Galvanizzati e depressi al Mattatoio dopo le nomine a mezzo stampa

di CARLO ALBERTO GUDERIAN
già corrispondente da Mosca
United Press International

 

 

Siiiii!

Nemmeno i parà della Brigata Folgore, impegnati nell’operazione internazionale ONU “Unifil”, chiudono il loro inno nazionale mattutino con tanta foga. Però quando di mezzo c’è la chiamata del già Cavaliere, la risposta non può non avere un acuto di tal fatta.

E ieri, il loro “obbedisco“, lo hanno gridato forte in due. Il primo: Danilo il Divo Magliocchetti (come sempre in tenuta impeccabile, stirato a vapore dalla signora Magliocchetti fin sull’uscio di casa, degno della puntata finale di Uomini e Donne). Il secondo: il gongolante Mario Magnum Abbruzzese. Lo hanno gridato non all’Italia chiamò ma all’articolista de Il Tempo che in mattinata li aveva inclusi fra i settanta fortunati estratti dall’urna arcoriana per rappresentare il nuovo che avanza nel futuro emiciclo di Montecitorio.

Freschi freschi di investitura parlamentare (virtuale), il duo Magliocchetti – Abbruzzese si è presentato in veste ufficiale alla manifestazione organizzata all’ex Mattatoio di Frosinone dal coordinamento cittadino di Forza Italia. Per discutere delle (sconosciute?) criticità della sanità provinciale e per scrivere un pamphlet di proposte per risollevarla.

Il loro entusiasmo si tagliava a fette. Danilo il Divo Magliocchetti stringeva mani ed elargiva sorrisi alla maniera di Papa Francesco nelle udienze generali del mercoledì. Mario Magnum Abbruzzese, invece, si è dotato di un paio di calchi in gesso della sua mano. I suoi fidi collaboratori ora li utilizzano per i convenevoli con gli ospiti elettori in quelle rare occasioni in cui arriva in ritardo ad uno dei suoi quindici/venti convegni giornalieri.

Le loro movenze erano tipiche dei più blasonati e attempati deputati della prima Repubblica.

Onorè, ti ho sempre votato; devi dare una mano a mio figlio” chiedeva umilmente e commossa una mamma al neo deputato (in pectore) Magliocchetti. “Stai tranquilla – gli ha risposto – Danilo il Divo; ho già pensato di fargli fare un colloquio in Alitalia”.
Ma lui ha studiato Economia – ha ribattuto mamma speranza -, vorrebbe entrare in banca”. “Conosco uno di Acuto che ha qualche amico caro in Banca Etruria – ha rassicurato – Danilo il Divo – ritienila cosa fatta”.

Eppure in mattinata anche a loro, come ai restanti sessantotto fortunati estratti dall’urna arcoriana, era giunta una lettera scritta di suo pugno dal povero Stefano Parisi intitolata Memento Mori.

A voi auguro il meglio – si legge nell’appello disperato di Parisi – ma non dimenticate che qualche mese fa io ero il Presidente del Consiglio in pectore, ed ora vado su e giù per l’Italia ad accendere luci”.

Ma veniamo al convegno.

Dopo l’introduzione del coordinatore cittadino Giuseppe Scaccia, che ha rischiato di buttare i presenti fra le braccia di Morfeo ancor prima che la manifestazione iniziasse, c’è stato il saluto di Pasquale Ciacciarelli. Giunto appositamente da San Giorgio a Liri, rinvigorito dalla nuova grafica pre elettorale (leggi qui)  che, con piglio mai visto, ha avocato a se e al partito il merito di aver cacciato la Direttrice generale dell’Asl Isabella Isabelita Mastrobuono. Evidentemente, da quando gli hanno revocato le assunzioni da lui fatte nella veste di Presidente del Consorzio di Bonifica, il buon Pasquale non legge più i quotidiani; qualcuno del Partito, quindi, si prenda la briga di informarlo che la Mastrobuono sta per tornare ed è molto molto inc …ntrariata. (leggi qui)

Poi è stata la volta di Danilo il Divo e dell’accomodante democristiano (dentro e fuori) Adriano Piacentini. Il primo è arrivato molto preparato (d’altronde, fonti ufficiose dicono che da giorni non ha fatto altro che guardare tutte le puntate di Medicina 33 condotte dal grande Luciano Onder). Alla fortunata signora Magliocchetti invece è toccato il compito, mentre inamidava con il cemento liquido i colletti delle camicie dell’onorevole in pectore, di seguire il prof Delfo Faroni su Teleuniverso nella trasmissione Salutiamo. E poi sunteggiare.

Adriano il democristiano invece si è lanciato in un rosario di numeri e di termini tecnici economico finanziari dietro ai quali anche il Presidente della BCE, Mario Draghi, avrebbe fatto fatica a stare. L’unico in grado di capirlo sarebbe stato Alfredo Pallone che, anche se non ci avesse capito nulla avrebbe comunque infilato a gamba tesa due creditcranc ed un mepraching fingendo d’eesere competentissimo avendo lui fatto parte della commissione Econ. Per fortuna che Alfredo non c’è più, ha mormorato qualcuno.

Cambiando l’ordine della scaletta prevista nel programma (nella quale, seppur assicurata, non è stata rispettata la presenza dei tre consiglieri provinciali di Forza Italia, Anselmo Rotondo, Rossella Chiusaroli, Gianluca Quadrini) Mario Magnum Abbruzzese, con la sua impeccabile lectio politicae magistralis, ha lanciato la volata all’intervento del ritardatario ( ma giustificato) Nicola Ottaviani, sindaco uscente, sindaco entrante, consigliere regionale se Sergio Pirozzi da Amatrice sarà il futuro Presidente della Regione Lazio, neo deputato in pectore della Repubblica italiana (giusta estrazione dall’urna arcoriana) e potenziale vincitore della prossima edizione di X Factor e del Festival di Sanremo.

Fra le tante assenze in sala (c’era da aspettarselo dopo l’estrazione dall’urna arcoriana) due sono state quelle più rumorose.

Quella d’indomito ma pervicace alla liquidazione Presidente della Comunità montana di Arce, Gianluca Quadrini, colpito da ieri, e ancora oggi, da livelli di mercurio febbrile mai toccati fino ad ora. (leggi qui) Non si tratterebbe di quel virus violento che sta girando in queste settimane, stante la diagnosi dell’equipe medica inviata dall’OMS a visitare il Presidente Quadrini, ma degli effetti nefasti di una braciolata a base di fettine di montone argentino da un kg l’una.

In realtà, qualche maligno dice che ieri mattina, al lancio del primo dei suoi venti comunicati stampa giornalieri, il Presidente “lampeggiante” era sano come un pesce , salvo poi cadere in una depressione da termometro non appena ha letto il Tempo senza scorgere il suo nome fra i settanta estratti dall’urna arcoriana.

L’altro assente della giornata era Samunel Battaglini, anche lui toccato provvidenzialmente dalla mano salvifica del già Cavaliere; sembra che il giovane super portatore di voti da Patrica fosse a Palazzo Montecitorio per assolvere alle formalità di rito (foto, consegna badge e ufficio con collaboratori) per la prima seduta del nuovo Parlamento che avanza.

Per la cronaca, prima del saluto finale, lo Scaccia ha fatto salire sul palco Alessandra la divina Mandarelli e Silvio Nazionale Ferraguti; una poltroncina all’ex mattatoio di Frosinone non si nega a nessuno.

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