L’opposizione divisa, il sindaco in fase di assetto (di C.A. Guderian)

Il primo consiglio comunale operativo della nuova gestione Salera a Cassino delinea già ruoli e strategie. Ed errori tattici. Ecco quali.

Carlo Alberto Guderian
Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Un sindaco ‘spocchioso‘, ‘sprezzante‘, ‘menzognero‘. Ma anche ‘evanescente‘, ‘poco coraggioso‘, ‘allineato con il passato‘. Un’opposizione ‘divisa‘, ‘provocatrice‘, in cerca ‘solo di attenzione‘.

Gli schieramenti e le strategie della prossima consiliatura comunale a Cassino sono chiari. Li ha definiti e messi in risalto il consiglio comunale di ieri sera, il primo operativo della nuova gestione. (leggi qui Primo consiglio vero. E prime scintille).

Opposizione divisa in bande

L’opposizione non impensierirà mai il sindaco Enzo Salera. È talmente frantumata che in nessun caso avrà i numeri per mettere in difficoltà l’amministrazione. Nessuno ha intenzione di fare quadrato intorno al candidato sindaco sconfitto Mario Abbruzzese; molti stanno lavorando per individuare una scaletta di servizio dalla quale tentare di salire sul carro del vincitore.

Il voto sulle dichiarazioni programmatiche del sindaco è stato politicamente imbarazzante. A favore ha votato compatta tutta la maggioranza (e ci mancherebbe). Ma pure una parte dell’opposizione: che condividendo le dichiarazioni programmatiche appena pronunciate dal sindaco ammette di avere sbagliato tutto in campagna elettorale, candidandosi dalla parte sbagliata. Un’altra parte dell’opposizione si è astenuta. A votare contro si sono ritrovati il solo Mario Abbruzzese ed i suoi due consiglieri prestati alla lista della Lega.

I due colonnelli

Il sindaco non sembra ancora avere comprese a fondo il nuovo ruolo. Nella prima seduta vera di consiglio ha continuato a sfoggiare l’indole del mastino pronto a sbranare gli avversari. Questione di indole. In altri tempi ed ad altre latitudini, il giovane avvocato Francesco Scalia lasciava che gli avversari si sgolassero per ore in aula a Ferentino: poi prendeva la parola per una sintetica replica e passava ai voti. Conciso ed avvilente.

Enzo Salera è fatto di un’altra pasta: alle due della notte va controllare le perdite d’acqua sulla conduttura Acea, alle otto del mattino sta al centro anziani per una visita, a mezzogiorno sta a Roma per sollecitare un finanziamento. E alle sei del pomeriggio sta in aula dove risponde per trenta minuti di fila alle accuse dell’opposizione. In modo sanguigno.

Mario Abbruzese non concederà un centimetro di spazio politico ad Enzo Salera. Farà l’esatto contrario di ciò che ha annunciato. Delineando sempre più, giorno dopo giorno, la sua figura di vero oppositore al centrosinistra. Quando servirà un avversario da contrapporre politicamente, Abbruzzese sarà il solo ad avere la patente in regola. Gli altri dell’opposizione ancora una volta non lo hanno capito: lo scopriranno a loro spese quando occorreranno candidati.

L’indeciso

Salvatore Fontana deve decidere ora il ruolo che intende giocare. È troppo grande (non solo fisicamente) per fare il pesce in barile. Se intende essere il candidato sindaco unitario nella prossima tornata non può esordire astenendosi.

Si astiene un consigliere di maggioranza che ritiene di non avere ricevuto abbastanza attenzione per le sue opinioni all’interno del documento programmatico. Un consigliere di opposizione che si astiene sulle linee guida del nuovo governo o sta tentando di aprire un canale di dialogo oppure punta sull’inutile tattica con cui dire tra qualche mese “Io ce l’ho messa tutta ma con questa maggioranza è inutile fare proposte“. Se è così, Mario Abbruzzese ha già fatto e potrà dire di essere arrivato prima.

Dialettica politica

Il resto è dialettica politica del giorno dopo. Mario Abbruzzese intelligentemente non commenta il fatto d’essersi ritrovato solo come il generale Custer a Little Big Horn. Sa che è questione di tempo e l’opposizione, preso atto che non c’è trippa per gatti, dovrà schierarsi in modo diverso.

Per questo attacca da subito ad alzo zero. «Sulle dichiarazioni programmatiche il sindaco è stato molto vago. Ha già fatto sparire la funivia che aveva promesso in campagna elettorale. Allo stesso modo è sparito il project financing da 50 milioni. Soprattutto non ha fatto alcuna presa di posizione sul dissesto finanziario che il centrodestra ha dichiarato, consegnandogli una città in via di risanamento. Correttezza avrebbe voluto che ammettesse d’essersi sbagliato perché i 7 milioni di mancata copertura che ci spinsero a dichiarare il dissesto sono già divcentati 15 e potenzialmente potrebbero diventare 33 milioni»

Attacca non solo sul fronte amministrativo. Ma parte anche sul lato personale. Tenta di fare squadra e allargare il suo fronte. «Il sindaco usa la spocchia, usa il disprezzo nei confronti della minoranza. L’ha usata nei confronti di Salvatore Fontana definendolo ‘Sedicente finanziatore’. Voglio essere chiaro: qui non c’è alcun equivoco, in quel contesto dire ‘Sedicente finanziatore equivale a dire sedicente imprenditore’, dal momento che Fontana aveva appena detto di avere finanziato, con la sua attività d’impresa, le casse comunali. Il sindaco usa l’arma del disprezzo nei confronti delle minoranze, attestando il suo ribrezzo verso di noi e quindi verso una parte della città».

Alternativo o no

La vera domanda alla quale cercare risposte nei prossimi consigli è se Salvatore Fontana giocherà la carta della candidatura a sindaco nella prossima tornata, battezzato e benedetto dal suo nuovo amore politico Giuseppe Golini Petrarcone.

Il più istituzionale dei due ora è Fontana. Sembra lui l’ex sindaco: diplomatico, attento prima di attaccare, accorto nel dare l’impressione d’essere costretto a farlo.

«La questione programmatica esposta dal sindaco è scarna, poco coraggiosa. Ho visto un sindaco in continuità con la vecchia amministrazione: il fatto di parlare sempre del passato ed accusare chi lo ha preceduto non lascia ben sperare. Un sindaco dovrebbe lasciarsi alle spalle il passato e guardare al futuro».

Ancora più accurato nel criticare le scelte amministrative. «Su alcuni punti temo che ci sia confusione. Sono chiare le incongruenze in urbanistica: si vuole approvare prima il Piano Urbano del Traffico e poi il Piano Regolatore, che a sua volta avrà conseguenze di nuovo sul traffico. Non lo trovo coerente».

Eppure non gli ha votato contro, si è astenuto. «Nonostante un atteggiamento molto discutibile del sindaco a livello personale non voglio scendere in questa polemica. Con la mia astensione ho voluto dargli una fiducia a tempo. Affinché abbia la possibilità di diventare concreto e portare soprattutto cose concrete in aula. Prima tra tutte la rigenerazione urbana».

La sfida del sindaco

Non è una corsa sui cento metri. Ma sui 5 anni. E forse su dieci. Enzo Salera in autunno potrà iniziare l’accelerazione che comporterà un netto distacco dalla dimensione cittadina.

Il sindaco di Cassino, per sua dimensione, ha il ruolo di capofila in un’area vastissima che conta quanto mezza provincia. Capitanando la pattuglia di sindaci andata in Regione per sollecitare chiarezza sul futuro dello stabilimento Fca Cassino Plant ha già iniziato a dare un segnale.

Sarà da operazioni come quella, non dai 30 minuti di risposta alle opposizioni in aula, che si misurerà il vero spesso del nuovo sindaco di Cassino.