L’unico rischio per Salera ora è la noia

Come si legge il Consiglio Comunale che ieri ha approvato il Bilancio. La totale assenza di emendamenti rende evanescente l'opposizione.

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Tre ore di discussione, zero emendamenti, quindici voti favorevoli: Enzo Salera incassa l’ok al Bilancio di Previsione 2021 e ora già guarda alle prossime assunzioni. Con l’ok al documento contabile si potrà infatti nuovamente bussare alle porte del Ministero a cui sottoporre, come già fatto l’anno scorso, il piano di fabbisogno del personale.

Mai come quest’anno abbiamo ancora più bisogno di risorse. Oltre agli annosi problemi che riguardano la macchina amministrativa, il Covid ci ha portato via due validi dipendenti di due settori nevralgici: i Tributi e il Commercio” ha detto il sindaco, e tutta l’assise ha tributato il giusto omaggio a Rita Castiglia e Federico Saggese, quest’ultimo venuto a mancare nella giornata di martedì. L’altro giorno il Consiglio non si è quindi più riunito in segno di rispetto e l’assise si è tenuta ieri sera, in seconda convocazione.

La relazione sul Bilancio

Il sindaco nella sua relazione ha spiegato che nonostante anche questo Bilancio, come già quello del 2020, sia caratterizzato dall’emergenza sanitaria ed economica, non ci saranno rincari per i cittadini, anche dove si sarebbe potuto.

Un esempio? L’asilo nido, i trasporti, la mensa. I cittadini non pagheranno un centesimo in più.

Stando all’aspetto tecnico, la spesa corrente ammonta a quasi 32 milioni di euro e a fare la voce grossa è il personale con quasi 7 milioni. A seguire la spesa generale (5 milioni), quella per la Pubblica Istruzione (oltre un milione), tutte le altre sotto il milione. Per quel che riguarda le entrate tributarie si prevedono di incassare quasi 6 milioni dall’Imu e circa 3 milioni dall’addizionale comunale Irpef. Quasi 2 milioni delle entrate tributarie vanno però trasferite ai commissari che stanno gestendo il dissesto finanziario.

Compagno Franco

Ma è stato l’aspetto politico, ancor più che quello prettamente tecnico, ad infiammare la seduta. E Allora partiamo dalla “seduta” intesa nel senso letterale del termine. Nei giorni scorsi i Giovani Democratici avevano posizionato nella sala Restagno del Comune (dove si è celebrata l’assise) dei fogli gialli con la scritta “Libertà per Patrick Zaki”. Li avevano messi su alcune poltrone dove è vietato sedersi: per via del Covid e delle misure anti contagio i consiglieri sono infatti posizionati a scacchiera, e non tutti i posti sono occupabili.

Franco Evangelista, capogruppo della Lega, si è quindi presentato in Consiglio con dei fogli leggermente più piccoli, di colore bianco e con una scritta nera ben visibile. Li ha posizionati sulle stesse poltrone e ha scritto: “Verità per Giulio Regeni”. Firmato Lega? No, firmato Franco Evangelista, che è cosa diversa. Fatto sta che tra le fila della maggioranza il gesto gli è valso l’appellativo di “Compagno Franco”.

Zero emendamenti e qualche scintilla

Intanto Barbara Di Rollo suona la campanella, il Consiglio prende il via. I cinque emendamenti presentati da Renato De Sanctis, gli unici pervenuti, non possono essere discussi in quanto presentati dopo le 17 dell’ultimo giorno utile. Per De Sanctis il regolamento prevede che si possano presentare fino alla mezzanotte. Ma alla fine deve arrendersi. Il voto definitivo sarà solo ed esclusivamente sulla relazione del sindaco. Tra le altre cose il primo cittadino spiega che è intenzione della maggioranza portare a compimento il percorso della Rigenerazione Urbana.

Giuseppe Golini Petrarcone

Tra i primi ad intervenire, tra le fila dell’opposizione, è l’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone: spiega che lui sarebbe molto favorevole a lavorare al progetto della funivia per Montecassino ma visto che non se ne fa menzione chiede se c’è ancora l’intenzione di procedere, o meno. Salera lascia cadere l’interrogativo. Anche perchè ci sono le invettive di Mario Abbruzzese e Franco Evangelista dalle quali difendersi.

L’ex presidente del Consiglio regionale del Lazio tra una partita e una call sul suo smartphone, prende la parola per bacchettare il primo cittadino. Boccia in toto il bilancio di Salera. Non per i numeri. Quelli, magari, possono anche andar bene, lascia intendere. E allora cosa c’è che non va se stiamo parlando di Bilancio? “Non di soli numeri è fatto un bilancio. Deve esserci una prospettiva, una visione di futuro, come si immagina la città. E invece nulla di tutto questo è presente”.

Fuoco sull’isola

Poi inizia a discettare sull’isola pedonale: “Ditelo chiaramente se volete farla così sappiamo che in centro dovranno stare solo le attività di ristorazione e non quelle di abbigliamento”. Salera incassa a porta vuota: “Quindi a Roma, in via Condotti, ci sono solo attività di ristorazione?” Sul tema, a smontare la tesi di Abbruzzese, interviene anche il consigliere del Pd Sergio Marandola.

Mario Abbruzzese

Intanto dal versante dell’opposizione anche Petrarcone fa presente che nel Bilancio “c’è poco per la cultura per il turismo e per i giovani e trova quindi l’occasione anche per accendere i riflettori su recenti fatti di cronaca che hanno visto protagonisti i giovanissimi in piazza Labriola”.

Finito? Ancora no. Sullo stessa tema va all’attacco anche Evangelista: “Per il futuro della città non c’è nulla in questo Bilancio” rincara il leghista. Il capogruppo del Carroccio scatena però l’ira funesta del primo cittadino.

A quel punto Enzo Salera, che aveva illustrato la relazione con assoluta tranquillità, fa uscire fuori il pitbull che è in lui ed inizia ad azzannare. Al punto che Mario Abbruzzese deve intervenire per chiedere al sindaco di non alzare la voce e di accettare le voci contrarie. “Mario, da te su questo punto non accettiamo critiche, ci sono ancora i video che circolano che ti hanno immortalato mentre ti rivolgevi al sindaco con parole poco educate” morde ancora il pitbull Salera. A quel punto Abbruzzese preferisce riprendere la call e mentre abbandona l’Aula si ricollega sulla piattaforma virtuale e chiede scusa agli interlocutori virtuali per la momentanea assenza.

Via alla chetichella

Alla spicciolata, dietro di lui, quasi tutta l’opposizione abbandona il Consiglio. Con una certa scaltrezza lo aveva fatto per primo Luca Fardelli (che l’anno scorso, invece, votò convintamente No). Restano in aula solo 4 dei 9 consiglieri di opposizione. I due leghisti Evangelista e Bevilacqua, per la prima volta compatti, votano convintamente No; pollice verso mostra anche Massimiliano Mignanelli. Nonostante la diatriba sugli emendamenti vota invece a favore Renato De Sanctis, che si unisce così ai 14 della maggioranza (che in realtà può contare su 16 voti, ma erano assenti i consiglieri Gabriella Vacca e Tommaso Marrocco).

Assente sin dal primo minuto Salvatore Fontana, Giuseppe Golini Petrarcone va via poco prima del voto finale.

L’altra battaglia, quella che paventava alla vigilia sulle sorelline tolte alla zia dagli assistenti sociali del Comune di Cassino l’ha solamente accennata Franco Evangelista. In ogni caso l’assessore alla Coesione Sociale, Luigi Maccaro, era assente.

Cala il sipario. Il Bilancio è al sicuro!

Il punto politico

Il Consiglio Comunale di ieri sera è stato la rappresentazione plastica della situazione politica a Cassino. Il sindaco Enzo Salera può contare su una maggioranza solida che diventa addirittura bulgara di fronte alla totale assenza di opposizione. I temi sollevati ieri in Aula dalle minoranze possono essere paragonati ad un assalto armati di cerbottane contro i bastioni di Malta: nessuna correzione al Bilancio è stata nemmeno proposta. Significa che c’è niente da dire, nulla da obiettare, zero da suggerire, meno di zero le dimenticanze alle quali porre rimedio.

Gli emendamenti servono proprio a questo: a mettere in imbarazzo la maggioranza di governo, evidenziando cosa ha dimenticato di prevedere o sottolineando le scelte fatte a svantaggio di altre. Perché è inevitabile che qualcosa resti indietro. Invece, così, nulla è stato criticato. Ed al di là degli aspetti folkloristici e di teatro, il sindaco non ha avuto la minima difficoltà.

L’unico fronte da gestire è quello interno. Il gelo tra Salera ed il suo assessore Luigi Maccaro richiede oramai un intervento pacificatore ‘terzo‘. Torti e ragioni stanno, come sempre, da entrambe le parti: poco conta in quale misura, nel momento in cui a confrontarsi sono due caratteri così solidi. L’intelligenza ha condotto le parti ad ibernare le relazioni per evitare di giungere al punto di rottura. Ma i fatti di queste settimane indicano che una via di dialogo debba essere costruita.