L’urlo di Fanelli: “Non ci riporteranno nel passato”

Il ritorno di Paolo Fanelli sul terreno della politica. Orgoglio e modernità. La sfida di Fabio Tagliaferri: «Non ci faremo ghettizzare. Il centrodestra siamo noi»

«Ho mangiato pane e politica fin dalla mia infanzia. A casa della mia famiglia, ad incontrare mio padre, venivano in tanti. Un giorno a pranzo c’era Guido Gonella, era ministro, accademico, Segretario della democrazia Cristiana… Mi cadde il tovagliolo e mi abbassai per prenderlo: fu in quel momento che notai sotto al tavolo le scarpe del ministro. Erano sfondate. Quando l’ospite andò via chiesi a mio padre come fosse possibile. Mi rispose che Gonella era talmente impegnato a fare le leggi, incontrare le persone, trovare una soluzione ai loro problemi, che non si riusciva a portarlo a comprare un paio di scarpe nuove». Capelli bianchi, qualche ruga in più: Paolo Fanelli non ha perso la grinta e la forza degli anni in cui guidò il centrodestra a conquistare il municipio di Frosinone.

Un’esperienza durata solo due anni e mezzo: la politica si era resa conto di essersi affidata ad un personaggio talmente grosso che poter fare a meno di lei. Navigava in maniera autonoma il primario di Ortopedia, l’uomo che aveva portato tra i primi l’Artroscopia negli interventi alle ginocchia, il figlio del Sottosegretario nei Governi SegniFanfaniTambroni e Leone, rappresentante italiano al Consiglio d’Europa. L’autonomia in Politica è un rischio: Fanelli venne buttato giù dalle dimissioni rassegnate in massa dall’opposizione ma anche da una parte della sua maggioranza che si era riunita intorno all’avvocato Nicola Ottaviani: lo stesso che da dieci anni è sindaco di Frosinone.

Il ritorno di Fanelli

Paolo Fanelli

Paolo Fanelli è tornato a calpestare il terreno della politica. A chiedergli di farlo è stato Fabio Tagliaferri, l’uomo che sta ricostruendo FdI a Frosinone da quando Nicola Ottaviani lo ha messo fuori dalla sua giunta comunale. Ed il Partito allora lo ha nominato Coordinatore comunale di Fratelli d’Italia. (Leggi qui Da Fanelli a Calcagni: tutte le tappe verso le coalizioni).

Tagliaferri è andato a cercare il vecchio sindaco, l’uomo che incarna un pezzo della storia politica della città e della provincia. Ci ha parlato. Ha riacceso il fuoco della passione: oggi lo ha nominato Presidente Onorario di Fratelli d’Italia di Frosinone.

A dispetto dei capelli bianchi, a dispetto dell’età anagrafica, il discorso di Paolo Fanelli è stato il più moderno. Ha rivendicato una serie di scelte fatte dalla sua amministrazione: su tutte la nascita della Villa Comunale. «Non doveva essere un giardino dove andare a passeggiare dotato di quattro baracche. Noi avevamo un dialogo con McDonalds che avrebbe trasformato la Villa in un parco giochi a tutti gli effetti, sotto ci sarebbero state centinaia di posti auto interrati, quell’area sarebbe diventata un luogo di attrazione per la città. Lì dovevano tenersi i Consigli comunali non doveva essere una sala dove celebrare i matrimoni».

La politica di oggi? «La politica deve essere ascolto, deve essere visione, capacità di interpretare le esigenze delle persone. E trasformarle in azione politica».

Non pensate di ghettizzarci

La presidenza onoraria del partito a Paolo Fanelli è solo l’ultimo colpo di una campagna avviata da due mesi. Fabio Tagliaferri non sa ancora se potrà candidarsi a sindaco di Frosinone: ma se dovesse ottenere il via libera a spacchettare il Centrodestra sta creando uno zoccolo duro capace di puntare alla vittoria. In queste settimane ha riportato a casa una decina tra amministratori e dirigenti che negli anni si erano allontanati.

«Vogliamo creare i presupposti per far crescere Partito anche a Frosinone. Fratelli d’Italia è chiamata ad un ruolo primario nelle prossime elezioni comunali. E noi non vogliamo essere subalterni. Vogliamo essere in linea con il trend nazionale che ci vede oltre il 25%. Lo faremo proponendo agli elettori una Destra sempre più moderna, di proposta, nella quale figure come quella di Paolo Fanelli non possono che portare lustro».

Intanto però il sindaco Nicola Ottaviani, coordinatore provinciale della Lega, ha ottenuto che si celebrassero le Primarie. «Non sappiamo se faremo parte della coalizione di centrodestra e nemmeno se si può parlare ancora di coalizione dopo gli ultimi fatti nazionali. Di sicuro non avremo ruolo marginale. Se qualcuno a Frosinone pensa di voler utilizzare atteggiamenti di ghettizzazione a destra faccio presente che quelle iniziative potevano usarle negli anni Settanta e ottanta. Oggi il centrodestra siamo noi e chiunque non vuole stare con noi sta fuori dal centrodestra».

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