L’urlo di Ruspandini: “Siamo il primo Partito”

Da Cervaro, per l'adesione dell'assessore Provenza a FdI, il grido di Ruspandini e Picano. Stoccate a Lega e Forza Italia. Ma anche segnali per l'interno e chi sgomita: "Qui prevale il Noi, non l'Io”

Tamburi di guerra, destinati a portare l’avviso sia all’interno che all’esterno di Fratelli d’Italia. A farli rullare è il senatore Massimo Ruspandini, presidente provinciale del Partito. Lo fa da Cervaro e manda segnali precisi: alla Lega ed a Forza Italia che saranno pure suoi alleati ma intanto stanno al Governo mentre FdI sta all’opposizione; all’interno invece il messaggio è per cho sgomita e pretende un posto al sole. Massimo Ruspandini non è disposto a cedere né agli uni né agli altri.

Siamo il primo Partito

Flaviana Provenza (Foto: Enzo Minchella)

L’occasione la fornisce l’adesione a Fratelli d’Italia fatta da Flaviana Provenza: è assessore al Comune di Cervaro; si occupa di Bilancio, Finanze e Tributi. Da Nacci per la conferenza di presentazione ci sono tutti: dal vice presidente regionale Antonio Abbate all’ex sindaco di Pontecorvo Michele Notaro fino all’attuale vice Nadia Belli. Soprattutto c’è il vice presidente provinciale Gabriele Picano: è lui ad avere tenuto i contatti, allacciato il filo del dialogo politico, portato in poco tempo da zero a tre i Consiglieri FdI a Cervaro.

Massimo Ruspandini è chiaro. E dice «Siamo il primo Partito in provincia e puntiamo a consolidare questa posizione». Il vento soffia sulle vele di FdI da settimane, il senatore non lo nega: «c’è un dato nazionale che spinge, c’è un dato locale che però aggiunge un elemento di diversità dal resto del centrodestra. Da noi non si aderisce per moda ma perché si è convinti del progetto politico sul territorio».

Nel mirino ci sono la Lega e Forza Italia, ai quali il Partito di Rispandini travasa consensi. «Non abbiamo deciso di puntare ad un certo target: amministratori di chiara competenza e capacità, figure che hanno un identikit ben preciso». Il riferimento nemmeno troppo velato è alla Lega ed al passaggio sul Carroccio dell’ex presidente della Comunità Montana di Arce Gianluca Quadrini: stoppato nello stesso giorno dell’annuncio della conferenza stampa, colpa di un avviso di garanzia.

Fratelli d’Italia non è solo centrodestra. È quello che sta contro. «Noi siamo quelli con gli amministratori locali più giovani. Siamo l’asse di quelli che si sono opposti a Mario Abbruzzese ad al suo modello di centrodestra. Noi siamo contro quelli che hanno comandato». Il colpo è per l’ex leader di Forza Italia migrato poi a Cambiamo divenuta Coraggio Italia.

Il segnale di Ruspandini per l’interno

da sinistra: Ruspandini, Provenza, Picano

Da una famiglia con lo stretto necessario, i Fratelli d’Italia sono diventati una tribù sterminata. Con tanti dialetti e tante declinazioni. Ci sono gli ex forzisti, ci sono i già berlusconiani della prima ora ed i folgorati sulla via di Giorgia solo negli ultimi tempi; ci sono gli ex leghisti ed i neoleghisti delusi dal leghismo al Governo. Come si fa a gestire una famiglia che aggiunge fraelli di giorno in giorno?

Massimo Ruspandini taglia corto: «Qui deve essere chiara una cosa: predomina il sentimento del Noi e quello dell’Io. Chi entra in Fratelli d’Italia sa benissimo che deve mettere da parte i personalismi e favorire i territori. Perché i personalismi hanno distrutto gli altri Partiti: qui i correntismi che c’erano in Alleanza Nazionale ed in Forza Italia non trovano spazio».

Il segnale è per tutti quelli che hanno aderito nella convinzione di un posto al sole, una candidatura blindata, uno slot nella lista delle Regionali, uno strapuntino qualsiasi confidando nei numeri sempre più larghi di un Partito che è partito dal basso.

Il ruolo di Gabriele

Gabriele Picano e Massimo Ruspandini

C’è anche un altro segnale: per l’interno e per l’esterno. I rapporti freddi con Gabriele Picano? Balle. Il vice presidente provinciale del Partito ha un posto centrale nella gerarchia territoriale di FdI. I rapporti con il presidente Ruspandini sono tutt’altro che distanti: vero che vengono da storie politiche diverse, da due tipi di destra differenti. Picano viene dall’area della destra di centro, quelli che un tempo uscirono dalla Dc per dare vita all’Udeur; Ruspandini viene dalla Destra sociale. Sono due mondi che Giorgia Meloni ha fatto incontrare.

È Picano ad avere avviato lo scouting in tutto il sud della provincia, nella Valle dei Santi, in Valcomino. Qualcuno ha scambiato il suo attivismo per rivalità contro il resto del Partito. Non è così. «Il Partito è uno, Fratelli d’Italia è una, non c’è spazio per le sottigliezze. In questo momento c’è un Governo al quale ci opponiamo in maniera ragionata, responsabile, senza sconti. Ma deve essere chiaro che ci opponiamo».

Lui è quello che vola alto: da Stellantis alla green economy «Sono i temi del presente, chi non ha capito questo non ha compreso dove sta andando il nostro territorio ed il Paese». (Leggi qui Stellantis, le preoccupazioni di Picano).

È quello che ha spianato la strada a Flaviana Provenza: «Fratelli d’Italia continua il suo radicamento all’insegna del ricambio di qualità. Tra pochi giorni ci saranno altre adesioni e tutte tra amministratori in carica, giovani e di esperienza. Ormai è evidente a tutti: il cambiamento siamo noi».

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