Lutto per i fratelli Zingaretti: è morta mamma Emma

Si è spenta la signora Emma Di Capua, la mamma di Nicola, Luca ed Angela Zingaretti. Era malata. Ne parlarono per raccontare la ferita di Roma con il rastrellamento del Ghetto

Di lei avevano parlato pubblicamente il 17 ottobre del 2013. Lo avevano fatto insieme, i tre fratelli Zingaretti: l’attore Luca (all’epoca nel pieno del successo), il politico Nicola (all’epoca fresco vincitore delle Regionali nel Lazio, lontano dall’immaginare che era destinato a diventare il Segretario del suo Partito), la bancaria Angela (che non ama i riflettori). Avevano deciso di farlo in un giorno molto speciale: per loro stessi, per la città di Roma e per il Paese Italia.

I tre fratelli Zingaretti decisero di raccontare su Repubblica mamma Emma Di Capua a 70 anni di distanza dall’episodio che cambiò la vita a lei, alla città, agli italiani. Perché in quello stesso giorno nel 1943 una pattuglia di soldati nazifascisti si presentò a Monteverde Vecchio nella casa di Angelo Di Capua, nonno della allora piccola Emma e bisononno dei tre fratelli Zingaretti. Emma aveva 7 anni e in quel momento non era in casa, non c’era sua sorella, non c’erano papà e mamma. I soldati trovarono solo nonna Ester e la portarono via: ad Auschwitz. Colpevole solo di essere d’origine ebraica.

La signora Emma con il figlio Nicola e l’ex ministro Riccardi

Emma si salvò rifugiandosi in un convento. Se i tedeschi l’avessero trovata avrebbero caricato anche lei su un carro bestiame destinato ai campi di concentramento. Poco importava che avesse solo 7 anni. Poco importava che non fosse ebrea. Perché, come raccontarono Luca, Nicola e Angelanon siamo ebrei, se non nelle radici culturali. Perché non lo era nostra nonna materna, e quindi non lo è nostra madre. Anzi, come in molte famiglie romane, anche nella nostra c’è un incontro fecondo di radici ebraiche, cattoliche e cultura laica. Diversi orientamenti che hanno convissuto e si sono contaminati senza mai entrare in conflitto fra loro e arricchendosi. Ma ai nazifascisti questo poco importava“.

Quella lettera aperta serviva per ricordare la ferita subita da Roma con il rastrellamento del ghetto, lanciare l’iniziativa culturale che proprio in quei giorni Luca Zingaretti stava portando in scena.

Mamma Emma ha cresciuto quei figli favorendo quell’incontro di radici, insegnando che contaminarsi con le idee degli altri non è mai sbagliato ma anzi arricchisce. Lo ha ripetuto fino alla fine, aiutandoli a crescere e prendere ciascuno la loro strada con convinzione.

Emma Di Capua da questa mattina ha smesso di indicare la strada. Si è spenta nella clinica dove era ricoverata da qualche tempo. Aveva 86 anni. E se fosse stato per i nazifascisti non li avrebbe potuti trascorrere insegnando a chi la conosceva il seme della tolleranza e della condivisione. 

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