Coding, teaching arboreo e nutrizionista: poveri bimbi nella scuola di domani (Mamma Ciociara)

Arriva il momento di scegliere la scuola. Tutti tentano di attrarre i genitori con corsi sempre più improbabili. Dimenticando che i bambini devono avere il tempo per fare i bambini

Il diario di Mamma Ciociara
Il diario di Mamma Ciociara

Diario settimanale, molto poco ordinario, di una mamma ciociara in una famiglia ciociara molto poco ordinaria

E puntuale come la befana anche nella casa ciociara si apre il dibattito sulle iscrizioni della prole a scuola per il prossimo anno. Si parla di una parte della prole ma la discussione e il dibattito sembra coinvolgere l’intero nucleo familiare con annesso parentado di terza e quarta generazione, nonne, nonni, zie e zii.

Inizieranno a breve i tour per gli Open Day e già sui gruppi WhatsApp imperversano locandine e suggerimenti di mamme esperte che sanno dove è meglio iscrivere i bambini. “Quante storie che si fanno! Una volta la scuola si decideva in base alla distanza da casa, e in certi casi era meglio quella più vicina a casa dei nonni. Poi dopo le decisioni cambiavano e per questioni di risparmio era meglio andare dove erano stati fratelli e cugini per risparmiare sui libri di testo. Adesso sembra che dobbiamo iscrivere i bambini all’università. Non avete proprio niente da fare voi altre!“.

Una perla di saggezza prima di reimmergersi nel buio più scuro del rigore del ’93, tornato di prepotenza a farla da padrone sul gruppo whatapp “Quelli senza var”. Su questo ambito Papà Facocero sembra intransigente, lui per queste questioni non intende sprecare più di quanto già detto. Effettivamente la Mamma Ciociara non può essere troppo discordante.

Durante un caffè solitario in pieno centro alla ricerca di qualche indumento in saldo da acquistare e da tenere pronto per il guardaroba dell’anno prossimo della prole, incontra altre mamme. Non ha voglia di fare troppe chiacchiere e caccia il tablet fingendo un importante lavoro da sbrigare ma inevitabilmente ascolta il discorso del tavolo a fianco.

Nella scuola della maestra Anna fanno il coding, fanno lezioni di inglese, insegnano ai bambini a scegliere gli alimenti giusti programmando dei pasti tipo da imparare a memoria così da evitare possibili obesità” spiega una folle in pelliccia sintetica di gatto dei volsci e rossetto rosso spalmato sugli incisivi.

Un’altra mamma controbatte “Mia nipote è andata in un altro istituto comprensivo si è trovata bene: fanno un progetto di teaching arboreo con delle visite guidate e hanno una società che gestisce la mensa in house“: il bignami del corso base di inglese forse lo danno in omaggio in quella scuola.

La terza madre un po’ confusa la spara e va sul sicuro “Io preferisco comunque gli istituti privati di matrice cattolica possibilmente con insegnanti misti, sia laici che religiosi. Per me al primo posto ci sono i valori“. Gesù Cristo palla al centro e risultato intoccabile, chi si metterebbe contro il figlio di Dio?

La Mamma Ciociara anche questa volta non ce la fa a tenersi tutto dentro, interrompe quell’importante quanto inventato impegno di lavoro per aggiungersi al terzetto “Scusate ma dovete scrivere i figli a scuola o state cercando di fare una gara a chi la spara più grossa? No perché il coding, il riciclo, il nutrizionista vegano tra i banchi, il teaching arboreo che altro non è che l’orto scolastico mi sembrano veramente tutte stronzate».

«Si sa che i bambini all’asilo e molto più alle elementari hanno bisogno di insegnanti appassionate ma che insegnino loro almeno l’italiano, la storia, la geografia, la matematica e l’inglese. Alla zappa possiamo pensarci anche noi in giardino. Per il problema dell’obesità certo quello non si risolve insegnando loro a mangiare menù a colore ho fornendo loro i mezzi per una dieta rigida priva di varietà. Mi sembra meglio lei che preferisce i valori di Gesù Cristo a quelli nutrizionali“.

Come volevasi dimostrare la mamma ciociara ha innescato la bomba a orologeria. “Tu devi essere sempre quella controcorrente, che ne sa una più di tutte, al di sopra di ogni giudizio. Ma ognuno decide per il futuro dei propri figli” tuona la gatta dei volsci. “Ma certo ci mancherebbe! Mica posso impormi come bypass dello screen saver del touch screen dello smartphone. È tutta questione di elettroliti alla base dell’ assimilazione delle proteine composte e degli zuccheri semplici che fanno la differenza tra grassi saturi insaturi e Omega 3“.

Proprio in quel momento il barista e la sua collega scoppiano in una grossa risata, le tre mamme si alzano e pagano anche il caffè della Mamma ciociara. Salutano ed escono. La mamma dal tavolo sorride e le ringrazia “Thank you very much, the coffee on the table is very good. Aggratis anche dippiù!“. Il barista esclama “Ao signò sapessi quante ne vediamo de ste tipe che pare che non c’hanno niente da fà oltre che spara cazzate tutto il giorno. Ce ne fosse una bella ogni tanto ma sono davvero tutte bruttarelle e come si conciano quelle che si prendono il caffè quando ci sto io“.

La mamma si alza lascia un euro di mancia nel bicchierino dal liquido ignoto di colore verde e se ne esce. “Pensa te mamma e bruttarelle questo bar è diventato off limits, a picco nella top ten dei must cool. Bruttarelle le mamme, ha parlato bombolo a zazzera delle pendici di Morolo!