Ma chi lo direbbe a Virginia?

Zingaretti non ha deciso. Il centrodestra è in alto mare. Calenda resiste. Ma con i Cinque Stelle in difficoltà, è la Raggi la vera variabile. Sia per il Campidoglio che per gli scenari nazionali. Ecco perché.

Il centrodestra è concentrato sulla candidatura o meno di Nicola Zingaretti a sindaco di Roma. Ma non ha ancora definito neppure il metodo con il quale designare il proprio candidato. Il Movimento 5 Stelle non vuole che il Consiglio Regionale venga sciolto se non dopo le elezioni al Campidoglio e non ha ancora deciso se togliere dal campo la sindaca Virginia Raggi. Queste le indiscrezioni più autorevoli che filtrano dal quartier generale dei fedelissimi. Il che vuol dire che alle Regionali si andrebbe a febbraio 2022. Pandemia da Coronavirus permettendo naturalmente. (Leggi qui Regione, cosa succede se Nicola si candida).

Il peso delle Comunali di Roma

Le comunali di Roma hanno un’importanza politica enorme. Perfino sul piano nazionale. Nonostante tutti continuino a ripetere che Zingaretti è già in campagna elettorale, in realtà la sua discesa in campo non è scontata. Enrico Letta e l’intero centrosinistra non possono permettersi il lusso di passi falsi alle comunali capitoline. Ormai dalle primarie del 20 maggio non si torna indietro. Ma soprattutto, senza una definizione delle situazioni legate a Virginia Raggi e Carlo Calenda, è complicato pensare di procedere con Nicola Zingaretti candidato sindaco. Perché in quel caso una sconfitta manderebbe in frantumi tutto: dall’alleanza con il Movimento Cinque Stelle alla possibilità di un centrosinistra competitivo per le future consultazioni Nazionali e Regionali.

Tutto ciò però non toglie che il centrodestra deve fare i conti al proprio interno. Il nome che continua a circolare maggiormente è quello di Guido Bertolaso. Gradito a Forza Italia, soprattutto ad Antonio Tajani. Non dispiacerebbe neppure alla Lega di Matteo Salvini. Però non entusiasma Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. La domanda che tutti si fanno è: ma per una città come Roma il centrodestra deve per forza aspettare chi sarà candidato dall’altra parte?

Il consenso personale di Virginia

Virginia Raggi (Foto: Leonardo Puccini / Imagoeconomica)

Giorgia Meloni aveva lasciato intendere che Chiara Colosimo potesse essere la prescelta, soprattutto dopo il passo indietro di Abodi. In realtà la situazione è di stallo. Però rimane il punto principale, che tutti sembrano rimuovere. La sindaca Virginia Raggi ha un suo consenso nella Capitale e secondo alcuni addetti ai lavori potrebbe arrivare perfino al 27% al primo turno.

In un quadro così spezzettato il ballottaggio non sarebbe una chimera. E a quel punto davvero potrebbe succedere di tutto. Con i Cinque Stelle alle prese con un periodo complicatissimo, Virginia Raggi può tranquillamente ricandidarsi.

La variabile vera è lei. Sia a Roma, sia nella prospettiva di un’alleanza stabile tra Pd e Movimento.

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