Mago De Angelis e cardinal Abbruzzese: «Vade retro congresso»

Prima la straordinaria partecipazione alle primarie per eleggere il segretario nazionale, poi la rottura dell’asse tra Francesco De Angelis e Simone Costanzo, quindi la batosta alle elezioni comunali di Frosinone. In tanti non vedono l’ora di sfiduciare Costanzo (vero Sara Battisti, Nazzareno Pilozzi e Domenico Alfieri?), ma nessuno vuole prendere in mano la situazione e provare a “mandare sotto” il segretario e arrivare ad un congresso anticipato e straordinario.

 

MAGO DE ANGELIS

Il coniglio dal cilindro l’ha tirato fuori mago Francesco De Angelis, lanciando l’idea della conferenza programmatica, inizialmente prevista a settembre e poi forse fissata ad ottobre.

Ammesso che si faccia, sarà uno straordinario “parlatoio” che produrrà zero risultati. Le candidature verranno decise a Roma, da Matteo Renzi, Luca Lotti, Lorenzo Guerini, Maria Elena Boschi, Matteo Orfini e Andrea Orlando. Punto e basta. I big lo sanno bene: Francesco Scalia è ormai un petalo del Giglio magico, Maria Spilabotte si muove da sola, Francesco De Angelis ha preso la residenza a casa di Matteo Orfini, Nazzareno Pilozzi parla con la Boschi almeno 22 volte al giorno.

Alle regionali è leggermente diverso perché le correnti locali indicheranno i rispettivi candidati di riferimento e poi Nicola Zingaretti dirà la sua. Mauro Buschini ci sarà, Marino Fardelli pure, Antonio Pompeo probabilmente (dipende da lui), Norberto Venturi forse anche. Per le quote rosa si vedrà. Tra la lista del Pd e quella civica di Zingaretti gli spazi non mancano.

Quindi conferenza programmatica e candidature. Va tutto bene, basta che non si pronunci la parola congresso. Provinciale naturalmente, mentre quelli dei circoli si faranno perché meno impegnativi e comunque impostati sul numero degli iscritti.

 

E CARDINAL ABBRUZZESE

In Forza Italia il “cardinale” Mario Abbruzzese ha deciso: “vogliono concorrere tutti, ognuno ponendo un veto? Si fanno le primarie”.

Nicola Ottaviani non vuole Antonello Iannarilli (e viceversa), Alessandra Mandarelli ed Alessia Savo sono in competizione, Adriano Piacentini e Danilo Magliocchetti fanno muro contro Pasquale Ciacciarelli e Gianluca Quadrini (e viceversa), Silvio Ferraguti ha capito che per raggiungere il risultato è fondamentale mantenere un profilo basso.

Mario Abbruzzese non vuole problemi: primarie. Come dire: “scannatevi, ma portate tanta gente ai nostri gazebo”.

Ma perché un congresso no? Una volta si viveva politicamente di congressi. Oggi sono diventati rischiosi, perché poi magari fanno emergere veleni e spaccature e i livelli superiori dei partiti non vogliono problemi.

Meglio che a pensare di decidere siano i cittadini con le primarie che i leader con delle scelte che andrebbero a scontentarne dieci per accontentarne uno.

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