Mai un sindaco eletto: il buco nero della Lega

Quattro parlamentari, un consigliere regionale, cinque primi cittadini che hanno aderito e tanti amministratori locali. Ma a tre anni dall’exploit del 4 marzo 2018 il Carroccio non ha ancora eletto direttamente un sindaco in provincia di Frosinone.

Quattro parlamentari eletti di riferimento di questo territorio, anche se due sono della provincia di Latina: gli onorevoli Claudio Durigon (sottosegretario di Stato e coordinatore regionale), Francesco Zicchieri (responsabile nazionale dell’ampliamento delle sedi del partito nel centrosud), Francesca Gerardi e il senatore Gianfranco Rufa. Zicchieri è l’unico eletto nel maggioritario (collegio di Frosinone), Durigon e Gerardi hanno staccato il “pass” per Montecitorio nel proporzionale Frosinone-Latina. Sempre nel proporzionale, ma in quel Viterbo, è stato eletto il verolano Gianfranco Rufa.

I sindaci d’Italia all’assemblea Anci © Livio Anticoli / Imagoeconomica

Al Senato. Poi c’è un consigliere regionale, Pasquale Ciacciarelli, eletto in Forza Italia e poi arrivato nella Lega. Il Carroccio conta anche un consigliere provinciale (Andrea Campioni) e 5 sindaci: Nicola Ottaviani (Frosinone), Riccardo Frattaroli (Settefrati), Franco Moscone (Casalvieri), Anselmo Rotondo (Pontecorvo) e Antonio Corsi (Sgurgola). Oltre a diversi assessori e consiglieri comunali.

Però a ormai più di tre anni dall’exploit del 4 marzo 2018, il Carroccio in Ciociaria non ha eletto ancora un sindaco. Direttamente. Gli altri hanno aderito.

Nessun sindaco, nessuna radice

E’ un punto importante, spesso arrivato pure al tavolo nazionale presieduto dal Capitano Matteo Salvini. Perché un’elezione diretta cambia molto e inoltre rappresenterebbe pure un segnale di leadership nell’ambito della coalizione di centrodestra. Complicato pensare, al momento, che possa esserci un candidato della Lega per la fascia tricolore di Alatri e Sora, i due Comuni più grandi che andranno al rinnovo in primavera.

Ciacciarelli con Matteo Salvini

L’elezione di un sindaco resta un obiettivo non ancora centrato dalla Lega in Ciociaria. Un tema che ha fatto parte delle priorità dei vari responsabili provinciali che si sono alternati alla guida del partito in questi anni: Francesco Zicchieri, Francesca Gerardi, Nicola Ottaviani. E’ un gap da colmare, perché il radicamento territoriale è stato il cavallo di battaglia della Lega. Sia quando era Nord, sia quando diventò Per Salvini.

Poi c’è la questione degli enti intermedi, fondamentale per un partito che ambisce alla leadership anche a livello locale. Ma prima bisogna eleggere un sindaco. Finora mission impossibile.

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