Mano tesa a Conte e siluro a Salvini. Così parlò Zingaretti

Il segretario del Pd intervistato da Giovanni Floris: «L’Italia ha ottenuto una grande vittoria. La possibilità di prendere molti miliardi, circa 37, senza condizionalità e senza rinunciare alla sovranità, da spendere per la sanità». No al commissariamento della Lombardia.

Intervistato da Giovanni Floris a DiMartedì, Nicola Zingaretti ha blindato il Governo Conte e, contemporaneamente, ha aperto una breccia per arrivare ad un’intesa con l’Unione Europea. Ancora una volta ha fatto (e bene) il segretario del Pd. Ha subito detto: «Il presidente Conte e questo Governo hanno avuto il merito di affrontare per primi, tra le democrazie occidentali, questa cosa immensa che non è mai avvenuta nella storia del mondo e lo hanno fatto prendendo decisioni molto molto difficili». Messaggio per nulla subliminale: Conte resta premier e la maggioranza non cambia.

Nicola Zingaretti nello studio di diMartedì su La7 con Giovanni Floris

Poi Zingaretti ha continuato: «È necessario che all’impegno del governo si aggiunga anche quello di tutta la politica, tutte le classi dirigenti, italiane ed europee, devono capire che siamo al giro di boa, che è quello di dover reinventare un modello di società nel quale si sta meno soli, si sta più distanti ma si è più comunità». Cioè: siamo ad un punto di svolta e chi ha funzioni di governo deve capirlo e adeguarsi.

Però Zingaretti ha chiesto all’esecutivo «chiarezza e velocità». Smentendo che, nel corso delle trattative tra le varie parti di governo, da parte del Pd sia arrivata la proposta di una mini-patrimoniale: «È una fake news che non è mai stata una nostra proposta – ha detto – Credo in scelte da prendere insieme per garantire credibilità e fiducia». Vuol dire che le scelte economiche dovranno essere condivise, che le fughe in avanti dei Cinque Stelle non aiutano e che il premier Conte deve essere veloce e più chiaro. Meno schiacciato cioè sulle posizioni dei Cinque Stelle.

Poi è stato affrontato il tema delle misure di contrasto alle conseguenze economiche del virus a livello di Unione europea. Nicola Zingaretti si è detto favorevole a ricorrere a questo strumento senza condizionalità. Affermando: «L’Italia ha ottenuto una grande vittoria. La possibilità di prendere molti miliardi, circa 37, senza condizionalità e senza rinunciare alla sovranità, da spendere per la sanità. Se sarà questo, credo dovremo accedere a questi fondi perché non dobbiamo ideologizzare. Chiediamo più aiuto all’Ue e se ci sono cambiamenti perché non dobbiamo valutarli con serenità? Sono soldi da spendere per i nostri ospedali, per la sanità, per la prevenzione, la cura sanitaria, quindi se sarà questo io credo che noi dovremmo accedere a questi fondi».

Nicola Zingaretti nello studio di diMartedì su La7

Poi un giudizio sulle prese di posizione della Lega di Matteo Salvini. Ha detto Zingaretti: « Non voglio fare polemiche, però giudico le persone sulle proposte che fanno e quando Salvini, dentro questa crisi, dice “stampiamo moneta” o su temi come l’Europa si continuano a fare dei distinguo senza senso, mi permetto di dire che non c’è la consapevolezza del salto che il sistema Paese deve fare insieme.

Io non pretendo che Matteo Salvini dica che Conte è inadeguato o adeguato. Ma quello che percepisco è una guerriglia politica come se niente fosse.

Non sopporto il chiacchiericcio dove passiamo da “chiudiamo-chiudiamo” ad “apriamo-apriamo” con una disinvoltura immensa. Bisogna trovare punto d’incontro tra il valore che la scienza dà rispetto a delle date e processi scientifici e la necessità di tenere in vita l’economia di un Paese. Le persone vogliono delle certezze. Da presidente di Regione dico che dobbiamo mettere nel conto che quando ricominceremo a uscire ci sarà un aumento del contagio, ma questo dovrà essere governabile. Dobbiamo togliere dallo scontro politico il tema e guardare al merito. Non possiamo vivere in eterno bloccati, dobbiamo ripartire ma in sicurezza».

Nicola Zingaretti nello studio di diMartedì su La7 con Giovanni Floris

È possibile un’ipotesi di commissariamento della Lombardia, come ha lasciato intendere il capo dei Cinque Stelle Vito Crimi? Zingaretti è stato netto: «No, non credo e credo che questo non sia neanche uno dei temi più importanti. Abbiamo aiutato molte Regioni e riceveremo aiuto da altre Regioni se ci serve. Se c’è una verità che ci insegna questa emergenza è che è finita la storia che isolarci, dividerci, ci rende più forti. Abbiamo bisogno di un Paese e di un’Europa più unita».

C’è solo un segretario. Ed è quello del Pd.

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