La profezia di Salvini: “Voteremo per Roma, Regione e Italia”

La manifestazione della Lega a Roma. Il Capitano profetizza il voto nella Capitale, in Regione e nel Paese. Contro Zingaretti e contro Raggi. Ma è un Matteo Salvini diverso dal passato

Niente felpa. Quella appartiene al passato, al Matteo Salvini ministro e vice premier. Niente toni da catastrofe, anche loro sono finiti nel cassetto insieme alle paure che generavano negli investitori soprattutto stranieri. È un Matteo Salvini diverso quello che questa sera è salito sul palco del Teatro Italia a Roma per lanciare la campagna di assedio alla Capitale. Alle sue istituzioni: Comune e Regione Lazio. Il primo in mano a Virginia Raggi del Movimento 5 Stelle, il secondo governato da Nicola Zingaretti che è segretario nazionale del Partito Democratico. Entrambi avversari della Lega: al Governo, al Campidoglio, alla Pisana.

Matteo Salvini durante l’intervento al Teatro Italia

Camicia bianca, cravatta alla moda: dritta e giovanile che cade a pennello sul fisico asciutto. Il tono e la grinta sono quelli di sempre. Il Capitano ha smaltito il contraccolpo dei mojto e della caduta del Governo gialloverde.

Il Partito che voleva la secessione, che bruciava il Tricolore, ora apre la kermesse con l’Inno di Mameli cantato a squarciagola dai militanti. Il Teatro Italia è pieno come un uovo: la platea ed i palchi sono zeppi.

Fuori ci sono i poliziotti schierati in tenuta anti sommossa: i manifestanti pro casa potrebbero entrare in azione e loro hanno l’ordine di tenerli lontani.

Triplete per il Capitano

In sala sono presenti tutti i parlamentari della Lega. Li guida l’ex sottosegretario al lavoro Claudio Durigon l’uomo che punta alla Regione Lazio. Con lui, fa gli onori di casa la deputata Barbara Saltamartini. A fare da cornice sono decine di striscioni provenienti da tutti i municipi di Roma.

Matteo Salvini entra dall’ingresso laterale. In sala calano le luci e sul tendone bianco appaiono i colori di un video in cui si mostra la spazzatura che invade la Capitale.

Vuole il triplete, Matteo Salvini. Lo dice senza nascondersi. “Mi auguro che la prossima primavera si possa votare a Roma. nel Lazio ed in Italia. E ce la metteremo tutta per offrire questa possibilitá“.

Il Teatro durante l’intervento di Salvini

Punta il dito contro Zingaretti ed il governo regionale. “Non so che aspettarmi dai 5 Stelle in Regione. Perchè se non è adeguata la sindaca di Roma lo è ancora meno il governatore del Lazio. Quindi mi aspetto che i 5 Stelle gli votino la sfiducia“.

Non risparmia la sindaca Virginia Raggi che nei giorni del Governo nazionale con i grillini invece aveva coperto e tollerato. “Il cambiamento voluto dalla sindaca Raggi è fallito miseramente. Un sindaco onesto ma incapace è una calamità naturale. Noi ne vogliamo uno onesto ma capace“.

Le buche di Greta

I romani sono stanchi, delusi, avviliti. Matteo Salvini lo sa. Pochi in questi anni hanno saputo come lui sintonizzarsi sulla pancia della gente. Così lancia il sogno. “Voglio Roma piena di gru, di gente che lavora e di luci accese: mi aspetto un comune che invece di massacrare, aiuti i commercianti“.

Il governo comunale a 5 Stelle è quello che ha detto no ai miliardi per le Olimpiadi con cui avrebbe potuto mettere a nuovo la città. “In questa città per paura di sbagliare si preferisce non fare niente“.

Che Roma sia in ginocchio è un’evidenza. La gestione dei rifiuti è stata dilettantesca. La manutenzione stradale è un miraggio. Il che consente a Matteo Salvini di chiudere con una battuta: “Greta? Se viene a Roma cade in una buca“.

Giulia adottiva

Claudio Durigon

Prima del Capitano parla Giulia Bongiorno. “Non sono romana ma vivo qui da 23 anni. Ho visto giorno dopo giorno questa città decadere. C’e’ bisogno di qualcosa di nuovo” dice l’avvocato.

I nostri detrattori dicono che la Lega è per il nord, e a Roma ‘che ci sta a fare‘. Quello che vi dico è che la Lega sta dimostrando che il suo metodo di governo è efficace e a Roma serve questo metodo”.

Spiega che manca la competenza, non c’è il coraggio di fare. “C’è bisogno di una svolta e di molto coraggio, a Roma le cose non vengono fatte per paura degli avvisi di garanzia” ha detto l’ex ministro Giulia Bongiorno.

Città immobile

 Per il capogruppo in Campidoglio Maurizio PolitiQuesta citta’ non è illegale, è immobile. Qui si scambia la legalità con l’immobilismo. Abbiamo detto no alle Olimpiadi, significa avere rinunciato a crescere come città. Noi proveremo a ridare un’anima e una dignita’ a Roma“.

Dimentica di dire che a quel tempo il suo Partito governava il Paese assieme al Partito della sindaca.

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