M5S, Bellincampi è il candidato sindaco: vince con 18 voti

E’ Christian Bellincampi, 33 anni, il candidato sindaco di Frosinone per il Movimento 5 Stelle. Lo hanno deciso le 33 persone che hanno votato questa mattina al Graticola Day. E’ l’incontro grillino nel quale gli aspiranti candidati si sottopongono alle domande degli attivisti e degli iscritti. Per lui hanno votato 18 persone consegnandogli la guida della lista che affronterà Nicola Ottaviani, Fabrizio Cristofari, Stefano Pizzutelli ed il resto dei candidati sindaco nel capoluogo. Quindici voti sono andati all’architetto Marco Mastronardi.

 

IL GRATICOLA DAY
La graticola è un palchetto allestito in una sala del Lebò Club di via Alcide De Gasperi a Frosinone. La brace la portano la trentina di persone che affollano il locale. A regolare la fiamma è Aniello Prisco. Nei giorni scorsi veniva dato come uno dei possibili candidati, in considerazione dell’attivismo e degli anni trascorsi nel MoVimento. Ma lui mercoledì scorso ha preferito  mercoledì scorso ha detto no. Lo ha fatto durante l’Assemblea degli Attivisti, nel corso del sondaggio per raccogliere le disponibilità a candidarsi a Sindaco. «Non è un modo per sottrarsi a responsabilità. Ritengo, più semplicemente, che non è ancora il mio momento per affrontare questa esperienza».

I lavori partono con la canonica mezzora di ritardo. Ma non è un retaggio preso in prestito dalla vecchia politica che anticipava l’orario sugli inviti per avere poi la sala piena al momento giusto. E’ un problema di segnale per la diretta streaming a far tardare l’avvio.

Ore 10.30. Tutto è on line. Si parte. Christian Bellincampi ha dieci minuti per la sua presentazione: ricorda la sua attività nel MoVimento fin dalla nascita, mette l’accento su una città si sta spopolando e sulla mancanza di prospettive che costringe molti giovani ad andare via. E spiega di avere dato la sua disponibilità a candidarsi per ridare dignità a Frosinone, frenando la speculazione edilizia.

Tocca a Marco Mastronardi: spiega il suo amore per Frosinone e per il suo sviluppo. Al punto da avere dedicato la tesi di laurea a questo tema. Spiega la necessità di un cambiamento radicale nella gestione del capoluogo. Racconta che la sua attività di architetto lo ha portato a lavorare nella Pubblica Amministrazione e da lì ha potuto notare tutti i problemi del capoluogo. Ed è stato da quel momento che ha deciso di dedicarsi all’attivismo.

 

LE DOMANDE
Il popolo italiano è composto per metà da allenatori della nazionale di calcio e per l’altra metà da presidenti del consiglio dei ministri. Longanesi ne era certo. E Frosinone non sembra fare differenza. Per due ore i due candidati vengono sottoposti al fuoco di fila delle domande. Ma più che un bombardamento è una scaramuccia.

I quesiti riguardano in sostanza sempre le stesse cose. Perché votarvi? Cosa fareste? Cosa fare nei primi 100 giorni? Chi ci sarà nella squadra di governo? Petardi o poco più.

E’ questo il vero segnale d’allarme: il popolo grillino è la rappresentazione fedele della base elettorale. Non è composto da una massa di deficienti. E’ la foto attendibile di una città. E la base (quindi, non solo quella grillina) non ha la più pallida idea dei grandi temi che condizionano la vita di Frosinone.

Nessuno ad esempio domanda: “Il bilancio di Frosinone è vincolato per i prossimi vent’anni, per evitare il dissesto: ogni tre mesi c’è la verifica della Corte dei Conti sul Piano di Rientro: a) ha fatto bene o male Ottaviani a scegliere questa strada di risanamento? b) Come pensate di governare, se i conti sono costretti a passare su una sottilissima strada controllata dalla magistratura contabile per evitare che si scantoni?

Altro tema che non è stato toccato: il sistema sanitario. Ottaviani ha appoggiato il piano Mastrobuono per ottenere il Dea di II livello. Ha fatto male, considerato che la manager è stata bocciata? O ha fatto bene, dal momento che il Tar l’ha riabilitata?

Ma sono proprio le domande che non sono state fatte, a dover far riflettere la Politica. Perché dimostrano che all’elettore interessa ben poco la riforma della legge elettorale ed il numero dei senatori. Gli interessa che i bus passino, i cassonetti vengano svuotati, i servizi siano efficienti dal momento che li pagano a peso d’oro.

 

L’IDEA DI FROSINONE
Le scelte urbanistiche fatte pur di avere lo stadio al Casaleno, sono condivisibili o no?

Invece la mattinata scivola sul ruolo del politico e quello del tecnico, sul fatto che non debbano esistere uomini soli al comando. Si inizia ad entrare nel tecnico quando Mastronardi parla di Urbanistica: «Non va vista solo come metri cubi ma come conseguenze che ha sulla crescita della società. Il Piano regolatore di Frosinone è del 1970. Chi si è succeduto in questi anni non si è nemmeno preso la briga di attuarlo. E’ stato usato solo per soddisfare alcuni desiderata. Bisogna ridisegnare questa città secondo la propria attuale condizione, tralasciando il concetto che la grande economia debba muoversi sulla nuova edificazione, questa città ha bisogno di servizi e di spazi di aggregazione».

Lo sviluppo della città? Bellincampi mette l’accento sul fatto che troppi giovani vanno via da Frosinone. «Una città che fa questo perde le sue capacità di sviluppo. Bisogna valorizzare le peculiarità di questo territorio. Bisogna mettere in rete ed in correlazione tutti i centri intorno a Frosinone, le loro bellezze artistiche, paesaggistiche enogastronomiche. A Frosinone si può creare un polo per la formazione, attraverso Accademia di Belle Arti e Conservatorio. Bisogna avere attenzione anche per le minoranze a quattro zampe: assurdo che un cane non possa entrare nella villa comunale, i cani ormai fanno parte della famiglia».

 

LA SQUADRA DI GOVERNO
C’è chi domanda informazioni sulla squadra di governo. Chi saranno gli assessori? Li avete già in mente? La paura forse è quella di ritrovarsi in una situazione come quella di Roma, dove è stato complesso formare la squadra di Virginia Raggi.

I due candidati rassicurano. Dicono di avere in mente una serie di profili ma non i nomi. Non c’è una nomenclatura «Ma siccome non abbiamo le mani legate, siccome non abbiamo cambiali da pagare, non abbiamo nessun problema a rendere noti i nomi degli assessori appena arriveremo al ballottaggio».

Scatta l’applauso. A raffreddare la discussione interviene Aniello Prisco: «Attenzione, perchè il sindaco non potrà decidere da solo la sua squadra. Il sindaco Cinque Stelle sarà un portavoce del gruppo. E per questo, la squadra la deciderà insieme al gruppo».

Roba che farà storcere il naso a tutta la politica tradizionale. Ma il MoVimento è così, le sue regole sono queste. E le mette in chiaro fin dall’inizio. Prendere o lasciare. E le cifre dicono che una buona fetta di elettori prende.

 

OTTAVIANI E CRISTOFARI
Il giudizio M5S sul sindaco uscente Nicola Ottaviani e sul candidato di Pd – Psi Fabrizio Cristofari lo illustra Christian Bellincampi. «Ottaviani lo abbiamo visto tutti quello che ha fatto. Anzi, quello che non ha fatto a Frosinone. Cristofari non riesce da aggregare nemmeno il suo partito, e neanche la gente sta con lui»

 

LA VOTAZIONE
Poco dopo mezzogiorno si va alle conclusioni ed al voto. Tra iscritti ed attivisti, sono in 33 a rappresentare il popolo del Movimento 5 Stelle di Frosinone. Un po’ pochi rispetto all’11% del consenso che gli viene accreditato dall’autorevole sondaggio Euromedia Research commissionato nei giorni scorsi da Ciociaria Oggi.

In realtà però, Marino Mastrangeli è diventato Senatore della Repubblica nel collegio di cassino – Sora con la metà di quei voti. Luigi Di Maio oggi è vice presidente della Camera dei Deputati ed ha cominciato pure lui con 18 voti.

E 18 sono pure quelli che incassa Christian Bellincampi al termine del conteggio che lo investe ufficialmente come candidato sindaco M5S di Frosinone.

§
error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright