Mario Abbruzzese si gioca tutto nella palude politica di Cassino

Foto: © Enrica Abbruzzese

Il leader di Forza Italia confida di arrivare al ballottaggio e di raggiungere poi accordi trasversali. Ma deve guardarsi più dagli amici che dai nemici. Ruspandini e Zicchieri lo sosterranno? Fazzone in agguato. Si decide perfino il futuro degli “azzurri” in provincia.

Mario Abbruzzese confida di arrivare al ballottaggio. Perché nel caso l’avversario fosse Giuseppe Golini Petrarcone, allora il presidente del Cosilam potrebbe fare affidamento sul fatto che i tra i grandi sostenitori di Enzo Salera c’è Francesco Mosillo, il quale pur di far perdere Petraracone darebbe indicazione di votare perfino… Casapound.

Mentre nel caso al secondo turno arrivasse Enzo Salera, a quel punto Abbruzzese potrebbe scatenarsi in quello che resta il suo terreno preferito: l’intesa trasversale. Con lo stesso Petrarcone, con Marino Fardelli, forse perfino con Massimiliano Mignanelli. E, proprio a voler arrivare là dove osano le aquile, si potrebbe cercare un accordo anche con Rossella Chiusaroli (mai dire mai) e con il Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli, nelle cui file concorre anche un suo ex collaboratore di fiducia, Mirko Tong.

Ma prima al ballottaggio Mario Abbruzzese deve arrivare. Con compagni di viaggio che fino all’altro ieri volevano toglierlo di mezzo sul piano politico. Dal senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) al deputato Francesco Zicchieri (Lega). I due Partiti alleati stanno riflettendo anche su quale sia l’opzione migliore per relegare all’angolo il leader di Forza Italia: farlo eleggere sindaco e quindi metterlo fuori gioco per le successive candidature a Camera e Senato oppure impartire l’ordine ai “franchi tiratori” per affondarlo definitivamente alle comunali di Cassino?

È in questa palude politica che si decideranno le comunali di Cassino, una città dove niente è come appare e dove un accordo siglato due minuti prima viene sconfessato dubito dopo.

Ma in gioco c’è anche molto di più: la sopravvivenza di Forza Italia in provincia di Frosinone, perlomeno di quella schierata con Antonio Tajani. Perché se Abbruzzese diventa sindaco di Cassino, allora tutto come prima. Anche per il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli, per il coordinatore provinciale Tommaso Ciccone, per il capogruppo al Comune di Frosinone Danilo Magliocchetti.

Se Abbruzzese dovesse perdere… Non accadrebbe nulla. Il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone (suo storico e irriducibile avversario interno), potrebbe avere la tentazione di commissariare il Partito e magari di favorire il rientro di Nicola Ottaviani (che nella Lega non ha avuto un ingresso trionfale). Ma resterebbe solo una tentazione. Perché…

Perché c’è una clausola nel patto sottoscritto da Mario Abbruzzese prima di accettare la candidatura. Non un paracadute ma un materasso che garantisca la copertura da rappresaglie in caso di sconfitta. È la terza clausola (rimasta finora segreta) nel patto sottoscritto ad inizio marzo e che prevedeva l’assegnazione a Forza Italia della candidatura a sindaco di Cassino. Le prime due clausole imposte da Mario Abbruzzese prevedevano che 1) se ci fosse stata una candidatura alternativa alla sua capace di aggregare il centrodestra lui avrebbe dato la precedenza; 2) sarebbe sceso in campo solo con la presenza di tutti i simboli del centrodestra. (leggi qui Il gioco di Mario Abbruzzese per arrivare alla candidatura). La terza clausola: scendo in campo, aggrego tutto il fronte, ma se non dovesse andare bene niente rappresaglie. Perché deve essere chiaro che la sua candidatura è servita ad aggregare.

Anche in caso di sconfitta sarebbe complicato sfilare la carica di presidente del Cosilam ad Abbruzzese. Perché resta in piedi anche il dialogo amministrativo tra il leader di Forza Italia e Francesco De Angelis, guru del Partito Democratico. E soprattutto Commissario per l’unificazione dei Consorzi Industriali del Lazio: dove ha previsto un ruolo di consigliere d’amministrazione per gli attuali presidenti in carica. Tra cui Abbruzzese.

Oltre alle intese sugli enti intermedi si favoleggiava sulla divisione delle sfere di influenza, come ai tempi di Usa e Urss. Del tipo: a Frosinone vince il centrodestra, a Cassino il centrosinistra. O viceversa. Quei tempi però sono finiti. O no? Ha scelto la formula giusta per la campagna elettorale Mario Abbruzzese. Sì, ci vogliono forza e coraggio.

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