Marsella: “L’unica via per limitare il disastro nell’Automotive”

L'allarme nel mondo sindacale in provincia di Frosinone. Migliaia di posti salteranno con l'evoluzione dell'Automotive. Per Marsella bisogna correre: "Servono nuove figure professionali e dobbiamo formarle. Lo Stato deve prevedere fondi per accompagnare le aziende nella transizione all'elettrico”

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

Avremo sempre più bisogno di meccatronici green, Ingegneri energetici, bioingegneri, sustainability manager, psicologi ambientali”: a tracciare la per affrontare la crisi è Mirko Marsella, Segretario provinciale dei Metalmeccanici Cisl. Il settore delle Automotive è destinato a sparire, al suo posto ci sarà la Sustainability Mobility: ci sposteremo in modo diverso, i veicoli sui quali lo faremo saranno sempre più meccanicamente elementari e tecnologicamente evoluti. Se qualcuno pensa di salvare con nuovi modelli lo stabilimento Stellantis ed il mondo industriale che ruota attorno a Cassino Plant deve rivedere i suoi conti. Occorre una nuova mentalità.

L’AUTO CHE VERRA’

Il conto alla rovescia è cominciato. Tra poco non serviranno più iniettori, pistoni, fasce elastiche e tutto quello che fino ad oggi l’ha prodotto. Spariranno i motori ed i loro componenti. “Il processo di transizione ecologica e digitale è già partito e toccherà il suo apice tra qualche anno. Ma questo processo deve essere governato per evitare una strage di posti di lavoro soprattutto nel comparto automotive”: Mirko Marsella è consapevole dei cambiamenti già cominciati.

Foto © CanStockPhoto / Zhuzhu

Scompariranno interi settori, tutta una filiera produttiva non sarà più necessaria. Le automobili come le abbiamo viste e prodotte fino ad oggi scompariranno. Verranno sostituite da altre che solo all’esterno le assomiglieranno: dentro saranno una cosa de tutto differente. E questo significa pezzi in meno da produrre, meno addetti impiegati sulle linee per fabbricarli”.

La sfida sta nel creare in fretta quelle professionalità. “La soluzione sta nella formazione mirata. Serve per creare e specializzare queste figure”.

Il problema tocca oltre 50 aziende in provincia di Frosinone che si occupano di componentistica auto, con un numero di addetti di circa 3000 persone. Di queste, circa la metà a causa della crisi sono soggette a forti rischi. 

TUTTO CAMBIA

Si chiama evoluzione. Tutto si evolve, si sviluppa, cambia. Mirko Marsella lo mette in evidenza. Indicando la strada da percorrere per affrontare la crisi. Ed uscirne con meno danni possibile. “La scomparsa delle auto come le abbiamo conosciute finora lascerà spazio a nuove professioni. Nel 2023 un lavoro su cinque sarà green, quindi specializzarsi su queste professioni sicuramente sarà una scelta vincente. Tra queste credo che ci sarà richiesta di figure tipo Meccatronico green, Ingegnere energetico, Bioingegnere, Psicologo ambientale, Sustainability manager”.

Stellantis Cassino Plant

I numeri elaborati da uno studio commissionato da Unindustria dicono che la maggior parte delle aziende dell’indotto Fca – Stellantis del Cassinate si sono evolute. Si sono affrancate dalla mono fornitura, significa che la maggior parte della loro produzione non è per il colosso automobilistico di Piedimonte San Germano ma per altri brand al di fuori dell’Italia.

Le preoccupazioni del sindacato ora sono per quelle che non hanno sviluppato un loro prodotto, “società con lavorazioni in sub-appalto”.

UN FONDO PER LA TRANSIZIONE

Il passaggio alle nuove produzioni ha un costo. “La prima cosa che abbiamo fatto è stata chiedere la costituzione di un apposito Fondo per sostenere la trasformazione dell’industria automobilistica. Lo hanno fatto in altri Paesi in Europa. Questo Fondo dovrà sostenere tutti gli interventi di carattere industriale, funzionali ad accompagnare il processo di trasformazione e d’innovazione del settore” spiega Marsella.

Quali sono i settori. “La trasformazione va dalla digitalizzazione, al cambio delle motorizzazioni, alla produzione di batterie a quella di semiconduttori. Ma anche delle tecnologie dell’idrogeno e delle catene del valore dell’economia circolare, finanziando contemporaneamente la modernizzazione dell’organizzazione del lavoro”.

A parere del segretario provinciale Marsella “è impensabile che, soprattutto in questa fase, il governo non abbia previsto né nella legge di Bilancio né per il PNRR dei fondi da destinare all’automotive. Forse per i nostri politici non è un problema il già previsto cambio delle motorizzazioni che mette a rischio oltre 60.000 posti di lavoro in Italia. Per noi lo è, e di certo non assisteremo in silenzio al declino di uno dei settori industriali più importanti del nostro paese“.

I VARI FRONTI

Tra le aziende legate direttamente al comparto delle automotive spiccano i casi della Valeo di Ferentino e della Omron di Frosinone.

La Valeo nelle settimane scorse aveva annunciato l’apertura della procedura di mobilita’ collettiva, in parole povere licenziamenti per 50 dei 72 addetti. Poi dopo un incontro con sindacati ed Unindustria la proprietà ha fatto il passo indietro rinunciando ai licenziamenti. Si andrà al più presto alla Regione Lazio per trovare forme di sostegno all’azienda ed ai lavoratori che usufruiranno della cigo fino al 2 gennaio 2022.

Ammortizzatori sociali anche alla Omron fino a dicembre con fermo della produzione il venerdi. Per l’azienda però sembrano aprirsi possibilità di rilancio

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