Mario Abbruzzese ed il destino del Pavone

La grande folla dei postulanti al Pavone. per riverire Mario. E chiedere un posto di lavoro ben pagato e poco faticoso per figli e nipoti. Donne senza tacchi, vietate le scollature. I congiurati e le messe in piega

Fiume di folla al Grand Hotel Pavone per l’inaugurazione della campagna elettorale dell’unico inimitabile Commander in chef  M. A. Si apre la breve marcia verso il voto: quella che dovrà condurlo, facile facile, dallo scranno della Pisana a quello parlamentare a Montecitorio. Finalmente lì: dove troneggiava un tempo Anna Teresa Formisano e dove vi fu un’epoca in cui sedeva il maestro di entrambi, Angelo Picano. E tra poco, anche lui: Mario, come loro.

Una campagna breve. Ma che deve ostentare forza, mostrare la potenza di fuoco elettorale del prossimo inquilino della Camera dei Deputati.

Così, nelle sale del Grand Hotel Pavone, domenica sera sembrava di stare in un vagone della metro all’ora di punta. Tutti lì per ascoltare Mario: tutti pronti a correre in soccorso del vincitore predestinato.

Nessuno ha osato in queste ore ricordargli l’aurispice Spurinna che profetizzò a Cesare “Attento alle Idi di marzo”, e nemmeno gli ha rammentato un più recente Achille Occhetto e la sua “Gioiosa Macchina da guerra” con cui affrontare le elezioni e invece mandata in pezzi da un neo arrivato Silvio Berlusconi.

Il tutto tra le sale del ‘Pavone’…: al Destino, il senso dell’ironia non è mai mancato.

 

IL CAMBIAMENTO PARTE DALLA MESSA IN PIEGA

Tra la folla campeggiavano loro: le Charlie’s Angels. La Rossellissima Chiusaroli con pantalone palazzo, abbigliamento scuro e sobrio e capigliatura inconfondibile con messa in piega dai ricci morbidi e cipiglio pensieroso di chi voleva sedere al tavolo del festeggiato ma è stato sistemato al tavolo degli amici.

Francesca Ma’donna Calvani, trucco acqua e sapone, lucido da teenager e ricciolo allestito per l’occasione. E la Paola Professoressona Verde, arrotolata in sciarpe dalle stoffe di pregio e una trepidante voglia di sigaretta stampata su un volto incorniciato da ricciolini.

Questa campagna elettorale sarà brevissima. Il capo dei capi è stato chiaro: stile sobrio, niente cosce in bella mostra e tacchi alti. Poca carne e tanti fatti. Le “sue” donne sono arrivate così stivali bassi e tenuta da guerra… si combatte per la vittoria. Parola d’ordine tra le signore: frisé. Tra i portatori di voti invece è “Asfaltiamoli” (leggi qui E Carlo Maria andò alla guerra al grido: asfaltiamoli!

FUORI DAL CORO

Incurante dello stile campagna elettorale 2018 Laura Selfie Viola: si è presentata in divisa rossa con il suo materno sorriso e quell’ espressione di bimba entusiasta di essere stata invitata alla festa del rappresentante degli studenti.

IL CIELO AZZURRO

Tutti gli uomini di Mario volavano alto al Pavone. Il DiVino Secondino ha percorso chilometri per una “chiacchiera” con gli interlocutori giusti. Franco Carpentiere Evangelista ha tenuto salda la sua posizione: occhio sulla folla e orecchio al Commander. Carlo Stanchissimo D’Alessandro ha occupato un posto in prima fila, lui c’è e la sua voce roboante sulla folla non ha lasciato spazio a dubbi.

Da Pontecorvo arriva Moira Rotondo, vicesindaco con improvvise aspirazioni parlamentari, paracadutata nel collegio Rieti – Viterbo (in buona compagnia del senatore Francesco Scalia nella lista Pd). E altrettanto miracolosamente invitata, all’ultimo minuto utile, ad indossare un secondo paracadute per lanciarsi anche nella lista delle Regionali. Secondo alcuni ha e labbra più rosse di sempre come se già avesse addentato la sua preda uscendone vincitrice: al Senato ed alla Regione.

Gianrico Bellachioma Langiano in gessato…un giovane che non deve chiedere mai. E poi lui…. il super candidato…Pasqualino Settebellezze Ciacciarelli sorridente come nei suoi manifesti, scortato dall’ occhio guardingo dell’ amata e pronto alla Tombola senza però avere ancora cartelle sufficienti per potersi dire vicino all’incasso.

 

L’ONOREVOLE PROCESSIONE

Tante famiglie, tanti uomini e donne e tanti giovani accomunati da un unico grande desiderio: l’ incontro con Lui, l’inconfondibile, l’inimitabile, il predestinato (secondo il rating di Silvio che gli ha assegnato un seggio di classe A1. Leggi qui: Il rating dei collegi che manda in crisi i candidationorevole Abbruzzese.

Non ci sono santi che tengono, né modelle né attori, tutti vogliono solo un minuto di Mario. C’è il vecchietto arrivato dalla campagna e che dice allo staff “Glie canosc’ da quann steva alla Coldiretti”, c’è la mamma in menopausa con il figlio ancora a casa, c’è l’impiegato che “lo voto da sempre, devo passare avanti”. Tutti vogliono dirgli una parola, qualcuno si accontenta di toccargli le vesti, sperando che sia sufficiente per avere il miracolo.

In realtà tutti vogliono una cosa: un posto di lavoro fisso, ben pagato e poco faticoso, nel quale sistemare (per toglierselo dalle balle e dalle spalle) o un figlio o un nipote.

 

I CONGIURATI DI FROSINONE

Tra la folla ci sono anche ” congiurati”. Quelli partiti da Frosinone per fare gli auguri a Mario. E restituirgli il piacere della sorpresa all’ultimo momento. Come quella che hanno ricevuto loro al momento di conoscere le candidature. E scoprire che nessuno del capoluogo era stato messo in lista per il Parlamento, castrando in un attimo i sogni di gloria e di crescita delle truppe frusinati. (leggi qui È guerra in Forza Italia: Ottaviani e Piacentini pronti allo scontro totale)

Sono arrivati insieme, partiti insieme, si sono fatti la foto insieme. Nella tana del lupo. Anzi, del Pavone. L’ex presidente della Provincia Antonello Iannarilli, il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, il presidente del Consiglio Comunale del capoluogo Adriano Piacentini,  l’assessore Massimiliano Tagliaferri, l’ex assessore regionale del Lazio Alessandra Mandarelli.

 

Ma Mario il Luminoso con la sua Azzurra cravatta non ha tempo per queste cose. Scivola tra la folla come Mosè nel Nilo. Le acque si richiudono al suo passaggio e lui va diretto alla conquista della sua terra. Quella che gli spetta. Quella promessa.

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