L’orgoglio di Sara: «È per le donne che dobbiamo vincere»

In Regione ha portato temi che finora erano sfuggiti alla sensibilità di un'Aula troppo appiattita sui polo maschile. Ora il Lazio è una delle poche Regioni in Italia ad avere contemporaneamente la legge sulla parità salariale, la rete antiviolenza, la legge per il contrasto al revenge porn, il Cashback sugli assorbenti. È per questo che l'hanno messa a guidare la lista alle Regionali

Ha cominciato subito. Appena le liste sono state presentate. Scegliendo la città dalla quale ha mosso i suoi primi passi in politica fino a diventare vice Segretario del Partito Democratico nel Lazio e Presidente di Commissione in Regione. Poi a Ceccano cioè la città che a lungo è stata la Stalingrado della Ciociaria ed ora viene governata dal Centrodestra. Sara Battisti sceglie i simboli: tappe che rappresentano un percorso.

Come quello che ha portato in Regione Lazio. Sensibilità che erano sfuggite finora ai colleghi maschi. Ha fatto squadra con le altre donne in Aula. Ed oggi il Lazio è una delle poche Regioni in Italia ad avere contemporaneamente la legge che stabilisce parità di stipendio a parità di lavoro tra uomini e donne, ha una rete antiviolenza che tutela le donne, una legge che contrasta i ricatti fatti con le foto intime diventate arma di ritorsione, abbassa l’iva sugli assorbenti…. Ed ha una donna alla guida della strategica lista Pd in provincia di Frosinone. (Leggi qui: Regionali, tempo scaduto: tutti gli uomini dei 6 candidati).

Sara Battisti
Le liste sono state depositate. Il tempo dei ‘segnali‘ è finito: in queste Regionali il Movimento 5 Stelle non sarà vostro alleato. I sondaggisti dicono che così è davvero complicata. Hanno messo lei a guidare la lista del Pd perché così in caso di sconfitta sarà lei a metterci la faccia?

«E perché non dovremmo vincerle noi queste elezioni? I sondaggi hanno riservato sorprese in questi ultimi anni. Io più che alle formule matematiche presterei ascolto ai cittadini che abbiamo amministrato ne Lazio in questi anni» .

Lei dice “perché non dovremmo vincerle?”: ribaltiamo la risposta, allora perché dovreste vincerle queste elezioni?

«Noi possiamo giocare e vincere questa partita perché partiamo da un’esperienza di governo che ha portato risultati tangibili e concreti. E da una rete che in questi anni abbiamo costruito con amministratori, associazioni, corpi intermedi, imprese e cittadini. Sinergie che hanno portato ad un lavoro di risanamento molto importante, che ha posto le basi per una fase di rilancio della nostra regione dopo aver ereditato i disastri delle destre».

L’iniziativa di Sara Battisti a Fiuggi
Quali disastri?

«Ci hanno consegnato un Lazio ad un passo dal fallimento. Ci sono le relazioni della Corte dei Conti di dieci anni fa. Parlavano di un Lazio tecnicamente fallito. Oggi i conti sono sotto controllo grazie al nostro lavoro di risanamento. E per tornare alla domanda sul ruolo di capolista: guidare una lista così competitiva, ricca di esperienze e profili che hanno già dimostrato di saper offrire una visione a questo territorio, è molto stimolante».

Il Partito è sull’orlo di un Congresso: che viene convocato in uno dei momenti di maggiore debolezza

«Il Partito vive una fase rifondativa. Il nostro radicamento territoriale rappresenta un contributo al Pd che verrà. Le Regionali potranno offrire uno slancio. Abbiamo il miglior candidato, un programma che aggredisce le disuguaglianze e proietta la nostra Regione verso un modello di sviluppo sostenibile mentre le destre, senza una visione, si limitano agli slogan. Alessio D’Amato è una certezza, lo ha dimostrato in uno dei momenti più delicati della storia del nostro Paese».

Sara Battisti e Alessio D’Amato
A capo di una lista c’è una donna: la sinistra è in ritardo su questo aspetto?

«Non dimenticherei che nella nostra comunità è spesso stata data attenzione alla capacità a prescindere dal genere. Ricordo a me stessa che la prima donna a dirigere una delle Camere la esprimemmo noi. Spesso ci siamo preoccupati più di stabilire quote invece di costruire spazi di agibilità per tutti. Non siamo stati attrattivi, non abbiamo offerto possibilità di impegno perché orientati all’autoconservazione. Ma poi ci sono state esperienze, e il mio essere a capo di una lista così autorevole lo dimostra, che hanno mostrato di saper valorizzare merito e risultati prescindendo dalle quote. Di questo elemento di novità prima di tutto spero sia orgogliosa la comunità che rappresento. Il percorso è ancora lungo ma la strada in Provincia di Frosinone è quella giusta».

Il primo Presidente del Consiglio dei Ministri donna è arrivato però dal centrodestra.

«La presidente Meloni, seppur come è noto ho idee diametralmente opposte alle sue, è riuscita a rompere un tabù. È un elemento positivo. Lo ha fatto seguendo esattamente l’esempio di quanto spiegavo in precedenza: attraverso l’attività di Partito, ha acquisito esperienze ed è arrivata a capo del governo da leader, non in una divisione di quote. È stata in grado di occupare gli spazi e di dimostrare valore. Ora spero dimostri di essere dalla parte delle donne e dal Lazio abbiamo portato avanti un lavoro concreto».

Sara Battisti con Alessio D’Amato
In che modo si sta ‘dalla parte delle donne‘?

«Lo si vede dalla sensibilità su alcune questioni. Penso alla legge sulla parità salariale tra i sessi, alla rete antiviolenza, alla legge per il contrasto al revenge porn, al Cashback sugli assorbenti, all’equo compenso, all’impegno sulle politiche sociali, all’accesso alle carriere scientifiche. Nel Lazio noi ce ne siamo occupati e lo abbiamo realizzato. E questo ha portato a risultati straordinari che abbiamo ottenuto grazie anche al valore aggiunto che noi donne sappiamo dare, con una maggiore concretezza su tematiche che attengono al cambiamento reale di vita delle cittadine».

Siete arrivati a queste candidature nel momento di massima tensione interna negli ultimi anni: erano ancora calde le macerie dello scontro alle elezioni Provinciali. Lei non ha issato la bandiera di quel successo ma anzi l’ha messa da parte, dicendo ‘Le Provinciali sono finite‘. Ha senso puntare più sul senso della squadra che sulle divisioni?

«Io sono stata in questo Partito da sempre e ci rimarrò sempre. Ci sono stata senza ruoli e funzioni, sono stata minoranza e maggioranza, è la mia casa la mia mia vita. Uniti siamo più forti. Abbiamo l’obiettivo di sconfiggere la destra per garantire continuità in Regione Lazio con Alessio D’Amato presidente. Non possiamo tornare indietro».

Sara Battisti
Siamo già a meno di un mese da voto. Quale futuro per il Lazio?

«Abbiamo un programma solido, efficace, che aggredisce le disuguaglianze e offre una prospettiva per un futuro sostenibile nel nostro territorio. Il Lazio è cambiato, è divenuta una Regione presa ad esempio su tante tematiche: uscita commissariamento sanità, capacità di attrarre fondi europei, pagamenti a imprese e cittadini, record borse di studio ai nostri giovani, campagna vaccinale. Sono solo alcuni esempi. Ora possiamo fare il salto di qualità definitivo. Noi facciamo proposte, la destra è ancora senza un programma. I cittadini stanno notando le differenze. Possiamo giocare questa partita a viso aperto. E vincere».

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