L’ultimo stadio di una politica nel pallone

Matteo Renzi a Frosinone ha parlato dell'amichevole giocata tra i canarini e la Fiorentina (?), di Tavecchio, dello sport sul quale puntare. Casa, lavoro, tasse sono spariti dal vocabolario di una politica sempre più nel pallone.

Non è più tempo di “panem et circenses” perché la gente ha bisogno di lavoro, di prospettive per i figli, di potersi curare, di vivere in un ambiente sano e sicuro. Invece sembra che nel 2017, l’anno che sarà ricordato anche per la storica esclusione dell’Italia del calcio dai mondiali, tutti siano impegnati a parlare di sport.

 

Ieri Matteo Renzi ha spiegato che il nuovo stadio di calcio del Frosinone è un impianto all’avanguardia, che rappresenta anche un modello da seguire sul piano degli investimenti. Naturalmente è così e l’ex rottamatore ha scoperto l’acqua calda. Ma quello stadio oggi c’è perché Benito e Maurizio Stirpe negli anni hanno costruito una società all’avanguardia, della quale la squadra di calcio è la punta di diamante. Si è trattato di un miracolo sportivo realizzato da privati, come successo per il Sassuolo, il Crotone, il Benevento, la Spal.

 

L’Amministrazione Ottaviani ci ha creduto dando un contributo vero e decisivo, con 4 milioni di euro nella fase iniziale che hanno sbloccato la procedura.

 

Il Partito Democratico del capoluogo ha contestato questa impostazione, ritenendo che l’impianto doveva essere realizzato interamente dal privato e i 4 milioni era preferibile impegnarli nei Servizi Sociali, nell’Urbanistica o in altri settori. Impostazioni diverse, che ci stanno, ma delle quali si parla da almeno un anno.

 

Nicola Ottaviani ha voluto consegnare a Renzi un curriculum degli esponenti del Pd frusinate che avevano espresso la posizione riferita. L’ex presidente del consiglio, evidentemente preavvertito prima, ha risposto lodando lo stadio e Maurizio Stirpe, ma aggiungendo che sulle modalità ci sono delle impostazioni differenti.

 

Sempre Matteo Renzi si è pure lasciato andare a considerazioni sul calcio italiano, sul ruolo del presidente dimissionario  della Figc Carlo Tavecchio, sull’amichevole del Frosinone con la Fiorentina per l’inaugurazione dello stadio e sullo sciacallaggio politico fatto sull’esclusione dal mondiali di Russia.

 

C’era un tempo nel quale la politica parlava di autostrade, di scuole, di grandi infrastrutture, di incentivi per le aziende in crisi. C’era un tempo in cui si discuteva di scala mobile, di diritti degli operai, di temi come l’aborto e il divorzio.
Forse parlare di pallone è l’unica cosa rimasta, visto che sugli altri temi le risposte non ci sono. Visto che tanti risparmiatori hanno perso i sacrifici di una vita.

 

Quello che sorprende, davvero, è che i politici non si chiedono più perché oltre il 50% delle persone resta a casa quando si vota. Mentre il 99% rimane a casa quando c’è un evento politico. I cori da stadio non portano voti.

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