Mastrobuono, per lady Asl un posto al Giubileo

La dottoressa Isabella Mastrobuono, manager della Asl, è sotto attacco politico. Dal pomeriggio di ieri si stanno susseguendo riunioni a Roma: con il presidente della Regione (nonché commissario della sanità laziale) Nicola Zingaretti, con Alessio D’Amato, con Massimiliano Smeriglio, con Mauro Buschini. Malgrado la consegna del silenzio ordinata dal Governatore, le notizie filtrano. Mischiate però al gossip.
I fatti sono che in questa fase la Regione sta valutando l’operato dei direttori generali: la Mastrobuono ha operato secondo i dettami di Zingaretti, che infatti non l’ha mai sconfessata. Ma il problema è politico e riguarda l’ospedale di Alatri: le leggende narrate nei corridoi afosi della Asl, dove anche i muri hanno orecchie e occhi, dicono che a metà giugno Isabella Mastrobuono aveva “chiuso” il nosocomio alatrense, con una delibera che ha fatto sobbalzare dalla sedia Buschini. A quel punto è scattato l’allarme rosso nel Pd, con tanti medici di area che hanno cominciato a urlare: “Ma a Zingaretti interessa prendere voti a Frosinone? Le campagne elettorali regionali si vincono e si perdono con la sanità”. Mauro Buschini, dopo un rapido consulto con De Angelis, ha mostrato il “pollice verso”. Non è così semplice però.
La situazione è precipitata dopo l’approccio “ruvido” della Mastrobuono sulla questione dell’ospedale di Alatri. La manager non ha concesso nulla a Buschini e al sindaco Giuseppe Morini. Il prossimo anno ad Alatri si vota al Comune. Nicola Zingaretti non vuole umiliare la Mastrobuono, anzi intende promuoverla. La soluzione potrebbe essere proprio questa: un importante e prestigioso incarico a Roma per andare via da Frosinone. C’è addirittura chi azzarda un ruolo di primo piano nel sistema delle emergenze sanitarie che sarà allestito in occasione del Giubileo. Tempo per tutta l’operazione, un mese e mezzo. Ma c’è chi è pronto a scommettere che la Mastrobuono andrà via il 2 agosto.
La direttrice generale smentisce ipotesi di dimissioni, che secondo qualcuno si sarebbe rifiutata di firmare ieri sera al termine di un confronto maratona. Secondo altri invece le avrebbe offerte a Zingaretti che però le avrebbe rifiutate.
Secondo gli ultras della curva “via il manager”, Zingaretti avrebbe contestato alla Mastrobuono una serie di delibere assunte. Smentita pure su questo da parte della diretta interessata.
Ormai abituato all’accordo con il Pd, il consigliere regionale di Forza Italia Mario Abbruzzese soffia sul fuoco.

In ogni caso, qualora la Mastrobuono dovesse andare via, chi subentrerebbe?

Sempre nei soliti corridoi della Asl si avanzano i nomi di Antonio De Santis (ex direttore regionale dell’Ares 118) e Renato Sponzilli (già direttore generale della Asl di Latina, dove si narra che venne caldeggiato a Renata Polverini da Alfredo Pallone che intendeva così fare uno sfregio a Nando Ferrauti, colpevole di essere rimasto fedele ad Antonello Iannarilli).

Però Nicola Zingaretti si è affidato alla short list cioè alla selezionatissima serie di top manager individuati a livello nazionale attraverso una procedura molto rigorosa. I due professionisti non fanno parte della top 50 finale. Ne faceva parte Mauro Vicano che però ha lasciato la Sanità per occuparsi di rifiuti. Il timore è che il Governatore comunque non si affidi ad un ciociaro.
Le indiscrezioni continuano, ma Nicola Zingaretti sta valutando anche la gestione politica della questione. Le fughe di notizie potrebbero avere un effetto boomerang.

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