Marini: «Cristofari? Non posso chiedere di votarlo»

Se la dichiarazione di Fabrizio Cristofari (leggi qui) voleva essere un segnale di apertura, non apre un bel niente. Almeno non accorcia nemmeno di un centimetro le distanze con l’ex sindaco Michele Marini che la settimana scorsa ha posto il veto sulla candidatura del cardiologo (leggi qui la posizione di Michele Marini).

Lo ha detto a chiare lettere incontrando il segretario provinciale Simone Costanzo nella galleria Catena a Veroli durante la festa provinciale del Pd.

«Quel documento non dice un bel niente – tuona Marini con le vene del collo gonfie – qui c’è un problema politico da capire ed affrontare una volta per tutte: non si può mollare un Partito di cui si è il segretario cittadino, voltare le spalle al candidato sindaco di quel Partito, salire sul palco del candidato avversario e dirmi che ho governato con i piedi per cinque anni. Poi dopo avere contribuito a mettere la città di Frosinone nelle mani di Nicola Ottaviani, rientrare nel Pd come se niente fosse e candidarsi sindaco. Pretendendo pure che non dica nulla».

In mattinata Simone Costanzo aveva rilasciato una dichiarazione a Ciociaria Oggi con la quale spianava la strada ad un chiarimento politico. «La tua dichiarazione – gli ha detto Marini – va nella direzione giusta. Ma lui (riferendosi a Fabrizio Cristofari N.d.A) cosa pretende? I miei elettori li ho seguiti ad uno ad uno in tutti questi anni mettendoci sempre la faccia e facendomi trovare giorno e notte. Dopo la figura di quattro anni fa, se gli dicessi di votare Cristofari, mi sputerebbero in faccia».

La strada per recuperare Marini è stretta e in salita. Ma un passaggio c’è. Il segretario l’ha individuata: «Bisogna ammettere che la volta scorsa il Pd è stato protagonista di un corto circuito del quale Michele Marini è stato l’incolpevole vittima. E’ da qui che bisogna ripartire. Per non commettere oggi lo stesso errore».

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