In Consiglio va in scena la fine del sogno a 5 Stelle

Nel corso del Consiglio Comunale che si riunirà tra qualche ora ad Anagni andrà in scena la fine del sogno a 5 Stelle. Il consigliere Fernando Fioramonti ufficializzerà l'uscita dal MoVimento.

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Una novità politica importante. Non solo a livello locale, visto che è anche una metafora significativa di dove sta andando il MoVimento 5 Stelle e di cosa potrebbe accadergli a breve (e forse sta già accadendo), se i grillini non decidono chiaramente cosa fare da grandi.

Fernando Fioramonti

La novità è quella che verrà ratificata oggi ad Anagni nel corso di un consiglio comunale dedicato, tra le altre cose, al bilancio consolidato. Un argomento significativo per la città, visto che proprio da quella vicenda iniziò la discesa definitiva che avrebbe portato alla fine della giunta Bassetta, alla gestione commissariale ed alle elezioni che avrebbero consegnato la città a Daniele Natalia.

Ma, a parte i corsi e ricorsi storici, stamattina in consiglio andrà in scena la fine dell’utopia grillina in città. Durante la discussione infatti, verrà ratificata l’uscita dal movimento del consigliere Fernando Fioramonti. Che contestualmente proclamerà la sua adesione al movimento civico CittàTrePuntoZero.

Fioramonti aveva annunciato la sua uscita dal MoVimento lo scorso agosto, con una nota molto polemica in cui, di fatto, aveva accusato il 5 Stelle di aver tradito i suoi ideali originari. Nella nota Fioramonti aveva comunque detto di non voler abbandonare la politica, ma di voler proseguire con un movimento civico, scatenando un dibattito sull’opportunità di restare in consiglio dopo esservi arrivato con la bandiera del movimento. (leggi qui Il Vaffa di Fioramonti al M5S).

Fernando Fioramonti con il tavolo staccato dal resto dell’opposizione per non stare vicino ai Partiti

Dunque stamattina cessa di fatto il sogno di aprire il consiglio comunale come una scatola di tonno. Anche se a Fioramonti va riconosciuta l’onestà intellettuale di aver abbandonato un movimento in cui non credeva più, abbracciando un’avventura civica dalle prospettive quantomeno incerte.

Il punto però non è questo. Il punto è che, evidentemente, nelle varie circostanze in cui i grillini hanno avuto la possibilità di diventare istituzione, sia come maggioranza che come opposizione, hanno avuto difficoltà a passare dalla fase della protesta a quella della proposta. A Parma Federico Pizzarotti, che era diventato nel 2012 il primo sindaco del movimento ad essere eletto in un capoluogo di provincia, abbandona i 5 Stelle nel 2016 e viene rieletto nel 2017, ma con una lista civica. A Livorno Federico Nogarin, eletto nel 2014, decide di non ricandidarsi nel 2019. Mentre a Roma il caso Virginia Raggi è sotto gli occhi di tutti. 

Ad Anagni, quella che sembrava la nascita di un modo diverso di fare politica si è frantumata. In pochi mesi. In lotte intestine e delegittimazioni contrapposte, che hanno di fatto indebolito l’azione politica del movimento. Fino all’uscita traumatica di Fioramonti. Il quale, è giusto dirlo con chiarezza è uscito soprattutto per la propria contrarietà rispetto a cosa era diventato il movimento a livello nazionale. (leggi qui le perplessità che Fioramonti esprimeva già a maggio, prima dell’implosione del governo Conte: L’autocritica di Fioramonti: «Caos e disorganizzazione nel M5S, torniamo alle origini»).

Il sindaco Daniele Natalia ed il consigliere Fernando Fioramonti

Il problema è che quelle tensioni, quelle fibrillazioni, si stanno ripetendo da tempo anche a livello locale, nel caso specifico anagnino. Il che riporta alla difficoltà del Movimento nel farsi forza politica con una direzione ed una visione chiara. E ripropone la domanda di partenza: cosa vogliono fare da grandi i grillini? Sarebbe bene decidersi, prima di veder sparire del tutto quella che per molti rimane una speranza nella politica locale e nazionale.

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