Tutta la mappa delle mafie nel Lazio

L’analisi di Crime&tech sulle infiltrazioni mafiose nel territorio del Lazio. Il panorama degli investimenti della criminalità organizzata nell’economia legale: vasto e articolato. Il file da scaricare con tutta la relazione

Il territorio del Lazio è stato scelto dalle organizzazioni criminali per costituirvi le loro articolazioni logistiche. Soprattutto quelle per il riciclaggio dei capitali. Ma anche quelle per l’investimento in attività imprenditoriali: il modo migliore per ricavare denaro lecito investendo quello illecito. Al punto che negozi di lusso, ristoranti, lidi, alberghi, sono ormai una voce di bilancio che integra i tradizionali affari illeciti delle mafie.

Le organizzazioni criminali che operano nel Lazio sono tra le più attive nell’infiltrarsi nell’economia legale. Uno studio le ha analizzate a fondo. Lo ha realizzato Crime&tech, spin-off del centro di ricerca Transcrime dell’Università Cattolica di Milano: uno studio commissionato dalla Regione Lazio per capire meglio forme e modalità con le quali le mafie riciclano sul territorio i loro proventi illeciti inquinando di conseguenza l’economia legale.

 

L’ANALISI DI CRIME & TECH

L’analisi di Crime&tech mostra un panorama dell’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale vasto e articolato.

L’infiltrazione è intensa nel Lazio, e particolarmente concentrata nella provincia e nella città di Roma. La Capitale di sicuro attrae gli investimenti delle mafie tradizionali e di organizzazioni criminali autoctone. Camorra, ‘Ndrangheta, Cosa Nostra gruppi locali. A Roma investono tutti. L’esser capitale del Paese, luogo di incontro di interessi economici, politici e amministrativi di prim’ordine, come anche le imponenti dimensioni, che favoriscono la mimetizzazione e la dispersione degli investimenti, sono elementi che attraggono i capitali illeciti e ne favoriscono l’infiltrazione nell’economia legale.

Come la provincia di Roma, anche quella di Latina richiama le attenzioni economiche dei clan. In entrambe il tasso di infiltrazione (rapporto tra numero di aziende confiscate e numero di aziende registrate) è più che doppio rispetto alla media nazionale.

 

PIU’ CONFISCHE DI TUTTI

Nel Lazio vengono confiscate più aziende (5,1 ogni 10.000  registrate) rispetto alla media nazionale (2,4 ogni 10.000).  L’infiltrazione si concentra nelle province di Roma e di Latina (e, in misura minore, di Frosinone).

Roma è seguita in questa graduatoria da Latina, con il 9,3% di aziende (30 casi), Frosinone con il 2,5% (8 casi), Viterbo con lo 0,6% (2 casi) e Rieti, dove non si registra nessun caso di aziende confiscate.

Questa situazione è confermata dai dati ricavati dall’analisi dei riferimenti contenuti nelle relazioni semestrali della DIA. Anche da lì risulta che la concentrazione più alta del fenomeno si registra nella provincia di Roma. Latina si conferma la seconda provincia in cui il fenomeno è più intenso, ma la di erenza con Frosinone è in questo caso minore.

DOVE SI INVESTE

Ma in quali settori investono le organizzazioni criminali? Nell’economia della Capitale  turismo, commercio e immobiliare giocano un ruolo di primo piano. E  sono proprio questi gli ambiti in cui è più forte l’infiltrazione  della criminalità organizzata. Bar e ristoranti, commercio  all’ingrosso e al dettaglio, costruzioni e intermediazione immobiliare risultano infatti i settori più inquinati, che coprono circa tre  quarti del totale delle aziende confiscate nel Lazio negli ultimi  dieci anni”.

Le organizzazioni criminali non risparmiano però neanche trasporti,  scommesse, stabilimenti balneari e, ovviamente, appalti pubblici. Ogni gruppo ha le sue ‘preferenze’. La Camorra si è specializzata nella ristorazione e nel commercio di prodotti alimentari, attività  che svolge rispettivamente nelle zone centrali della Capitale e nel  basso Lazio.

La ‘Ndrangheta diversifica di più: costruzioni,  immobiliare, ortofrutticolo, florovivaismo. E i suoi investimenti sono più diffusi sul territorio: Roma Centro, ma anche nelle aree  periferiche nei comuni a Sud della Capitale, nel basso Lazio’’.

I gruppi locali hanno infine il ventaglio di  investimenti più vasto, toccando di fatto tutti i settori soprattutto  nelle aree territoriali in cui sono presenti.

 

DA DOVE VENGONO I DATI

Le fonti utilizzate per lo studio realizzato sono stati i dati dell’ Anbsc, della Dia, delle inchieste giudiziarie e del registro delle  imprese. Nella ricerca è riportata inoltre una cartina del Lazio con  l’indice di presenza mafiosa nei comuni e i grafici che riportano la  geolocalizzazione delle aziende confiscate per settore e per  organizzazione criminale.

«La mafia si combatte con l’impegno delle forze di polizia e della  magistratura ma anche con la realizzazione di un sistema di alleanze  tra Istituzioni e Forze Sociali che possa scardinare meccanismi di  inquinamento della nostra economia» ha affermato Gianpiero  Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Legalità della  Regione Lazio- «la legalità garantisce la libertà degli operatori  economici, il regolare svolgimento delle dinamiche imprenditoriali, la trasparenza del mercato, la sana concorrenza».

«Di questo sono consapevoli la stragrande maggioranza degli  imprenditori nel Lazio che attraverso le loro associazioni di  rappresentanza hanno condiviso con noi in questi anni le robuste  politiche di sostegno all’impresa, all’artigianato e al piccolo  commercio messe in campo dalla Regione Lazio, misure che hanno  rappresentato un argine all’inquinamento mafioso della nostra  economia», conclude Cioffredi.

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