L’Ucraina vista da Vittorio

La lezione di Vittorio Macioce: il caporedattore de Il Giornale, nato ad Alvito, spiega agli studenti come interpretare l'Ucraina. Per capire che la nostra democrazia non è la regola ma un'eccezione

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

In fondo è quello che fanno gli intellettuali. Guardare oltre la superficie e cercare di orientare lo sguardo. Dare punti di riferimento. Offrire chiavi di lettura. Lo ha fatto Vittorio Macioce. Che, oltre ad essere originario di Alvito, è un grande giornalista ed uno scrittore che merita (per chi lo vuole leggere, il suo Dice Angelica è un gran libro).

In questi giorni di  confusione è una risorsa preziosa per chi voglia approfondire l’intricata questione della guerra in Ucraina. Vittorio, caporedattore de Il Giornale, ha dato la sua lettura dei fatti nel corso di un incontro con docenti e studenti di scuole superiore. L’idea era quella di fornire un quadro più ampio, che andasse oltre l’orizzonte della cronaca. E fornisse strumenti per capire il presente ed il futuro.

Visto da Vittorio

Volodymyr Zelensky (Foto via Imagoeconomica)

Quali sono i punti fermi da cui partire? Proviamo ad elencarli.

1- La tesi secondo la quale Putin è un folle che agisce spinto da pulsioni nascoste non spiega, purtroppo, tutto. “Magari fosse solo così” ha detto Vittorio Macioce. La realtà è più complicata e affonda nella storia dell’uomo di Mosca, più che nella sua psicologia. E quella di Putin è la storia di un ex KGB che pensa ed agisce in modo completamente diverso dagli occidentali. Un uomo convinto che la Russia debba tornare ad avere ciò che le è dovuto. E che, colpevolmente, è stato sottovalutato da chi pensava di usarlo per i propri scopi e le proprie convenienze.

2- Molti, a partire dal presidente americano Joe Biden, continuano ad interpretare il mondo con le coordinate del 900. La guerra fredda, la divisione in due blocchi, quelle cose lì. Sbagliato. Oggi il mondo non è più quello che abbiamo trovato alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ci sono nuovi protagonisti, come la Cina, che è la vera forza emergente degli ultimi anni, fatalmente destinata a diventare impero nei prossimi anni. Ostinarsi a ragionare in termini Usa-URSS non ha senso.

L’Europa assente

I premier di Slovenia, Polonia e Repubblica Ceca incontrano Volodymyr Zelensky (Foto via Imagoeconomica)

3- L’Europa, purtroppo, non ha un ruolo da anni. Ed in questa circostanza ancora una volta è venuta fuori l’incapacità di rendere l’Unione europea un soggetto politico unitario, con una voce, una direzione, ed una prospettiva unitaria. Lo dimostra la visita compiuta a Kiev dai premier di Slovenia, Polonia e Repubblica Ceca: a titolo dei loro Stati e non in rappresentanza della Ue.

Certo, la risposta compatta c’è stata: le sanzioni inflitte sono un’arma potentissima proprio perché applicate in maniera unitaria. Ma una politica estera comune finora non c’è stata, un esercito europeo non è mai stato costituito. E su questa debolezza ha puntato Putin.


4-Scoppierà la terza guerra mondiale? Purtroppo non lo possiamo escludere. Soprattutto se si prosegue sulla strada dello scontro muscolare. I margini per una marcia indietro ci sono. A patto, come detto, di sapere interpretare le coordinate del nuovo mondo.

È come se mancassero le cartine geografiche della nuova era. O le persone capaci di leggerle, che poi è la stessa cosa.

Democrazia sconosciuta

Foto Marco Cremonesi © Imagoeconomica

5-Dobbiamo renderci conto che la democrazia, che a noi occidentali sembra naturale come l’aria che respiriamo, non è la norma sul pianeta. È piuttosto l’eccezione della storia. In un mondo che, nel corso dei secoli, ha visto molto più spesso il sangue e la morte.

Questo non significa che la democrazia va abbandonata. Ma, al contrario, va protetta con molta più forza.


6-L’Europa deve capire che la propria forza sta nella cultura, nella competenza, nella bellezza. Dimenticarlo vuol dire diventare ancora più marginali di quanto non siamo.

In fondo, come dicevamo, questo è quello che fanno gli intellettuali come Vittorio Macioce. Aiutare gli altri a comprendere il mondo in cui viviamo. Di questi tempi non è poco.

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