Martufi: «Difficile riuscire a pagare la cassa integrazione il 16 aprile»

I Consulenti del Lavoro sono perplessi. Difficile riuscire a pagare la cassa integrazione nei tempi annunciati. Nonostante il lavoro fatto dalla regione Lazio. Il dialogo con la Consulta dei Presidenti dei Consulenti. Ci saranno confronti periodici per appianare i problemi

Mai. Nemmeno nei giorni più bui. Nemmeno in quelli più difficili legati alla crisi del settore Metalmeccanico. I numeri della cassa integrazione nel Lazio chiesta per via del Covid-19 sono tra i i più drammatici di sempre. La Regione Lazio sta lavorando le pratiche alla massima velocità nonostante gli uffici siano vuoti ed il personale sia quasi tutto in smart working.

In media arrivano entro ventiquattr’ore all’Inps. Ma molto difficilemnte sarà possibile pagare la cassa il 16 aprile: ne sono convinti i Presidenti degli Ordini provinciali dei Consulenti del Lavoro di Roma, Rieti, Latina, Frosinone e Viterbo. Stanno dando il loro contributo alla Regione. Nei giorni scorsi hanno incontrato i rappresentanti dell’Assessorato al Lavoro della Regione Lazio. Con loro hanno affrontato tutte le perplessità che i Consulenti avevano sull’accordo quadro per la gestione della cassa integrazione in deroga.

Troppi passaggi

La piattaforma Inps per la cassa integrazione. Foto © Imagoeconomica

L’approfondimento è servito per risolvere le incomprensioni. E per ristabilire il nuovo clima di collaborazione tra le parti. Nessun ‘muro contro muro’. La Regione ha dato la disponibilità a raccogliere le indicazioni utili alla gestione ottimale dell’accordo. Soprattutto ha deciso che verranno convocati periodici tavoli di verifica per la Cassa in Deroga. Servirà ad un continuo monitoraggio e per risolvere eventuali problemi.

Dove si erano innescate le scintille tra Regione e Consulenti del Lavoro? Quando la consulta dei presidenti provinciali del Lazio aveva parlato di “disattenzioni presenti nell’accordo quadro sulla Cig in deroga“. Soprattutto “Non è un caso che siano state già diverse le parti firmatarie di quell’accordo che hanno chiesto, come da noi auspicato, una revisione del testo firmato circa alle 2 di notte e su cui proprio a causa della tarda ora e della durata della trattativa si e’ posta poca attenzione“.

Le difficoltà pratiche le elenca invece il presidente dell’Ordine della Provincia di Frosinone, Carlo Martufi. Secondo il quale il percorso scelto dal Governo «obbliga i consulenti a presentare una molteplicità di domande differenti, accomunate però dalla stessa uguale situazione di emergenza per tutti. Gli strumenti a disposizione sono ancora strutturati con vecchie procedure amministrative che nulla hanno a che vedere con una situazione di emergenza».

Meglio un ammortizzatore solo

Lavoratore ai tempi del Covid-19 Foto © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

Insomma, ancora troppe lungaggini burocratiche «che rendono impossibile la previsione di pagamento dei sussidi relativi al mese di marzo entro il 15 aprile 2020».

La soluzione ideale? «Sarebbe stato utile e immediato creare un unico ammortizzatore sociale emergenziale al fine di vedere pagati i primi sussidi entro il 15 aprile, come promesso dal Governo. Difficilmente i lavoratori riceveranno aiuti economici nei tempi stabiliti, nonostante lo sforzo dei Consulenti del Lavoro. I quali, anche in questo periodo di quarantena forzata, hanno assicurato la loro presenza e la loro professionalità alle aziende e ai lavoratori».

Non serve l’accordo

Altro fronte di discussione: l’obbligo di accordo con il sindacato. Questione che in giornata ha registrato un’evoluzione.

Il datore di lavoro che richiede l’accesso alla cassa integrazione ha l’obbligo, quando previsto dalla legge, di informare i sindacati e di partecipare all’esame congiunto, se richiesto nei termini. Null’altro. In particolare, non è obbligato a raggiungere a tutti i costi un accordo. Ha diritto alla concessione della misura anche con il verbale di mancato accordo”.

Sono queste le conclusioni a cui perviene la Fondazione studi consulenti del lavoro con l’approfondimento di oggi ‘Cassa integrazione, perché l’accordo non è obbligatorio‘. Confuta la scorretta interpretazione che taluni hanno voluto dare, prima ancora della circolare chiarificatrice dell’Inps n. 47/2020, degli articoli del dl n. 18/2020, cosiddetto ‘Cura Italia’, in materia.

Secondo i consulenti del lavoro “Ciò che rileva non è l’approvazione dei sindacati a tutti i costi, ma che questi siano stati debitamente informati nei termini di legge e che l’esame congiunto si svolga in buona fede quando richiesto. La tutela dei lavoratori non passa dalla sottomissione a condizioni capestro“, sottolineano i professionisti.

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