caduta del Muro

La IV puntata dei ricordi di Angelino Loffredi: comunista. Amici ed avversari: il rapporto (non semplice) con i socialisti, il difficile impegno da sindaci, la caduta del Muro... e il Loffredi di oggi

Giovanni Giuliani
Giovanni Giuliani

Giornalista malato di calcio e di storie

IL RAPPORTO CON I SOCIALISTI

Dagli avversari ai “cugini” il passo è breve:

«Con i socialisti ho avuto sempre un buon rapporto. A Ceccano il confronto avveniva con Lellenzo Masi, Matteo Maura, Carlo Spinelli, Roberto Celenza, Romeo Barletta. In amministrazione  provinciale con Mario Coratti di Monte San Giovanni Campano, Salvatore Fiorini, già sindaco di Isola del Liri e poi vice presidente della Provincia, Massimo Struffi di Arpino, successivamente Presidente e senatore e Gerardo Vacana, ideatore del Premio letterario Valle  di Comino.

Con i socialisti riuscimmo a fare una maggioranza di sinistra in Amministrazione Provinciale: fu un periodo breve tra il 1981 ed il 1982. Io creai le premesse dopo undici anni di buon vicinato con i socialisti ma nel momento in cui si determinarono le condizioni concrete venni mandato a fare il sindaco a Ceccano.

Per me fare il sindaco non era un obiettivo ambito. Accettai per disciplina di Partito.

Fu un’esperienza esaltante ma anche sofferta perché in quegli anni per i sindaci non esisteva l’aspettativa pagata. Il sindaco doveva seguitare a lavorare e poi trovare i ritagli di tempo per svolgere l’azione amministrativa. Era difficilissimo. Io  potevo avere un’arma: la convocazione della Giunta, anche tutti i giorni, per non andare  al lavoro. Facevo l’insegnante di educazione fisica alla “Pietrobono” a Frosinone, non volli destabilizzare la scuola e nemmeno rovinare i buoni rapporti con colleghi e gli alunni che aspettavano sempre con gioia la mia presenza.

LA PACE DEL 25 APRILE ’69

Tornando alla ripresa dei rapporti con i socialisti ricordo due eventi in particolare: la Festa della Liberazione e il 1 maggio del 1969 a Ceccano.

Il 25 aprile 1969 rappresentò un momento di riappacificazione tra la sezioni comunista e socialista a Ceccano, dopo il grande freddo insorto nel agosto del’62, quando i socialisti lasciarono l’alleanza di sinistra per creare  al Comune con la DC (Francesco Battista sindaco) una delle prime formazioni di centrosinistra in Italia.

Cosi tra comunisti e socialisti scese il “grande freddo” che terminò con l’iniziativa promossa da giovani comunisti e giovani socialisti in quel  1969. Con il senno del poi mi sento di dire che gli anni che vanno dal ’62 al ’69 rappresentano quelli dell’ isolamento e della marginalità della sezione comunista.

Nella sezione PCI ci furono divergenze sulle manifestazioni unitarie del 25 aprile e del 1 maggio.  Non piaceva a tutti  – ricorda Loffredi – il rapporto con i socialisti, considerati inaffidabili, altalenanti, ai quali con le iniziative unitarie avremmo ridato una immeritata “verginità”. Il gruppo dirigente comunque riuscì a battere queste forme estreme di  settarismo e le manifestazioni si svolsero insieme e senza strascichi polemici.

Quella del 25 aprile, fu la prima che si teneva a Ceccano. Una manifestazione che partì da Piazza XXV Luglio. Depositammo un cuscino sulla lapide del martire Luigi Mastrogiacomo. Lo portò Ignazio Mazzoli, dirigente provinciale del Pci, che non era nemmeno di Ceccano.

 Fu in quella occasione che decidemmo che le bandiere rosse dovessero essere sempre accompagnate dalla bandiera tricolore. Una settimana dopo tenemmo la Festa del Lavoro con un lungo corteo di trattori e cittadini che partiva dalla Borgata e risaliva verso il paese».

I SINDACI DEL PASSATO

«Se debbo pensare ai sindaci del passato a Ceccano penso a Vincenzo Bovieri, primo sindaco del dopoguerra: comunista, antifascista con parecchi ammonizioni da parte del regime. E’ la persona che più di tutte interpreta lo spirito unitario. Non si abbandona a vendette e apre la strada alla ripresa di un dialogo tra le parti.

 E’ lui che dà il via alla ricostruzione materiale e morale di Ceccano. E’ il sindaco della ripresa delle lotte operaie che avevano come punto di riferimento l’istituzione. Fu sindaco in tre occasioni.

 Poi il ricordo va ad Aldo Papetti che assicura il passaggio tra la vecchia generazione e la nuova. Con Papetti sperimentiamo il nuovo. Con le amministrazioni di sinistra basate su alleanza comunisti – socialisti avviamo una serie di servizi nelle campagne, le scuole materne la refezione scolastica, il trasporto scolastico e i libri scolatici gratuiti, in comodato d’uso.

Inoltre non posso dimenticare il senatore Angelo Compagnoni, un leone combattente».

CADE IL MURO

Ed arriviamo, dunque, all’evento che segna la storia dei Comunisti e cambia il Mondo: la caduta del Muro di Berlino.

«La caduta del Muro di Berlino ha esasperato in modo negativo le criticità già esistenti nella vita interna del partito. Già otto anni prima Berlinguer aveva detto che si era esaurita la fase propulsiva nata dalla Rivoluzione di Ottobre. Quelle in Unione Sovietica e negli altri paesi del socialismo realizzato non erano esperienze di crescita, sviluppo e speranza.

Il Pci non è mai stato solo un Partito di lotte ma anche di governo: regioni, province e in migliaia di comuni.

Il socialismo realizzato nell’Est, dunque, è imploso, è fallito. L’impressione a quei tempi era che il capitalismo avesse vinto. Si, aveva vinto la battaglia rispetto all’esperienza sovietica. Oggi possiamo verificare che non ha vinto rispetto alle grandi questioni che riguardano la vita di miliardi di cittadini del mondo. Le vicende mondiali non stanno offrendo qualcosa di meglio. Oggi il capitalismo è privo di egemonia, acquista sempre più tratti autoritari, determina  guerre nel mondo, non sa pacificare, minaccia l’ambiente e porta alla nascita di guerre civili è responsabile dello spostamento di milioni di esseri umani.

Il mondo diviso in due blocchi una cosa almeno l’ha garantita: la Pace. È vero che ad Est c’era poca libertà, però quella organizzazione economica arginava le pretese imperialistiche. La caduta di quel mondo ha dato il via libera al neo liberismo senza regole, all’affermazione di egoismi, ingiustizie, miseria e disuguaglianze».

INGIUSTIZIE DI OGGI

«Il capitalismo attraverso  il pensiero unico ha scatenato guerre inutili in Afghanistan, Irak, Libia, Siria, Yemen, che oltre tutto non sa  vincere.

     La fine del mondo comunista ha bisogno anche di questa altra lettura. Oggi di fronte alla crisi del capitalismo non c è il risorgere di una forza di sinistra. Vi sono esperienze positive Corbin, Malechon, Sanders, la Linke, la sinistra portoghese. Ma debbono ancora consolidarsi. Sono scomparsi i partiti socialdemocratici e i socialisti di Occidente. Forze che hanno costruito lo stato sociale e sono state un’alternativa al comunismo realizzato ma anche  al capitalismo sfrenato. Manca un’idea di sinistra perché  non si teorizza e pratica  il conflitto e la sua idea intesa come bisogno di crescita e benessere.

     I comunisti all’opposizione ed i democristiani al governo – sottolinea Loffredi –  hanno dato a questa Italia, proprio attraverso il conflitto,il migliore stato sociale e la migliore sanità possibile. Oggi alle residuali forze politiche di un tempo manca proprio l’idea per difendere lo stato sociale, il lavoro e prospettare un nuovo mondo. Senza porre alla base della battaglia politica il conflitto sociale, la rappresentanza politica del lavoro, l’attuazione della Costituzione non ci sarà mai alcuna ripresa della sinistra. Le elezioni del 4 marzo lo dimostrano…»

ADDIO AL COMUNE

«Quanto a me – dice Loffredi–  dal 1994 non faccio più parte del Consiglio Comunale di Ceccano. L’assenza da tale importante Istituzione non mi ha fatto precipitare nella rassegnazione, né all’estraneità dalle vicende pubbliche perché il mio impegno si è manifestato attraverso l’attività in varie associazioni: Ceccano per Ceccano; La Rosa; Per l’Unità del centrosinistra.

Per otto anni sono stato Direttore del  giornale Verso Il 2000, periodico che ha fotografato i cambiamenti. In questi ultimi anni sto sostenendo attivamente il Coordinamento dell’Acqua Pubblica e l’Associazione Vertenza Frusinate; faccio parte del Comitato Promotore per il sostegno alla proposta di legge regionale sul reddito minimo d’inserimento; sono membro del Direttivo cittadino dell’ANPI; animo con altri il Comitato Spontaneo per la Buona sanità e per la completa realizzazione della Casa della salute di Ceccano.

Insomma non mi sono ritirato sotto la tenda come fece il Pelide Achille. Ho  scritto tanti  libri ma non ricordo quanti. L’ultimo, che in queste settimane vado presentando, ha il titolo “Assalto alla salute/12 milioni d’Italiani senza cura”. E’ più che una fotografia delle condizioni esistenti nell’organizzazione sanitaria. 

Negli ultimi diciotto anni ho collaborato prima con il giornale elettronico edicolaciociara.it   ed ora con  unoetre.it di cui sono redattore.    

Non aderisco a nessun Partito e sto dimostrando che si può fare ugualmente politica. Da qualche anno ho realizzato con mia moglie, Lucia Fabi, il sito loffredi.it ove sono pubblicati tutti i nostri libri, scritti sempre aggiornati e ben raccolti per argomento. Inoltre, sullo stesso, possono essere visti video e foto di grande interesse. E’ stato ideato non solo per raccogliere e ricordare ma anche per confrontare il passato con il presente. Può aiutare inoltre ad avere un corretto orientamento per chi è interessato alla battaglia delle idee e a quella politica.”…

Perché il concetto di Memoria ed il suo valore non si deve disperdere mai….

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