Maura contro il Lazio Pride innesca la guerra interna nel Pd: fuoco amico su Pompeo

Le dichiarazioni del presidente d'Aula della Provincia (FdI) scatenano le reazioni del centrosinistra. Che attaccano il presidente Pompeo: "Maura inopportuno come presidente". "Dimissioni o revoca"

Fuoco amico sul palazzo della Provincia di Frosinone. Antonio Pompeo ha pochi dubbi. Gli attacchi del Pd contro il presidente d’Aula Daniele Maura (Fratelli d’Italia) sono solo un pretesto per colpire lui. E mandare all’aria gli equilibri che a fatica è riuscito a mettere in piedi, costruendo un’amministrazione di centrosinistra che conta sulla non belligeranza del centrodestra al quale ha riservato alcuni ruoli chiave: quelli di garanzia.

La scivolata di Maura

Daniele Maura è il Presidente del Consiglio Provinciale di Frosinone. È un esponente storico della Destra sociale, viene dal Fronte della Gioventù: duro e puro, seppure calato nel ruolo istituzionale. Non ha il difetto di essere un ipocrita.

Proprio per questo, nelle ore scorse ha messo in chiaro tutto il suo disappunto nei confronti della marcia per l’orgoglio delle diversità sessuali, il Lazio Pride che sabato pomeriggio sfilerà lungo le strade del centro di Frosinone.

Sulla sua bacheca Facebook ha scritto

L’inutile parata simbolico-folkloristico, l’inutile ostentazione delle comunità una volta omosessuali ed oggi più modernamente chiamate LGBTQ, LGBTQIA e LGBTQIAPK e chi più ne ha più ne metta si prepara per la carnevalata estiva in Ciociaria! Io resto fedele alla famiglia naturale, il carnevale lo festeggio 40 giorni prima di Pasqua!

È la scintilla che incendia la polveriera. Piena di tensioni legate alla giunta appena varata. Nella quale non tutti vedono di buon occhio un esponente della destra storica alla presidenza del Consiglio Provinciale, cioè ad arbitrare i lavori d’Aula.

L’orgoglio di Sara Battisti

A dare fuoco alle polveri e chiamare all’adunata il Partito Democratico è stata Sara Battisti, consigliere regionale e già segretaria nazionale della sinistra Giovanile. Nel pomeriggio, su Alessioporcu.it appare la lettera che sta per inviare agli organi dirigenti del Pd. Nella quale chiede un confronto sul risultato politico e dice

Leggere un post su Facebook da parte del Presidente del Consiglio Provinciale, in cui quest’ultimo si fa beffe del Pride di Frosinone, suscita quantomeno un moto di forte disappunto.

Detto Presidente del Consiglio Provinciale, già scelto tra le fila di Fratelli d’Italia, partito notoriamente avulso dalle fondamenta politiche e valoriali del PD, ha oltraggiato la stessa Istituzione che egli rappresenta, senza curarsi del fatto che la Provincia è ente patrocinatore del Pride.

Questa vicenda non è accettabile da parte delle Istituzioni che rappresentano i cittadini e non è accettabile da parte del Partito Democratico.

Occorre un elemento di chiarezza: se si è di centro sinistra lo si è sempre, non a fasi alterne o di comodo.

(Leggi qui Per il Pd è l’ora di agire. Niente da spartire con chi si fa beffe del Pride)

Un attacco frontale a Daniele Maura. Ma anche un attacco frontale ad Antonio Pompeo che lo ha fatto presidente d’Aula.

Alfieri: Dimissioni immediate

Quella dichiarazione è il grido di guerra, la mobilitazione generale per Pensare Democratico, la componente Pd opposta a quella di Antonio Pompeo.

Scende subito in campo il Segretario provinciale Domenico Alfieri. Chiedendo «le immediate dimissioni di Daniele Maura dal suo incarico». Una cartuccia però la riserva anche al Presidente della Provincia: chiede «l’intervento del presidente della Provincia, Antonio Pompeo, affinché lo stesso Maura venga rimosso dall’incarico di presidente dell’Assise provinciale».

Il Segretario del pd mette in relazione la carica di Maura con l’ente. Spiega che la gravità delle sue affermazioni va ben oltre l’opinione personale, «dal momento che riveste un ruolo super partes ed è un membro dell’Istituzione stessa che ha concesso il patrocinio all’evento». Denuncia i messaggi omofobi e xenofobi, «che altro esito non hanno se non aumentare un pericoloso sentimento di discriminazione e inaccettabile limitazione dei diritti civili così come della libertà di espressione e pensiero».​

Palladino, inadatto al ruolo

Sulla stessa lunghezza d’onda è sintonizzato Andrea Palladino, segretario cittadino del Partito Democratico. Mette in evidenza che arrivano dal «neo presidente del consiglio della provincia di Frosinone, alla comunità arcobaleno. Le istituzioni dovrebbero garantire ad ogni individuo libertà di pensiero ed espressione».

Per questo anche lui dice che «: Maura deve dimettersi, ha dimostrato assoluta inadeguatezza ed è necessario che lasci al più presto». Ed assicura che il Pd sarà al fianco degli attivisti arcobaleno.

Fantini, dimissioni immediate

Contro quelle dichiarazioni si schiera anche uno degli uomini più vicini a Nicola Zingaretti, Luca Fantini: il segretario regionale dei Giovani Democratici. Si dice esterrefatto «dalle parole di Maura, neo presidente del Consiglio provinciale di Frosinone, relative al Pride in programma questa settimana nel capoluogo. Da chi dovrebbe garantire libertà di espressione si leggono offese ad un’intera comunità: le sue dimissioni sono l’unico atto possibile in questo momento e ci aspettiamo che arrivino a breve».

La contraerea di centrodestra

Sul web parte la contraerea del centrodestra. A favore di Daniele Maura si schierano i Fratelli d’Italia: non tanto con le sue dichiarazioni ma sulla sua libertà di esprimere il proprio pensiero contro la manifestazione di Frosinone.

A turno, i dirigenti e gli amministratori del Partito gli esprimono solidarietà sulle loro pagine Facebook.

Non hanno capito che Maura è solo un pretesto. E che la battaglia in corso è ben altra: tutta interna al Pd. Nella quale, semmai, è in discussione il ruolo dato a Maura. Che Pensare Democratico giudica inopportuno e fuori luogo. E le sue frasi – nella visione di quella parte dei Dem – sono soltanto la conferma che Antonio Pompeo ha sbagliato a nominarlo Presidente del Consiglio Provinciale.

Pompeo interviene in aula

Antonio Pompeo è al centro dei due fuochi. Così, prende la parola in pieno Consiglio Provinciale, il primo della nuova gestione. E spiega che «La voce della provincia è una soltanto ed è quella del suo presidente, Antonio Pompeo: che piaccia o non piaccia».

Senza mezzi termini dice che «agitare proprio oggi, in occasione della prima seduta operativa del Consiglio, tutto questo, è strumentale». La linea di difesa è istituzionale «Non c’è alcuna commistione, c’è un governo di centrosinistra ed una parte di garanzia che doverosamente è stata data alla parte avversa»

Ricorda quale sia la posizione dell’Ente Provincia da lui presieduto: «La Provincia di Frosinone ha concesso il patrocinio dalla manifestazione e la voce della Provincia è quella del Presidente, così come previsto dalla legge 56, da non confondere con le posizioni personali».

Poi la risposta che suona come un altolà al Pd. Perché Antonio Pompeo non intende spostarsi di un solo millimetro dalle sue posizioni: «Condanno ogni tentativo di strumentalizzazione, teso a condizionare l’attività dell’ente che presiedo. Porto avanti un’azione di governo trasparente e lineare: qui non ci sono poltrone o incarichi da dividere, ma soltanto la ricerca di un punto di equilibrio rispetto alle tante necessità del territorio».

Fuoco amico: Antonio Pompeo ha pochi dubbi.

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