Metro C di Roma, indagato il capogruppo di Forza Italia Aurigemma

Il capogruppo di Forza Italia in Regione Lazio Antonello Aurigemma è tra i 25 indagati per la costruzione della Metro C di Roma. Nel mirino dei magistrati due transazioni con le imprese costruttrici. Che ci avrebbero guadagnato 320 milioni non dovuti

Una partita a carte truccate. Quella per la realizzazione della Metro C a Roma. A sospettarlo è la Procura della Repubblica di Roma che nelle ore scorse ha concluso l’inchiesta a carico di 25 persone tra amministratori pubblici, tecnici, funzionari. Tra gli indagati c’è l’attuale capogruppo di Forza Italia in Regione Lazio Antonello Aurigemma: all’epoca dei fatti era il potentissimo assessore alla Mobilità nella giunta del sindaco di Roma Gianni Alemanno.

La Procura sospetta che i 25 indagati abbiano contribuito a carpire circa 320 milioni di euro dalle casse pubbliche, facendoli finire al consorzio di imprese che sta realizzando la Metro C. Soldi che – stando all’accusa – non erano dovuti.

L’appalto è stato bandito nel 2005, i lavori non sono ancora ultimati. Nel corso di questi 13 anni – sostengono i sostituti procuratori Paolo Ielo ed Erminio Amelio – gli indagati avrebbero contribuito a raggiungere due accordi con i quali chiudere i contenziosi con le ditte.

Cosa c’è di male? I magistrati ritengono che quelle transazioni sarebbero andate solo a favore delle imprese.

Il primo accordo è del 2011 ed ha accolto ben 18 delle richieste avanzate dal Consorzio. Gli riconosce 230 milioni accettando come ‘dovute ad imprevisti’ una serie di scadenze non rispettate.

Altri 90 milioni sono stati riconosciuti nel 2013 per “lodo parziale”, del quale però i magistrati ritengono non ci sia traccia.

Gli indagati ora avranno venti giorni di tempo per depositare nuovi elementi o chiedere di essere interrogati per ribaltare le ipotesi dei magistrati.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright