E venne il giorno della maledetta cena di classe (Mamma Ciociara)

Foto: © Can Stock Photo / Robhainer

Maledetto gruppo WhatsApp con le mamme dei compagni di scuola. L'ultimo argomento dell'anno è il più temuto: il regalo per le maestre e... la cena di fine anno.

Il diario di Mamma Ciociara

Diario settimanale, molto poco ordinario, di una mamma ciociara in una famiglia ciociara molto poco ordinaria

La chiusura della scuola si avvicina e con essa, si spera, finirà per la Mamma il continuo trillare del Gruppo Mamme su WhatsApp.

In un anno è stato pubblicato di tutto su quella chat: dalla cacca granulosa nel pannolino alle richieste sui pasti alla mensa, compiti per l’indomani, insulti alle maestre che assegnano compiti (pratica di tortura medievale e sfruttamento minorile), feste di compleanno con raccolte di quote e commenti (dimenticando spesso che nel gruppo ci sono tutte, anche le mamme del festeggiato di turno).

 

Ovviamente poi ci sono anche le maestre. Che per ogni gita inviano circa otto milioni di foto di cui 7674 sono sfocate, inutili e di scolaresche sconosciute. Se ci aggiungi quelle che dall’asilo mandano le foto delle attività didattiche e delle candeline sulla torta (altre 17 milioni) l’esaurimento collerico è certo.

 

Lo smartphone – fonte e mezzo di lavoro – si inchioda e Mamma maledice il giorno in cui hai fornito il suo numero a quelle pazze, stalker. Benvenuto regolamento sulla privacy!

 

Le ultime due settimane sono diventate di fuoco. C’è da organizzare la recita, collaborare alla realizzazione degli spettacoli, provvedere alla raccolta dei soldi per il regalo alle maestre (che hanno il loro stipendio e fanno il loro lavoro). E poi programmare la cena di classe (Mamma preferirebbe spararsi in testa piuttosto che perdere una serata libera a parlare di eventi che ha evitato per 9 lunghi mesi).

Qui scatta l’esaurimento e la richiesta d’aiuto a Papà che come unica controproposta si informa sull’estetica delle altre mamme: lo chiede perchè quelle rare volte che è andato a recuperare la prole – sotto minaccia e insulto – l’ha notata subito. Lei con i capelli morbidi e vaporosi, lei alla guida di un Suv, mentre Mamma possiede un catorcio del 1999, lei che indossa la tuta come indosserebbe un prendisole – perchè la mamma di Matteo non fa un cazzo e la mattina può andare in palestra – lei che ha sempre le unghie laccate del colore giusto e che sorride sempre quando è col marito – mentre se la ride quando non è con lui.

 

La mamma è di spalle, fissa il piano cottura e apre il cassetto delle posate alla ricerca di un arnese atto non solo ad offendere, ma a colpire e ad uccidere. Poi si calma, respira e risponde: «O collabori o sei un papà morto».

 

Ma il saggio di fine anno è  dietro l’angolo e serve una maglietta per ogni figlio, ognuna di un colore pastello introvabile e praticamente impossibile da riutilizzate che, guarda caso, le maestre e le mamme più  attive già  sanno dove acquistare e chiedono così  la quota. Partono 10 euro per una t shirt che ne vale tre, 10 euro per carta e brillantini, 10 euro per gli addobbi da mettere sul palco, poi 10 euro per il regalo alle maestre e conferma con erogazione quota per maledetta cena di classe.

Mamma si chiede se le spese si potranno scaricare nel prossimo 730 tra quelle mediche. Papà,  dopo aver promesso alla prole di essere in prima fila all’evento, ricorda di avere un importante appuntamento, una riunione attesa. Per farsi perdonare molla qualche quota e chiede video e foto. Mamma torna con il pensiero al piano cottura ed al corpo atto ad offendere che aveva già individuato: lo vuole uccidere. Ma per amore di quei cuccioli che, tra grandi sofferenze, ha messo al mondo si munisce del più  falso dei sorrisi, della più  profonda delle pazienze e inizia il tour della morte.

Una espressione talmente piena di parentesi che gli integrali a confronto sono come il sudoku facilitato.

 

Per un saggio indecente se ne partono tra le 25 e le 30 euro da moltiplicare per figlio, altre 10 per il famoso regalo alle educatrici che ogni anno incassano gioielli, buoni dall’estetista, soggiorni in b&b e tanto altro (Mamma avrebbe tanto voluto fare la maestra), la pizza poi parte da quota 15 a testa. Spese folli alle quali non tutte possono partecipare e anche li scatta il commento acido sulla mamma di quello, Giovanni, che non ha cacciato neanche i soldi per il regalo. Ma magari non li ha, non li vuole dare, non condivide: non siamo tutte uguali.

Mamma fa training autogeno, vuole continuare a crescere i suoi figlie e vuole restare lontana da una cella. Costringe papà  ad andare  almeno alla cena e lui ci ricasca: “Allora ci sono anche i genitori di Matteo!” allarga il campo ma tu lo fulmini lo stesso.

 

Si va alla cena. Lei avrebbe preferito una puntata de Il Segreto a casa con la suocera e invece é  li a vedere Beautiful da sola.

Papà  fa lo splendido e raccoglie complimenti, senza aver fatto una mazza, al suo pari solo la mamma di Matteo.

L’ultima cena finisce, si chiude, non tredici commensali, molti di più. Ma tutti Giuda. Finalmente si va alle scuole Medie e tutto questo cambierà… Così  almeno crede Papà  che ancora si chiede cosa siano gli squat e li cerca su Google.

Ma Mamma già sa, perché  lei sa tutto: per uno che va alle Medie ce n’è  un’altra che inizia le Elementari…

To be continued.

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