Faccia a faccia Costanzo Marini: «Michè, che fai a questo punto?»

Si sono visti a cena, in pizzeria. Al Number One, nel quartiere Stazione di Frosinone. Tavolino per due. Impossibile non notare che una delle persone sedute è l’ex sindaco Michele Marini. Con lui c’è il segretario provinciale del Partito Democratico, Simone Costanzo.

La cena al NUmber One
Arrivano verso le dieci. E nessuno dei due regala soddisfazioni al cuoco. Il segretario è costantemente a dieta: petto di pollo ai ferri con insalata per contorno. Eppure con quello che accade nel Pd ogni giorno dovrebbe essere in grado di digerire tutto ormai. Meno ancora mangia l’ex sindaco: solo un antipasto di montagna. Nel suo caso, l’esperienza gli insegna che ha davanti una lunga campagna elettorale durante la quale rifiutare una cena tra amici rischia di essere interpretato come una scortesia. Meglio prevenire.

Simone Costanzo continua con la sua missione di ricucitura. A fari spenti, da mesi sta tessendo una trama che possa tenere uniti il Pd e Michele Marini con la sua enorme capacità di consenso. Come lui, su altri fianchi, lo stesso lavoro lo stanno facendo il presidente cittadino del Pd Francesco Brighindi con Ermisio Mazzocchi, il custode dell’ortodossia di Partito.

L’interrogativo della serata, per Simone è uno solo: «Michè, che vuoi fare a questo punto?»

Le tappe
Il dado, nel Pd è tratto: il segretario cittadino Norberto Venturi non è sceso in campo alle Primarie, deluso per le promesse non mantenute di candidarlo sindaco. (leggi qui). Alessandra Maggiani in mattinata ha dimostrato che l’area di Sinistra Dem (Cuperlo) è in grado di sostenere la candidatura: ha consegnato le firme per partecipare alle Primarie. E poi ha fatto il passo indietro per disciplina di Partito. In campo è rimasto Fabrizio Cristofari: il segretario cittadino che nel 2012 voltò le spalle a Michele proprio alla vigilia della candidatura bis a sindaco. E lui non gliel’ha mai perdonata.

Michele non è estraneo a queste dinamiche. Venturi ha scelto di non candidarsi dopo il faccia a faccia con Marini avvenuto nei giorni scorsi (leggi qui).

Prima ancora c’era stato il confronto tra l’ex sindaco ed il suo ex amico d’infanzia Cristofari con al quale aveva tolto il saluto da quasi cinque anni. (leggi qui)

E prima ancora c’era stato il documento di solidarietà sottoscritto dal gruppo consiliare, nel quale si esprime comprensione: non è facile digerire il fatto che chi ti ha voltato le spalle rientri nel Pd senza pagare il conto. E diventi pure candidato sindaco. Dopo avere contribuito a farti perdere le elezioni cinque anni prima. (leggi qui)

Quel documento era stato sollecitato dal signore delle preferenze nel Pd, Francesco De Angelis : con una dichiarazione da Tunisi ad Alessioporcu.it aveva indicato la strategia. (leggi qui)

Una serie di tappe iniziata con l’annuncio della candidatura alle Primarie e le scuse pubbliche, in conferenza stampa, di Cristofari a Marini. (leggi qui)

Miché, a questo punto?
Marini a questo punto deve decidere. Lunedì il Partito prenderà atto che le Primarie sono diventate inutili. Assumerà la circostanza che un iscritto è disponibile a concorrere. farà propria quella disponibilità ed investirà Cristofari. E Michele a quel punto dovrà dire se ci sta o no. Se scenderà in campo a capo di una lista civica sua, in appoggio a Cristofari. Oppure se sarà contro. Se guiderà uno schieramento civico alternativo a quello del primario dello Spaziani.

Simone ha fatto notare a Michele che ha avuto tutto. Le scuse personali, la solidarietà del Gruppo, il Partito mobilitato per ricucire. Se ne avrà voglia, potrà contare anche alle Comunali. E se non vorrà, c’è sempre la Provincia. Ma anche la Regione.

La cena è finita poco prima di mezzanotte e un quarto. Prima di chiudere e lasciare il Number One, si sono scattati un selfie a ricordo della serata- Michele, a questo punto, ci penserà un po’ su. E prima di lunedì farà sapere a Simone. Ed alla città.

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