Il senso di Maria Paola per la Maggioranza (di E. Baronio)

Una mail nella quale non vengono cancellate le conversazioni precedenti svela l'imminente passaggio in Maggioranza della consigliera Pd di Sora Maria Paola D'Orazio. Imbarazzo nel Partito. Aria di congiure. E tradimenti. Nulla di tutto ciò: è il destino di Maria Paola per le Maggioranze

Ernesto Baronio

Conte del Lungoliri

C’è gente che nasce per comandare. È un segno del destino: puoi farci nulla. Se per errore si trovano dove non si comanda, poco alla volta le cose si aggiustano. E come per miracolo, una mattina si svegliano di nuovo nel posto giusto: insieme a tutto il resto del potere. Non è questione di ideologia: per questi uomini (e donne) baciati dal Destino sinistra o destra non fa differenza, l’unica distinzione nella loro vita è stare dove si  comanda o dove non si comanda. A prescindere da ciò che loro fanno o che poi gli faranno fare.

Tra gli uomini (e le donne) toccati da questa invidiabile sorte c’è con certezza Maria Paola D’Orazio: consigliere comunale di maggioranza per definizione. A prescindere dal colore politico. E dalla sconfitta elettorale.

 

Per lei, stare in Maggioranza è come abbinare la borsa Gucci con la camicia Burberry: un’arte e allo stesso tempo un modo di essere. Allo stesso modo in cui sarà impossibile vedere Maria Paola vestita male, altrettanto è impossibile vederla troppo a lungo tra le file degli sfigati che non comandano.

A Sora qualche volta la sorte le ha riservato di perderle, le elezioni. Ma è stata solo questione di tempo. Poco tempo. Prima della votazione successiva la sua Stella l’ha sempre fatta risvegliare in maggioranza.

A costo di compiere acrobazie politiche al pari dei campioni della migliore tradizione circense della famiglia Orfei.

 

Anche questa volta la consigliera D’Orazio (senatrice “in pectore” un paio di legislatura fa), lanciatasi con una liana da uno scranno (quello dell’opposizione) ad uno (quello della maggioranza) dei banchi consiliari del Comune di Sora, troverà braccia forti e sicure che, salvandola dal vuoto politico, la porteranno sulla piattaforma di sicurezza, da dove si godrà applausi (forse pochi) e anche fischi (chissà se tanti); l’importante, però, è risalire sulla sella del potere.

 

In particolar modo, proprio nel 2014 la consigliera D’Orazio (senatrice “in pectore) volle testimoniare, senza colpo ferire, quanto fosse facile cambiar bandiera. In quell’occasione la Bostik, famoso produttore di adesivi e sigillanti, mandò alcuni suoi tecnici a Sora per studiare questo nuovo prodotto che teneva saldamente incollata la consigliera D’Orazio alla sua poltrona di assessore.

Mentre infatti, a seguito della crisi intervenuta fra il Gruppo di Forza Italia e l’allora sindaco Ernesto Tersigni, il vicesindaco Vittorione Di Carlo si dimise in men che non si dica, il Presidente Giacomino Iula fu portato sul patibolo di esecuzione e giustiziato senza pietà alcuni, gli altri consiglieri passarono in opposizione con decisione e coraggio, la Maria Paola in maggioranza D’Orazio, assessore in quota forzisti, pensò bene di scaricare i suoi amici di viaggio e di accucciarsi sotto le ali protettive del sindaco e della sua risicata maggioranza.

 

Ora il Destino si ripete. Maria Paola sta per svegliarsi tra le fila di quelli che comandano. nella fattispecie, la maggioranza guidata dal sindaco di Sora Roberto De Donatis. L’inciucio lo rivela Roberta Pugliesi questa mattina su Il Messaggero.

Ad annunciare l’imminente risveglio nel posto che le compete, è una mail inviata dalla consigliera d’opposizione (ma solo pro tempore)

 La mail contiene uno dei soliti comunicati stampa che la consigliera Pd (ma solo dopo l’ultimo salto) ha inviato ai giornali “con preghiera di pubblicazione“. Questa volta però ci si è dimenticati di cancellare le righe della conversazione precedente, allegate al messaggio.

Infatti, prima di finire nelle redazioni, quel comunicato stampa era stato girato a Valentino Cerrone, membro dello staff del sindaco. Al quale Maria Paola (formalmente all’opposizione) dà tutta l’impressione di avere chiesto il benestare per la pubblicazione.

E, come è facile dedurre dal messaggio,

Il sindaco Roberto De Donatis, verosimilmente, l’ha data, ma solo dopo averne letto il contenuto e apportato qualche modifica. «Ti rinvio l’articolo corretto, dimmi che te ne pare», scrive D’Orazio allo staff prima di inoltrarlo alla stampa, dimenticando, però, di omettere il confidenziale testo della email.

 

Manovra politica provinciale? Magari in vista delle imminenti elezioni? O iniziativa personale della Consigliera, finita in un Pd più diviso di una serie di bande àscare nell’Etiopia coloniale?

Nulla di tutto ciò. Si rassereni il reggente provinciale del Pd Domenico Alfieri. Non temano congiure i consiglieri comunali Pd Augusto Vinciguerra e Natalino Coletta, cioè l’anima Dem sconfitta nel congresso che ha visto la D’Orazio nella parte vincente (e come ti sbagli…?).

Niente congiure, niente defezioni: la Maggioranza è nel Destino di Maria Paola.

 

 

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