Il sacrificio dell’ 11 settembre ed il ruolo degli Usa (di L. Marziale)

L'11 settembre gli Usa vennero colpiti perché rappresentano la sintesi dei valori fondanti del vivere libero e civile, della tolleranza elevata a sistema. La versione di Marziale: la risposta fu necessaria ed è stata efficace. "Perché oggi in Iraq e in Afghanistan la gente è tornata a votare"

Lucio Marziale

Idee Controcorrente

Una di quelle poche date in cui ognuno di noi ricorda dove fosse, cosa facesse, con chi si trovasse.

Un attacco, il primo attacco agli Stati Uniti d’America in terra americana: e questo fu subito compreso da tutti nella sua tragica grandezza, in un misto di incredulità e di sbigottimento.

Il Pentagono violato, quasi sparì a scapito dei grattacieli delle Twin Towers in fumo, e poi crollati: l’attacco alla civiltà occidentale, al cuore pulsante della economia capitalista e liberale, non poteva essere più evidente e chiaro.

 

Molti, in seguito, cominciarono a guardare dal buco della serratura ciò che era chiaro ed evidente agli occhi: il terrorismo irriducibile, illiberale e totalitario che cercava spazio nei mass media mondiali.

E che attaccava gli Stati Uniti d’America, il Paese che più di ogni altro al mondo ricomprende e riassume i valori fondanti del vivere libero e civile, della tolleranza elevata a sistema, della opportunità che diviene obiettivo di crescita e di ricchezza per tutti sino al grado della felicità.

In migliaia morivano per testimoniare, tragicamente e inconsapevolmente, la grandezza e la bellezza del nostro modo di vivere, delle nostre vite quotidiane, del nostro modello sociale: aperto, inclusivo, libero, rispettoso di ogni minoranza e di ogni credo religioso e spirituale.

 

La reazione del mondo civile fu adeguata e rispondente alle necessità che la Storia ci imponeva.

Afghanistan e Iraq divenivano, nella accelerazione imposta dagli avvenimenti, esempio necessario e urgente di libertà da ribadire al mondo intero; e Paesi da riconquistare nel novero delle democrazie.

Al di là di ogni cosa, e pur nelle difficoltà che tuttora permangono -e dove peraltro le libertà possono dirsi completamente al sicuro?- ci siamo riusciti.

 

In Iraq e in Afghanistan la gente è tornata a votare, i bambini sono tornati a Scuola, e anche per le bambine la strada è più larga e più aperta.

L’America, ancora una volta, ha dettato il ritmo della libertà e della felicità, a partire da una tragedia immane e dolorosa.

 

D’altronde, è la missione di questo straordinario Paese, e chiunque visiti un cimitero di guerra americano in Europa può rendersene conto: le migliaia di ragazzotti yankees del Tennessee e del Wyoming che hanno liberato l’Europa dalla bestia nazifascista si uniscono agli angeli delle Torri Gemelle.

E tutti illuminano la fiaccola della Statua della Libertà, in tutto il mondo e ancora a lungo: God Bless America.

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