L’ultimatum di Mollicone: voglio la candidatura

Elezioni comunali a Sora, il centrodestra apre all’avvocato Mollicone per un accordo di coalizione. Ma lui dà l’ultimatum: “o mi candidate a sindaco oppure vado solo”. Chiara la risposta: “Allora vai da solo”. Fallito anche il tentativo dell’ex sindaco Tersigni.

Maurizio Patrizi
Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Voglio essere il candidato sindaco della coalizione altrimenti corro da solo”: suona più o meno così l’ultimatum dell’avvocato Marco Mollicone ai Partiti del centrodestra di Sora. In questi giorni lo hanno contattato per siglare un accordo elettorale con la sua lista civica Adesso Tocca a Noi, in vista delle elezioni amministrative che sono sempre più vicine.

L’avvocato Mollicone (nel 2016 candidato con la coalizione di Ernesto Tersigni) stavolta voglia avere un ruolo determinate. Non intende fare da gregario ad altri: lo si era ben compreso già dal nome che l’anno scorso aveva dato al suo progetto politico. La cui presentazione, causa pandemia da Covid-19, era slittata da marzo a novembre (leggi qui Mollicone rompe gli indugi. Scende in campo e aspetta che la politica sia pronta).

Il tentativo di ricucire

La presentazione di “Adesso tocca a noi”

Il centrodestra di Sora procede alla ricerca di un accordo di coalizione. Ma è indispensabile aprire alle realtà civiche. Sono fondamentali per arrivare al ballottaggio. Per un fatto aritmetico. E soprattutto per la frammentazione che caratterizza le altre compagini. Eccezion fatta per il centrosinistra che sta tentando di fare sistema attorno a un progetto civico. Ma che vede l’impasse del Pd nella scelta del candidato sindaco per cui è sempre più probabile il ricorso alle primarie.

Proprio con l’intento di allargare il recinto nei giorni scorsi le diplomazie dei POartiti si sono messe al lavoro. Hanno incontrato Marco Mollicone e Francesco Monorchio.  Con le attenzioni rivolte soprattutto al primo, visto che già un anno e mezzo fa, come all’epoca anticipato da Alessioporcu.it, era stato designato come il naturale candidato sindaco di Fratelli d’Italia (leggi qui Divisi alle urne: la Lega ha il candidato. Fratelli d’Italia pure)

Un treno perso

Un progetto poi abortito proprio su richiesta di Mollicone che temeva di essere bruciato. Oggi? “Ormai è tardi” fa sapere oggi all’avvocato Mollicone quella parte di centrodestra che poco più di un anno fa a quel tavolo avrebbe voluto portare proprio il suo di nome. Il treno andava preso al volo quando è passato. Ormai quella fase è stata superata. Le trattative sono andate troppo avanti.

C’e in campo un altro nome, quello del dottor Giuseppe Ruggeri, su cui stanno convergendo i cinque Partiti del centrodestra: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc e Cambiamo. E ci sono i simboli politici. Per cui difficilmente riuscirebbe a passare un civico. In sostanza un cane sciolto non va bene. Altrimenti si sarebbero tenuti il sindaco uscente Roberto De Donatis.

Massimiliano Bruni

E poi va avanti anche il progetto amministrativo. Ieri a Balsorano Fratelli d’Italia ha presentato al presidente della Regione Abruzzo Marsilio quel documento programmatico controfirmato da tutti Partiti e che va consegnato ai rispettivi rappresentati politici. Come conseguenza della linea dettata dal coordinatore di Forza Italia Vittorio Di Carlo che, invece, non aveva voluto il convegno per presentare il documento. E soprattutto non aveva voluto i simboli sotto quel documento (leggi qui Bruni bluffa sui simboli, FI mina l’accordo di centrodestra).

Galeotto l’incontro con di Stefano

Ma non è solo una questione di tempo. Tempo che per l’avvocato Mollicone, come candidato sindaco del centrodestra, è scaduto. È anche una questione di tavoli. Troppi quelli su cui l’avvocato di Adesso tocca a noi ha giocato la sua partita politica.

Non è passato inosservato l’incontro che alla fine di febbraio ha tenuto con la compagine del consigliere di minoranza Luca Di Stefano (anche lui candidato sindaco in pectore) a casa di Francesco De Gasperis (Leggi qui Forza Italia si smarca dal tavolo: Caschera non piace). Salvo più tardi mollarlo, ufficialmente perché quel progetto che inizialmente lui stesso considerava “nuovo” ora non lo convince più. Perché crede che tanto nuovo non sia.

Non passa lo straniero

Ormai il centrodestra sembra blindato e deciso ad andare avanti con un progetto che abbia una precisa identità politica. La stessa predicata da sempre: che il candidato sindaco sia di centrodestra nel Dna. È il motivo per cui nelle scorse settimane non è passato il tentativo di accredito fatto dall’ex sindaco Ernesto Tersigni, sia presso l’Udc che presso la Lega e Forza Italia. A livelli alti ovviamente (leggi qui Nel nome di Ernesto. Centrodestra diviso sul sindaco).

Nel centrodestra erano disposti ad un confronto soltanto il senatore della Lega Gianfranco Rufa e il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani. Ma altro conto è un accordo di colazione con la partecipazione al progetto che preveda la formazione di una lista a sostegno.

Lo stesso schema messo in atto con Marco Mollicone. Ormai il suo treno come candidato sindaco del centrodestra è passato. Si sta lavorando per Ruggeri. Da molto tempo. E dunque al suo ultimatum: “o mi candidate a sindaco o vado da solo” si sarebbe sentito rispondere “allora vai da solo”.